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Discussione: La memoria condivisa.

  1. #1
    Senior Member L'avatar di Andrew Clemence
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    Wed Mar 2009
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    Predefinito La memoria condivisa.

    Sempre piu grazie a internet, persino persone giovanissime riescono ad affrontare tranquillamente argomenti che precedentemente erano esclusiva di eminenti scienziati. Questo grazie al fatto che la memoria, e quindi la conoscenza è a disposizione di tutti. è a portata di click. Ecco che quindi perde di importanza tutto il processo cognitivo che stava alla base della formazione della propria personalità.
    Ecco un interessante studio americano:
    http://www.mainfatti.it/cervello/Mem..._037466033.htm

    Ma cosa succede quando la memoria perde di delocalizzazione e viene accorpata in controllabili motori di ricerca? Oppure in gigantesche banche dati come wikipedia? Essa diventa chiaramente influenzabile. e cosa comporta che qualcuno usi a sproposito, o ancor peggio in maniera dolosa tale mezzo? sarebbe come avere una mediaset moltiplicata per 1000!

    Oggi come oggi spesso e volentieri tutto ciò ha portato benefici. Pensiamo ai tanti popoli che per ignoranza rimanevano da decenni sotto dittatura, e ora si sono liberati. Però alcuni episodi fanno riflettere. Non vi siete mai ritrovati a parlare con persone che danno come assolutamente per scontato le scie chimiche? Che ci siano 3 astronavi tumulate nell area 51? Che leonardo da Vinci fosse un templare in incognito? (Ora questi sono solo esempi, non voglio prendere in giro chi eventualmente ci creda). Ma io spaccherei in 2 la situazione.

    Prima del 2000:

    Gli esempi proposti, sono sicuramente elementari, però sono molto emblematici. Quali sono i problemi a livello cognitivo. Prendiamo ad esempio l area 51. è sicuramente un esempio elementare, ma serve allo scopo. è una base segreta, in cui non si può entrare. Gli americani la proteggono. negli anni 40 a roswell sono stati trovati dei detriti sospetti, e un contadino e un foglio degli anni 50, ci dice che c erano cadaveri di alieni. Un aereo è partito per quella base, o qualcosa del genere, e tombola. Il gioco è fatto. L area 51 è un parcheggio per astronavi. Qual è il difetto in tutto ciò? Intanto che probabilmente è una fregnaccia, ma soprattutto che un pò come accadeva con la religione, la storia convincente se uno ignora il quadro generale, diventa vera per chi la sente. Pensate a chi un tempo non cascando nello spazio, ignorando la gravità, credeva che la terra fosse piatta. Pensate ad oggi a chi non conoscendo perfettamente la storia dell area 51, la vede come misteriosa. è la stessa cosa. Una storia messa in rete però, viaggia ora alla velocità della luce. La persona colpita dall informazione che non abbia un proprio background la fa sua, e diventa pian piano una verità collettiva. Difficile da sradicare quanto può esserlo una religione o un ideologia.
    Il danno però è sicuramente basso. Negli anni 90, la gente non è stupida come nel medioevo, certo chi è ignorante beve di tutto, ma queste false informazioni non colpiscono indiscriminatamente, ma solamente le fasce basse (e non intendo povere, ma basse in intelletto) ne sono soggiogate, con un effetto addirittura positivo, visto che tipicamente chi le diffondeva non aveva mai scopi oscuri, ma semplicemente smontare complotti(talvolta inventati), portare giustizia e simili. Cose che comunque difficilmente nuociono.

    Dopo il 2000:

