Una cosa che subito salta all'occhio è la regia (montaggio, sceneggiatura, fotografia) di Fincher: sopraffina, eguaglia quella altrettanto spettacolare del bellissimo Fight Club. Non era facile trasformare una querelle giudiziaria, anche un po' pedante, in un racconto interessante sull'ascesa di questo fenomeno contemporaneo. Se ciò è stato reso possibile è solo grazie ad una sceneggiatura fantastica e l'uso talentuoso del mezzo. Elogio anche agli attori, alle musiche. Se proprio si dovesse rinvenire un difetto, è proprio nella natura fredda delle vicende, con molto parlato, poca azione, molti termini tecnicistici.
E anche se il film non va preso come rendiconto storico (qualche libertà artistica è stata presa) non si può provare un po' più di simpatia verso Zuckenberg, vero nerd nerdaccio con tutti i complessi annessi, che crea il sito dell'"amicizia" per eccellenza.