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Recensione Virtua Tennis 4

Sega sfida 2K Czech a colpi di racchetta.
Giuseppe Schirru Di Giuseppe Schirru(29 aprile 2011)
Nel dualismo tra Virtua Tennis 4 e Top Spin 4, unici esponenti tennistici del panorama videoludico odierno, Sega parte sicuramente sfavorita. Mentre in passato si avvantaggiava indirettamente delle ambizioni simulative del titolo PAM (ora 2K Czech) per ammiccarsi la fascia d'utenza dei pigri (svogliati e incapaci di brandire una racchetta virtuale), puntando su una concezione del tennis diametralmente opposta, ora che Top spin ha abbandonato il suo atteggiamento snobistico rendendosi accessibili ai più, si ritrova con la conseguenza di dover reinventare il proprio tennis, o almeno renderlo decisamente superiore rispetto al passato perché se lo scontro non si gioca proprio sullo stesso campo da gioco, siamo comunque nel medesimo circolo tennistico. Ovvero, non è più possibile ragionare secondo l'equazione Virtua Tennis sta all'arcade come Top Spin alla simulazione esasperata. Il che cambia tutto.
Virtua Tennis 4 - Immagine 1
Virtua Tennis 4 - Immagine 2
Virtua Tennis 4 - Immagine 3
Non è mistero che le ultime uscite si siano posizionate ad anni luce di distanza dai fasti del primo Virtua Tennis, uscito sul mai dimenticato Dreamcast, ed è altrettanto ovvio che attualmente per fronteggiare la diretta concorrenza non basti più offrire un prodotto semplice, immediato e alla portata di tutti. E ci sarebbe anche da dire che dell'ultima, infelice uscita, risalente a due anni or sono, sarebbe meglio non trovarne traccia in questo Virtua Tennis 4. In tal senso il cambio di programmatori dovrebbe essere di buon auspicio, ma anche dopo una veloce esamina ci si rende conto che l'andazzo generale non è cambiato di molto. Siamo ancora di fronte a un titolo spudoratamente arcade, dalla facilità e immediatezza quasi imbarazzante, che ha proprio nella sua impostazione di base alcune limitazioni che inficiano la bontà del gameplay.

Il tennis, come sport individuale (tranquilli, siamo consci della presenza del doppio), offre sicuramente un numero di variabili inferiore rispetto agli sport di squadra. E il tennis videoludico, quando carente di profondità e di quelle possibilità che rendono vari gli scambi, si trasforma in una versione evoluta di Pong dal sapore amaro, dove interminabili scambi fotocopia rendono l'esperienza di gioco presto monotona, carente di mordente e nulla dal punto di vista tattico. E poco male si abbia ricchezza di modalità ed extra di varia natura quando nel suo io più intimo il titolo AM3 lascia a desiderare, anestetizzando la passione del videogiocatore. Un peccato, perché sulle prime, grazie alla già decantata immediatezza e al divertimento spiccio che è in grado di regalare, Virtua Tennis non sarebbe nemmeno poi tanto male. In campo i colpi effettuabili sono i soliti tre noti (classico, top spin e pallonetto), a cui per l'occasione si aggiunge un tiro speciale che caricato per benino (sfruttando il vostro stile di gioco) vi consentirà di mandare la palla in maniera potente e precisa in modo da spiazzare il vostro avversario, il tutto corredato da un effetto slow motion.
La modalità Tour Mondiale (la carriera, detto papale papale) prevede il più classico degli editor per creare un giocatore a nostra immagine e somiglianza, poi vira prepotentemente sull'originalità di un sistema che prevede un tabellone simile a un gioco da tavolo dove muoverci di casella in casella a seconda delle carte random che usciranno. Dovremo quindi adottare un pizzico di tattica perché ad ogni movimento nel tabellone conseguirà un trascorrere di tempo, fattore da tenere sott'occhio per presentarci puntuali ai tornei prestigiosi. Il resto è dato dalla solita pletora di partita, crescita d'esperienza del nostro personaggio, sponsor e allenamenti di varia natura che meritano un elogio quantomeno per originalità e varietà delle sfide proposte. Alla modalità carriera poi si affiancano le classiche Esibizione e Arcade, quella che consente il gioco in multiplayer e per finire Motion Play, con cui sollazzarci con la periferica gelato utilizzata a mo' di racchetta (l'unica modalità in cui il PlayStation Move è chiamato in causa). Una modalità penalizzata purtroppo sia dal sistema di telecamere adottato, sia da una risposta ai comandi solamente discreta.

Il roster dei tennisti presenti è paragonabile a quello del diretto rivale, Top Spin 4, con alcune importanti defezioni nei primi dieci posti del ranking mondiale e un roster complessivo non troppo esaltante. Non è comunque quello il problema, quanto la scarsa differenziazione tra ogni tennista, che si riflette nel'andazzo generale delle partite, una fotocopia dell'altra. Graficamente il lavoro svolto dai programmatori presenta alti e bassi. A Virtua Tennis 4 gli si accorda la bontà nella realizzazione dei campi da gioco e dei tennisti virtuali, sebbene il tutto venga poi rovinato da un set di animazioni tutt'altro che eccellenti e da alcuni movimenti repentini della telecamera da mal di testa puro. Rimandato a settembre il comparto audio, con musiche odiose ed effetti sonori sulla media.
7
Virtua Tennis 4 esce dallo scontro diretto con Top Spin 4 con le ossa frantumate. Raffronti a parte, il tennis videoludico, quando carente di profondità e di quelle possibilità che rendono vari gli scambi, si trasforma in una versione evoluta di Pong dal sapore amaro, dove interminabili scambi fotocopia rendono l'esperienza di gioco presto monotona, carente di mordente e nulla dal punto di vista tattico.
voto grafica7
voto sonoro6
voto gameplay6,5
voto durata7