    Tutto cambia. Internet è riconosciuto come mezzo di informazione di massa. Più potente di qualunque televisione radio o giornale, modifica completamente le nostre abitudini. è stupefacente per chi come me lo ha vissuto dal suo arrivo anche in italia fino ad oggi, quanto si sia evoluto. Siamo passati da un mezzo che consentiva di scaricare truffaldinamente qualche canzone, ad uno che soppianta completamente tutta l editoria, e per certi versi la scuola, e a volte anche gli amici reali. E quando non li soppianta spesso ci dice quali libri leggere, quali scuole scegliere, e che genere di amici frequentare.
    L aspetto che vorrei evidenziare, è però un altro. Internet è per molti versi ancora libero, ma per altri è invece una vera e propria giungla, dove vige la legge del piu forte. Pensiamo all incredibile potere di google, che come mission aziendale ha la riorganizzazione dello scibile umano, a wikipedia o alle bande di hacker che ora mettono in crisi persino i governi sovrani. Se è vero come è vero che il sapere organico, come conseguenza delle specializzazioni delle scienze, stà morendo, cosa comporterà il dominio incontrastato di alcuni (pochi soggetti) in rete, di quella che è la memoria collettiva? Cosa succederà quando si passerà dall alimentare una sorta di superstizione moderna (atlantide, templari, area 51, scie chimiche), al voler invece impiantare falsità nella memoria di ognuno? A parer mio ciò stà già accadendo. Ditemi le vostre impressioni se ne avete voglia Se qualcuno risponde, non tema che ripasserò nella discussione, magari dopo un pò, visto che non ho internet a portata.

  2. #2
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    Questo è un argomento che mi spaventa, perché internet per me ha sempre rappresentato un punto di riferimento, e nonostante questo trovo che si stia arrivando alla degenerazione. Una degenerazione grave in questo caso.
    Sappiamo che ogni invenzione in sé difficilmente può essere considerata positiva o negativa. Ciò dipende da come si usa il mezzo, in questo caso internet. Ultimamente sono portato a pensare che l'idea dell'utilizzo presenti dei problemi. Questo perché mi sto convincendo che siamo costitutivamente portati alla degenerazione. In questo caso sarebbe inutile parlare di uno strumento utilizzabile positivamente in teoria. Nei fatti finiamo sempre per dare risultati globali negativi. Non siamo equilibrati, non c'è un controllo equo, non c'è un punto di riferimento.
    Nel caso di internet i risultati mi sembrano evidenti. Facebook sta causando milioni di dipendenze senza offrire poi nulla di fatto. Almeno ai miei tempi si diventava dipendenti dei mmorpg che ti portavano a vivere delle avventure non sperimentabili nella realtà. Facebook ti porta a uppare e sfogliare foto e giocare a browser game dementi. E come sistema di comunicazione fa schifo. La chat continua a peggiorare e i gruppi permettono sempre meno caratteri. Questo porta a scrivere messaggi sempre più sintetici e frasi sempre più decontestualizzate. Questo per me rappresenta una sconfitta grossa. Troppe informazioni, tutte confuse, decontestualizzate e svalorizzate. Facebook non serve più nemmeno come mezzo pubblicitario.
    Comunque, il problema che hai posto è un altro, per fortuna più specifico.
    Ultimamente sono nate delle teorie molto forti e impegnative sul web come bene comune. L'informazione ha un ruolo importante in questo ma vede il web più come un ambiente che come uno strumento. Un ambiente digitale. All'interno di questo ambiente cambiano i modi di vivere e i modi di vedere il mondo e la stessa umanità.
    Non mi sento di esprimere giudizi in proposito ma è evidente che ci siano dei problemi grossi. Le notizie girano e non consola il fatto che chiunque possa postarle. L'utente medio non considera più l'autorità. Prende per vero ciò che trova nelle bacheche, quasi sempre senza sforzarsi di aprire il link.
    Ieri circolava un fake su un'aggressione ad Allen:
    http://robadadonne.likers.it/5441/wo...orte-allebreo/

    Il titolo era: Woody Allen picchiato a Roma – gli aggressori: “Morte all’ebreo”.
    L'articolo è anche divertente, provocatorio e basta leggere le prime righe per capire che sia un fake. E tuttavia nei commenti all'articolo era pieno di persone che esprimevano il loro disgusto per l'accaduto e le loro perle di saggezza su quanto il mondo stesse andato a rotoli. Capite? Persone che nemmeno aprono un articolo prima di commentarlo e si lamentano di un mondo che va a rotoli. Questa è autodistruzione.

