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Senior Member
Non hai capito.
Il mio era un ragionamento "inverso", fondato sul fatto che uno che di certo non può essere annoverato tra gli adepti del serve&volley, come Nalbandian, proprio nel 2002 (anno nel quale l'argentino era poco più di uno sconosciuto, avendo all'attivo la sola vittoria sulla terra dell'Estoril e la sconfitta della stagione precedente a Palermo da Mantilla sulla medesima superficie) ottenne il suo miglior risultato sull'erba inglese, performance che non riuscì poi successivamente a migliorare e nemmeno a ripetere, nonostante gli ovvi passi in avanti del suo tennis (che lo portarono negli anni a raggiungere le semifinali degli altri tre Slam e la terza posizione del ranking ATP).
Ma volendo si può andare ancora più indietro, citando il finalista dell'edizione '96, Malivai Washington, uno che vinse quattro tornei in carriera (redistribuiti tra terra e cemento) e che sull'erba ha sempre combinato pochissimo. Non sarebbe forse questo il periodo in cui la sostanza era ancora subordinata allo stile (il solo pensare al contrario mi fa rabbrividire, non perché non sia vero, beninteso; ad oggi negarlo è un'idiozia. Parimenti, il constatare che la tecnica ed il talento siano stati ineluttabilmente obnubilati dalla superiore efficacia di una contrazione muscolare e dal conseguente sprigionamento di un'energia cinetica maggiore, IMHO non può non rivelarsi amaro)?
Tanto per chiarire, la mia posizione NON è analoga a quella di Ferrero; sto cercando semplicemente di cogliere una pseudo tendenza...
Ultima modifica di Grifis; 02-07-2013 alle 14:36
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