Non è tanto un paragone con Social Network e Benjamin Button che sono opere di natura diversa, quanto più un confronto tra il Fincher moderno di Zodiac e Millenium rispetto al classico di Game, Seven e Fight Club.
Questo perché Millenium non è un brutto film. Questo perché Fincher non è più in grado di elaborare, dissezionare e comporre a proprio piacimento opere ambiziose e fortemente stratificate. Millenium è un film solido, con una regia che non si permette mai cali e scorre bene nonostante la durata non indifferente, ma purtroppo non graffia, non fare il passo successivo.
La trama è sì solida, ma non davvero compiuta. Questo perché Fincher non riesce a costruire lo svolgimento narrativo con la maestria che gli ha permesso di rivoluzionare il thriller degli anni '90, scade dei cliché, nella struttura da classico poliziesco, non riesce ad organizzare bene i contenuti. Il lavoro degli interpreti è lodevole [soprattutto della Mara] ma abbastanza inutile, perché i personaggi stessi sono statici, superficialmente caratterizzati, e hanno anche poco da dire. Senza contare tutti gli elementi appena abbozzati e non trattati con la dovuta cura, vedi i vari personaggi dell'enorme famiglia che fatichi anche a riconoscere, la pessima integrazione di comprimari quali la figlia del detective e l'astio nei confronti della religione di quest'ultimo, la storia d'amore non dovutamente approfondita, il cattivo di turno stereotipato e privo di contestualizzazione.
Probabilmente era un lavoro troppo ambizioso, più adatto a un serial che non a un lungometraggio autoconclusivo, eppure sono dell'idea che il Fincher degli anni d'oro avrebbe tirato fuori qualcosa di ben più memorabile rispetto a questa fredda e accademica pellicola.
È un film che consiglierei comunque agli amanti dei thriller investigativi, in quanto sotto questo aspetto è sicuramente ben diretto, tuttavia non credo incontrerebbe i gusti di chi cerca un racconto completo.

Il voto complessivo è un 5,5.