    Ora, questa disinformazione, queste informazioni false e quanto altro offre la rete è qualcosa di attuabile da chiunque. Quindi c'è un cambiamento rispetto agli altri media. In tv pochi possono manipolare i molti. Su internet i molti possono crearsi autonomamente un caos incontrollabile. Questo caos porta confusione, disinformazione, perdita delle relazioni umane, svalorizzazione della conoscenza, alterazione della realtà (o sostituzione di una realtà di altro tipo? Si può parlare di più realtà?) e molti altri fenomeni decisamente negativi. Quindi mi trovo a parlare di un mezzo che in effetti presenta delle potenzialità assolutamente positive, la diffusione dell'informazione, la possibilità di comunicare con tante persone di tanti posti diversi, la possibilità di fare ricerche rapide. Non sono cose da poco ed è difficile quantificare certi valori, eppure a me sembra evidente che i problemi stiano iniziando a superare di gran lunga i benefici.
    Ultima modifica di IISNT; 16-07-2011 alle 16:19

  3. #3
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    Non ho capito, parlate di dare disinformazione con l'informazione?

  4. #4
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    Andrew, ti posto un parere autorevole:
    http://www.youtube.com/watch?v=QBgQa...embedded#at=37

  5. #5
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    Ho letto iisnt. molto interessante il tuo parere. Soprattutto perchè inizia a farmi pensare che tali problemi sono reali, e quindi non solo nella mia testa. Ma permettermi di chiederti alcune puntualizzazioni. sostanzialmente ciò che ho scritto mirava piu che alla cattiva informazione, a chiedervi le vostre opinioni sui punti:
    -Il sapere diventa globale, ma l individuo perde. Tutti sappiamo tutto. Basta andarcelo a cercare su internet.
    -Questo porta alla superficialità, e alla mancanza di memorizzazione. è ovvio che il prezzo di relegare parte della nostra conoscenza ad una memoria collettiva porta ovviamente ad una mancanza di organicità nel sapere individuale.
    -Superficialità. Proprio quello che scrivevi tu. Ossia vita in un mondo che vediamo con gli occhi di una moltitudine di individui, magari piu stupidi di noi. Lettura superficiale delle informazioni, con cui ci bombardano continuamente. Smarrimento quindi.
    -Infine, il cambiamento nei tempi. Se tutto questo è vero, ci rendiamo conto che chi tiene in mano questa baracca ora domina il mondo? Google ad esempio può avere potentissime ripercussioni sull economia. Pensa a cosa può fare ai mercati mandando in testa informazioni a proposito di un eventuale degrado della situazione economica di qualche paese. Ma questo è solo un esempio. Se addirittura i cinesi lo temono, le sue possibilità vanno ben oltre. Ovviamente non fraintendiamo, non ho niente contro google, anzi...

    A cosa porterà quindi un grande pendolo che ci ipnotizza tutti, quando chi lo tiene
    in mano si desterà dal torpore e si renderà conto di avere il controllo? A parer mio è un problema.

    Ovviamente basta seguire i saggi consigli di er trota per capire come tirarsi fuori dai guai.. Ma dico, io avendo un figlio così, vi pare che avrei il coraggio di proporlo come mio successore?

