Tiscali

Recensione Soul Reaver 2

Redazione GamesurfDi Redazione Gamesurf (27 dicembre 2001)
Nosgoth nonostante tutto deve essere un bel posto. Vampiri, esseri soprannaturali, cataclismi di vario genere e più in generale una buona dose di violenza, non sono stati in grado di allontanare numerosi giocatori da questa terra ferita. Il legame è di lunga data, risalendo addirittura al 1997, quando per la prima volta occhio umano si posò su questo paese e seguì con attenzione le prime avventure vampiresche dell'allora giovane Kain. Quest'ultimo però, accecato dalla sete di potere, divenne ben presto troppo forte e crudele e, dimenticandosi delle sue origini, instaurò un regime distruttore di vampiri che succhiarono la vita alla terra stessa. Tra i più fidati seguaci di Kain si distinse Raziel un vampiro come tanti, sottomesso al volere del suo padrone. Ma per ragioni incomprensibili la natura di Raziel si evolse, dotandolo di un paio d'ali. L'evidente minaccia spinse Kain a strappargli le ali e a gettarlo in un lago, dal quale mai sarebbe riemerso. Ma il fato giocò una brutta sorpresa al signore dei vampiri, spingendo un'anziana divinità di Nosgoth a salvare Raziel, istigandolo a combattere contro Kain. Ed il vampiro, ormai trasfigurato dalla terribile esperienza, affrontò un lungo viaggio attraverso una Nosgoth morente e una volta trovato Kain, lo sfidò. Nonostante la potenza della Soul Reaver (la mietitrice) Kain fuggì attraverso un portale del tempo inseguito da Raziel..
Soul Reaver 2 - Immagine 1
Questo portale s'ispira chiaramente alla tradizione degli antichi egizi
I GIORNI NOSTRI
A questo punto iniziano le avventure narrate in Soul Reaver 2. Gli avvenimenti appena raccontati sono solo i nodi tematici di Blood Omen: Legacy of Kain e del primo Legacy Of Kain: Soul Reaver, ripresi più approfonditamente all'interno dei contenuti speciali del DVD. Un'introduzione così ampia era necessaria, perché la storia di Nosgoth ha un'importanza fondamentale anche nel secondo videogioco dedicato alla mietitrice. La trama è infatti uno degli elementi meglio riusciti del videogioco. Interessante, intricata, a tratti forse troppo complessa, riesce con grande abilità a "intrappolare" il giocatore in questo mondo, rendendolo partecipe delle pulsioni che costringono i due protagonisti a giocare come il gatto con il topo, scambiandosi di volta in volta le parti. Non mancano i colpi di scena, o i personaggi ambigui come Moebius, il guardiano del Tempo o il vecchio dio che liberò Raziel