La storia essenzialmente è un loop temporale, non c'è bisogno di grosse spiegazioni.
Lo sciamano chiude il loop di Willis ---> Willis torna nel passato per uccidere lo sciamano ----> Levitt e Willis si scontrano ---> Willis riesce a uccidere la madre dello sciamano ----> Lo sciamano sopravvive e decide di fermare tutti i loop per vendetta/impedire che ciò accada di nuovo ----> riparte il ciclo.
Il gesto finale di Levitt è ciò che non aveva mai fatto nelle ipotetiche versioni passate, ossia fermare il loop. Con il suo suicidio ferma questo circolo vizioso, dà fiducia alla ragazza che potrà crescere lo sciamano come un bambino normale e quindi potrà farlo diventare (probabilmente) un eroe nel futuro.
Era un film metodico, crudo e senza compromessi, non c'era bisogno di drammaticità, di lacrime da coccodrillo, di colpi di scena ad effetto: il messaggio arriva chiaro e tondo, coerente con tutta la struttura del film.
Che poi abbia pesanti limiti di sceneggiatura sono pure d'accordo, l'ho già detto nella mia breve review, manca proprio pathos nel corso del film, spessore nei personaggi, ma soprattutto manca un background necessario per dare una vera finalità al messaggio del regista.