  6. #6

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    Io e te, Andrew, avevamo forse già parlato di come Internet stia diventando una fonte di conoscenza sempre più accessibile all'uomo. Ma se questa conoscenza sia vera o falsa non sembrano preoccuparsene in molti. La fonte è importante tanto quanto il contenuto che viene esposto, se non di più. E dopo aver preso in mano i primi libri universitari, mi accorgo quanto un conto sia googlare un'informazione, un'altro studiare il relativo argomento su quei libri. Diverse volte incontro persone che, di fronte ad una critica ad un loro pensiero di qualunque natura, ti sbattono in faccia l'ennesimo link di wikipedia. Cazzo, wikipedia non è la bibbia e di sicuro non è priva di errori.
    Vorrei però esporre anche un'altra faccia della memoria collettiva, che non la sola influenza mediatica o possibile disinformazione che essa può rappresentare.
    Riflettendo sulla memoria condivisa in rete, mi preme evidenziare che il valore di un pensiero fatto proprio tramite uno studio personale (anche in rete, ma con le correttte fonti) e rifinito attraverso un ragionamento è infinitamente superiore della semplice possibilità di cercare una risposta tramite Google. Senza contare il fatto che internet non è un'intelligenza artificiale, non è Skynet. Noi possiamo sperare nella possibilità che l'informazione che vogliamo sia presente in rete. Se questa non è presente, ecco che si rende ancor più evidente il valore di un ragionamento che una macchina non può fare, ma solo un uomo può. Da qui è altrettanto chiaro che il futuro non passa attraverso la macchina, ma attraverso l'uomo, unico a poter sviluppare nuove teorie e nuovi ragionamenti.
    Esistono programmi molto complessi, ma appunto sono programmi, si basano su algoritmi preimpostati da un uomo.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrew Clemence Visualizza Messaggio
    Ho letto iisnt. molto interessante il tuo parere. Soprattutto perchè inizia a farmi pensare che tali problemi sono reali, e quindi non solo nella mia testa. Ma permettermi di chiederti alcune puntualizzazioni. sostanzialmente ciò che ho scritto mirava piu che alla cattiva informazione, a chiedervi le vostre opinioni sui punti:
    -Il sapere diventa globale, ma l individuo perde. Tutti sappiamo tutto. Basta andarcelo a cercare su internet.
    -Questo porta alla superficialità, e alla mancanza di memorizzazione. è ovvio che il prezzo di relegare parte della nostra conoscenza ad una memoria collettiva porta ovviamente ad una mancanza di organicità nel sapere individuale.
    -Superficialità. Proprio quello che scrivevi tu. Ossia vita in un mondo che vediamo con gli occhi di una moltitudine di individui, magari piu stupidi di noi. Lettura superficiale delle informazioni, con cui ci bombardano continuamente. Smarrimento quindi.
    -Infine, il cambiamento nei tempi. Se tutto questo è vero, ci rendiamo conto che chi tiene in mano questa baracca ora domina il mondo? Google ad esempio può avere potentissime ripercussioni sull economia. Pensa a cosa può fare ai mercati mandando in testa informazioni a proposito di un eventuale degrado della situazione economica di qualche paese. Ma questo è solo un esempio. Se addirittura i cinesi lo temono, le sue possibilità vanno ben oltre. Ovviamente non fraintendiamo, non ho niente contro google, anzi...

    A cosa porterà quindi un grande pendolo che ci ipnotizza tutti, quando chi lo tiene
    in mano si desterà dal torpore e si renderà conto di avere il controllo? A parer mio è un problema.

    Ovviamente basta seguire i saggi consigli di er trota per capire come tirarsi fuori dai guai.. Ma dico, io avendo un figlio così, vi pare che avrei il coraggio di proporlo come mio successore?
    -Tutti sappiamo cosa? L'individuo che davvero si informa, organizza e seleziona il sapere possiede un certo tipo di conoscenza. Chi si fa sommergere in modo grossolano da quel che passa in rete è ignorante (nel senso etimologico del termine) quanto un uomo di neanderthal. Forse è meglio non avere informazioni che avere informazioni confuse e sbagliate. Cambiano le modalità di manifestazione dell'ignoranza, tutto qui. Prima gli intellettuali e gli scienziati rimanevano inascoltati perché non li si capiva o perché non si aveva la possibilità di ascoltarli/leggerli. Oggi gli intellettuali e gli scienziati rimangono inascoltati perché si forzano i loro testi, le loro teorie (basta vedere le cazzate che si dicono sui molti universi collegati, a partire da uno stupro della meccanica quantistica), si presentano in pillole negli aforismi di facebook, si leggono velocemente se si leggono. Magari si studia Einstein su un sito di acchiappafantasmi. Stesso discorso per quanto riguarda le notizie. Chi prende un fatto e si documenta avrà una certa conoscenza. Chi prenderà lo stesso fatto + altri 1000 basandosi su un link condiviso su facebook non avrà una certa conoscenza, avrà un caos di informazioni, magari pure contaddittorie tra loro. Se una persona legge una notizia su un sito "complottista" e la confronta con leggi e pareri autorevoli avrà una certa consapevolezza dell'argomento e almeno saprà quali sono gli snodi concettuali e problematici in gioco. Se una persona legge tutte le notizie su quello stesso sito complottista e le accetta per fede non so fino a che punto si possa parlare di conoscenza. Il problema è che con tante informazioni sta venendo a mancare persino chi si legge l'intero articolo del sito complottista. Capisci? Vengono letti i titoli al massimo! Quindi il peggio del peggio. Non si può più parlare nemmeno di faziosità e disinformazione. Si può parlare di grossolanità e confusione.

