Citazione Originariamente Scritto da Samvise Visualizza Messaggio
No, ma io non volevo dire quello. Io intendevo dire che ora si fanno tutte valutazioni a posteriori, come se fosse tutto già scritto, ma non è così, e sarebbe bastato poco. Se l'Ucraina avesse pareggiato, credo che quell'Italia avrebbe vinto cmq quella partita, se l'Olanda fosse passata in vantaggio non credo che la Spagna sarebbe riuscita a rompere il fortino olandese, e a quel punto tutto sarebbe cambiato nelle valutazioni post partita.
Poi una cosa, cioè ora si sente tutti dire che dobbiamo prendere esempio dalla Spagna, ma vorrei ricordare che questo è il loro primo mondiale, noi ne abbiamo quattro, quindi non credo che dobbiamo prendere esempio da loro, ma da noi stessi, ma non quelli degli ultimi 4 anni.
La differenza è abissale. Noi abbiamo vinto gli ultimi 2 mondiali in situazioni particolarissime, con giocatori certamente talentuosi e allenatori capaci, ma che hanno avuto la capacità di sfruttare al meglio l'occasione del momento più che pianificato un programma che parte dal settore giovanile e arriva ai massimi vertici del calcio.
L'Italia '82 e l'Italia 2006 hanno in comune gli scandali che le hanno precedute, la sfiducia nel gruppo azzurro e l'esser riuscite a sfruttare al meglio le occasioni concesse loro dal caso e dalla loro bravura. Nell'82 eravamo fuori dopo 2 partite, poi sfruttammo occasioni favorevoli e vincemmo. Nel 2006, per molti, neanche dovevamo partecipare, a poco a poco prendemmo coraggio e riuscimmo a vincere. Ma furono vittorie del momento, tant'è che ai successivi e rispettivi europei e mondiali, facemmo (e abbiamo fatto) schifo.
Gli spagnoli hanno pianificato queste vittorie più di 20 anni fa. Lo hanno fatto partendo dalla base: dalla federazione e dal settore giovanile. Hanno scelto di puntare su un gioco a loro congeniale (passaggi, dribbling, tantissima tecnica e inserimenti sulle fasce) e sono andati avanti sino in fondo. Operano in questo modo a livello giovanile, a livello di club professionistico e a livello di nazionale maggiore.
Noi in Italia siamo sempre propensi all'idealismo e finiamo sempre nel pragmatismo, nella cultura del risultato ad ogni costo, nella cultura del macchiavellismo più sfrenato. Non abbiamo MAI pianificato nulla e le nostre sono vittorie belle ma frutto del caso.
Avevamo delle tipologie di giocatore che il mondo ci invidiava e sfornavamo quei tipi di giocatore ad ogni generazione: il portiere, il mastino difensivo, il medianaccio, il regista, l'esterno destro dribblomane e la seconda punta gol e fantasia.
Dopo Buffon ci sono altri portieri italiani di livello mondiale? Difensori? Seconde punte? Siamo ancora a Totti e Del Piero. Gli esterni fantasiosi li abbiamo aboliti d'ufficio, tant'è che l'ultimo di livello mondiale che abbiamo avuto (al passato tanto ormai è un ex-giocatore) è uno che si è formato in Argentina.
Il sacchismo ha rivoluzionato tutto. Con un particolare: che Sacchi applicava il sacchismo su giocatori formati in altre scuole, gli altri hanno applicato la marcatura a zona su giocatori che non sanno marcare a uomo (giusto per fare un esempio).
Il calcio all'italiana è sparito, protesi come siamo stati a cercare il calcio totale. Il miglior calcio all'italiana, da anni a questa parte, lo ha applicato un allenatore portoghese usando al 90% giocatori stranieri. Pensa te.

Come al solito non abbiamo capito nulla e difatti Abete ha fatto la solita regoletta idota, che scontenta tutti, non risolve il problema, ma almeno esiste e puoi dire "però abbiamo provato a cambiare qualcosa". Invece non cambia nulla.