E verò, non sarà un film che cela chissà quale significato recondito, non sarà un capolavoro di fotografia, regia o quant'altro, ma d'altra parte, non vuole esserlo. Il film è comico e come tale va giudicato: dunque, fa ridere?
A me ha fatto ridere tantissimo. Verdone è abilissimo nell'indossare le maschere di alcuni dei suoi più famosi personaggi: dal parsimonioso padre di famiglia un po' picchiatello e un po' sfortunato al pedante professore d'Arte, con la fissa per il sesso orale, fino ad arrivare al classico burino romano. Il film si divide in tre parti rappresentanti tre storie disgiunte fra di loro, ognuna con un cast differente di attori (tranne ovviamente Verdone, il M.C.D.) ma con la stessa agrodolce bonarietà. L'apice della comicità si raggiunge proprio con l'ultima parte, quella del cafone romano, preoccupato a non "perdere stile" e pronto a mollare ad inservienti e receptionist la ventina d'euro, "altrimenti quì non s'è nessuno".
Voto 8.