    -L'individuo che continua a informarsi, studiare e leggere in modo rigoroso non penso possa perdere quell'organicità di cui parli. Diciamo che se prima occorreva emergere dal vuoto ora occorre emergere dal caos. Il problema della memorizzazione individuale è vecchio, è stato affermato con forza dalla nascita della scrittura in poi (la scelta di Socrate è famosa a questo riguardo). Servirebbero più studi sperimentali, perché già da diversi anni l'idea di memoria si è estesa ai supporti digitali. Il problema è che appunto con le troppe informazioni si perdono i dati. Tutto dipende da come si organizzano. Però aspetterei ulteriori studi sperimentali per parlare di decremento cognitivo. Chi studia seriamente continua ad allenare la memoria e le altre abilità. Chi perde il cervello sul web cosa farebbe in alternativa? Pensi davvero allenerebbe la memoria con attività stimolanti? Oppure starebbe in piazzetta a drogarsi? O davanti alla tv tutto il giorno? Chissà, a chi ci riferiamo?

    - sì

    - Eh, insomma, internet nasce come rete. In teoria il vantaggio della rete è che se qualcuno dice una cazzata lo studioso può smentirlo. Google in sé fino a che punto può manipolare l'informazione se l'informazione viene fatta dagli utenti? Il problema è che gli utenti preferiscono far circolare le notizie scandalose ed esagerate piuttosto che le ricerche rigorose... Ma ciò mi sembra sia dovuto al fatto che le persone abbiano spesso/quasi sempre dei comportamenti e degli atteggiamenti molto stupidi e meschini...
    Ultima modifica di IISNT; 16-07-2011 alle 20:55

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da IISNT Visualizza Messaggio
    -Tutti sappiamo cosa? L'individuo che davvero si informa, organizza e seleziona il sapere possiede un certo tipo di conoscenza. Chi si fa sommergere in modo grossolano da quel che passa in rete è ignorante (nel senso etimologico del termine) quanto un uomo di neanderthal. Forse è meglio non avere informazioni che avere informazioni confuse e sbagliate. Cambiano le modalità di manifestazione dell'ignoranza, tutto qui. Prima gli intellettuali e gli scienziati rimanevano inascoltati perché non li si capiva o perché non si aveva la possibilità di ascoltarli/leggerli. Oggi gli intellettuali e gli scienziati rimangono inascoltati perché si forzano i loro testi, le loro teorie (basta vedere le cazzate che si dicono sui molti universi collegati, a partire da uno stupro della meccanica quantistica), si presentano in pillole negli aforismi di facebook, si leggono velocemente se si leggono. Magari si studia Einstein su un sito di acchiappafantasmi. Stesso discorso per quanto riguarda le notizie. Chi prende un fatto e si documenta avrà una certa conoscenza. Chi prenderà lo stesso fatto + altri 1000 basandosi su un link condiviso su facebook non avrà una certa conoscenza, avrà un caos di informazioni, magari pure contaddittorie tra loro. Se una persona legge una notizia su un sito "complottista" e la confronta con leggi e pareri autorevoli avrà una certa consapevolezza dell'argomento e almeno saprà quali sono gli snodi concettuali e problematici in gioco. Se una persona legge tutte le notizie su quello stesso sito complottista e le accetta per fede non so fino a che punto si possa parlare di conoscenza. Il problema è che con tante informazioni sta venendo a mancare persino chi si legge l'intero articolo del sito complottista. Capisci? Vengono letti i titoli al massimo! Quindi il peggio del peggio. Non si può più parlare nemmeno di faziosità e disinformazione. Si può parlare di grossolanità e confusione.
    Ma certo. Ma non è strano appunto che anzichè migliorare rischiamo invece di andar persino peggio? Almeno prima una cosa non la si sapeva, ora invece ci si illude di conoscerla. So anche io che una persona che conosce cose superficialmente è ignorante, ma il problema è che lei non lo sa, e le spaccia per verità. Persino nelle scienze dove la soggettività non è di casa. Cosa che prima non poteva accadere.

