Citazione Originariamente Scritto da Feleset Visualizza Messaggio
Ma infatti Lo Hobbit e ISDA sono poco confrontabili sotto molti aspetti, se uno legge l'uno pensando di trovarci l'altro rimane deluso per forza. Lo hobbit è un libro bello per il target per cui è pensato, ma probabilmente non ha troppo da dare agli adulti (escludendo alcuni spunti interessanti).

Per quanto riguarda il film, non dico che lì i nani diventino caratterizzati in maniera eccelsa, però quantomeno si distinguono un minimo l'uno dall'altro e il loro numero sembra servire a qualcosa (le parti cantate per esempio nel film rendono bene l'idea del coro che si diverte, mentre nel libro uno legge il testo ma di fatto non "sente" la presenza del gruppo).
Poi sulla questione del rendere in parte epica una cosa che in origine non lo era molto va a gusto, a me per esempio questa scelta è piaciuta. Sicuramente Jackson non avrebbe potuto fare un film diverso, nel senso che dopo la sua trilogia nessun fan avrebbe mai accettato una trasposizione del tutto fedele (e quindi per bambini) di Lo Hobbit. Quindi o si faceva così o non si faceva proprio, secondo me.


"Il leone, la strega e l'armadio" l'ho letto alle medie, ma non ho ancora visto il film. Ricordo che come libro era carino ma non mi aveva entusiasmato, dovrò recuperare la pellicola.
Mah guarda, io credo di aver capito qual è il problema di fondo. The Hobbit è un romanzo destinato a un pubblico giovane che giustamente ha accompagnato nella crescite le vecchie generazioni, considerato che una volta la letteratura aveva un ruolo maggiore nella vita degli adolescenti, mentre ora con la diffusione su larga scala della televisione, dei videogiochi e così via non sempre è scontato, oltre a essere stato sorpassato da prodotti più moderni come Harry Potter. Un'opera cinematografica su The Hobbit avrebbe avuto senso se fosse stata indirizzata appunto alla nuova generazione, quindi un prodotto magari modernizzato ma comunque fedele ai principi, adatto quindi alle famiglie e a un pubblico giovane.
Jackson invece ha preferito seguire un'altra via, ossia ignorare il nuovo target e giocare sull'effetto nostalgico della nuova guardia, proponendo così la stessa opera che molti adulti hanno letto tanti anni fa, però infarcita di epica e pomposità per non renderla troppo puerile ai loro occhi. Il risultato è quello che vediamo, un ibrido non molto riuscito.
Quello che dici tu forse è vero, ossia che se avesse voluto rimanere fedele al romanzo non gliel'avrebbero prodotto, ma non sarebbe stata poi una grossa perdita per il cinema, in fin dei conti.