Tutta la pellicola è principalmente un gioco di ruoli. Tarantino mette subito in chiaro la cosa sottolineando come Django da schiavo diventi uomo libero e come Schulz abbandoni il personaggio del dentista per assumere quello del cacciatore di taglie.
Anche il protagonista è costretto ad assumere tale identità, e insieme costruiscono quella che è la prima parte del film. Da qui la storia si sviluppa introducendo il nuovo obiettivo, ossia il salvataggio di Broohmilda, per il quale però non basterà essere cacciatori di taglie, in quanto lo schiavismo di neri è perfettamente legale. Django e Schulz quindi, coerentemente con il concetto di fondo, cambiano identità e diventano rispettivamente esperto di mandingo e investitore.
La commedia sembra andare a buon fine, tuttavia è interessante notare come il personaggio di Waltz fatichi sempre di più a ignorare la violenza attorno a lui e ben presto questo ne condiziona la recita. Quando Candie gli chiede la mano, per lui è come sentirsi complice di tutte le sue malefatte, e piuttosto di dargli tale soddisfazione, esce dal personaggio e rovina lo spettacolo.
Django rimane così solo e prigioniero, tuttavia riesce ad afferrare l'unica chance rimastagli: interpretare un nuovo personaggio, quello vincente, la pistola più veloce del west.
Il finale è per l'appunto un enorme omaggio ai classici spaghetti western dove l'eroe affronta da solo orde di nemici a suon di piombo.
Con questo nuovo ruolo Django trionfa e si consacra come il negro su mille.
Possiamo dire che la morte di Schulz è stato il punto di rottura del film, la chiave per la consolidazione finale del character di Foxx.