    -L'individuo che continua a informarsi, studiare e leggere in modo rigoroso non penso possa perdere quell'organicità di cui parli. Diciamo che se prima occorreva emergere dal vuoto ora occorre emergere dal caos. Il problema della memorizzazione individuale è vecchio, è stato affermato con forza dalla nascita della scrittura in poi (la scelta di Socrate è famosa a questo riguardo). Servirebbero più studi sperimentali, perché già da diversi anni l'idea di memoria si è estesa ai supporti digitali. Il problema è che appunto con le troppe informazioni si perdono i dati. Tutto dipende da come si organizzano. Però aspetterei ulteriori studi sperimentali per parlare di decremento cognitivo. Chi studia seriamente continua ad allenare la memoria e le altre abilità. Chi perde il cervello sul web cosa farebbe in alternativa? Pensi davvero allenerebbe la memoria con attività stimolanti? Oppure starebbe in piazzetta a drogarsi? O davanti alla tv tutto il giorno? Chissà, a chi ci riferiamo?
    Benissimo. Aspettiamo altri studi sperimentali. Ma per sperimentare bisogna individuare un possibile problema. Appunto la domanda era"è un possibile problema?"

    - sì

    - Eh, insomma, internet nasce come rete. In teoria il vantaggio della rete è che se qualcuno dice una cazzata lo studioso può smentirlo. Google in sé fino a che punto può manipolare l'informazione se l'informazione viene fatta dagli utenti? Il problema è che gli utenti preferiscono far circolare le notizie scandalose ed esagerate piuttosto che le ricerche rigorose... Ma ciò mi sembra sia dovuto al fatto che le persone abbiano spesso/quasi sempre dei comportamenti e degli atteggiamenti molto stupidi e meschini...
    Beh no aspetta. Quì devo correggerti. google può manipolare eccome. E come lui tanti altri operatori possono filtrare la cosiddetta "informazione libera".In google algoritmi con cui si manipolano le informazioni sono segreti (e giustamente). Ti rendi conto della differenza di importanza dei primi 20 risultati di google rispetto a quelli che vanno dal 120 a 140 posizione? Ha un peso enorme la cosa altrochè... Ad esempio nelle politiche commerciali è già ben nota l importanza.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da The Prince Visualizza Messaggio
    Io e te, Andrew, avevamo forse già parlato di come Internet stia diventando una fonte di conoscenza sempre più accessibile all'uomo. Ma se questa conoscenza sia vera o falsa non sembrano preoccuparsene in molti. La fonte è importante tanto quanto il contenuto che viene esposto, se non di più. E dopo aver preso in mano i primi libri universitari, mi accorgo quanto un conto sia googlare un'informazione, un'altro studiare il relativo argomento su quei libri. Diverse volte incontro persone che, di fronte ad una critica ad un loro pensiero di qualunque natura, ti sbattono in faccia l'ennesimo link di wikipedia. Cazzo, wikipedia non è la bibbia e di sicuro non è priva di errori.
    Vorrei però esporre anche un'altra faccia della memoria collettiva, che non la sola influenza mediatica o possibile disinformazione che essa può rappresentare.
    Riflettendo sulla memoria condivisa in rete, mi preme evidenziare che il valore di un pensiero fatto proprio tramite uno studio personale (anche in rete, ma con le correttte fonti) e rifinito attraverso un ragionamento è infinitamente superiore della semplice possibilità di cercare una risposta tramite Google. Senza contare il fatto che internet non è un'intelligenza artificiale, non è Skynet. Noi possiamo sperare nella possibilità che l'informazione che vogliamo sia presente in rete. Se questa non è presente, ecco che si rende ancor più evidente il valore di un ragionamento che una macchina non può fare, ma solo un uomo può. Da qui è altrettanto chiaro che il futuro non passa attraverso la macchina, ma attraverso l'uomo, unico a poter sviluppare nuove teorie e nuovi ragionamenti.
    Esistono programmi molto complessi, ma appunto sono programmi, si basano su algoritmi preimpostati da un uomo.
    Verissimo.. Lo penso anche io...

  10. #10
    Voglio i versetti! L'avatar di John Fitzgerald Gianni
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    Che coincidenza, giusto ieri ho visto un documentario che ne parlava.
    Hanno fatto anche dei test per dimostrare come, oltre alla mole di dati-anche di campi completamente diversi-sempre più accessibile, sia cambiato proprio il modo di ragionare delle nuove generazioni.
    Citazione Originariamente Scritto da GiovanniAuditore ironico Visualizza Messaggio
    la grafica è l'ultima cosa che guardo in un videogame, se ho un computer di ultimissima generazione è perché voglio giocare fluido a diablo1.
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