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Recensione Unreal Tournament III

Oliate i bicipiti e imbracciate il lanciarazzi. Unreal Tournament 3 sbarca su Xbox 360
Luca LuperiniDi Luca Luperini (14 luglio 2008)
Mattanza!
A tre mesi di distanza dall'uscita su PS3 ed addirittura otto mesi dopo la release per PC, Unreal Tournament 3 sbarca sulla verdecrociata console di casa Microsoft, con l'obiettivo di giustificare, almeno in parte, tanto ritardo.
Infatti, come se non bastasse il blasonato ed evocativo brand Unreal Tournament, a far correre un brivido lungo le schiene degli hardcore gamer più datati, Epic tenta di recuperare il gap temporale di svantaggio sulle altre piattaforme, inserendo una serie di ghiotti contenuti esclusivi, i quali rendono questa versione qualcosa di più di un semplice porting.

I fanatici dei numeri, ad esempio, saranno felici di constatare come, su di un unico dvd, si sia trovato lo spazio per inserire ben cinque mappe supplementari, oltre a due personaggi nuovi di zecca -con i quali il conto complessivo arriva a ben 55 alternative- selezionabili durante le nostre lunghe ed intense sessioni on-line.
Ma le novità non finiscono qui. L'edizione per Xbox 360 ci offre l'inedita opportunità di compiere carneficine in compagnia su di un medesimo schermo, grazie all'implementazione dello split-screen da due giocatori, il quale si va ad aggiungere alla possibilità di portare avanti la campagna in cooperativa.
Unreal Tournament III - Immagine 1
culturisti armati fino ai denti e coperti da possenti armature...cosa volete di più dalla vita!?
Unreal Tournament III - Immagine 2
i Krall ricordano palesemente le locuste di GOW
Unreal Tournament III - Immagine 3
gli appassionati di mecha saranno piacevolmente colpiti dal design degli androidi made in Liandri
Ma per i trecentossessantisti non sono tutte rose e fiori. Sono infatti da segnalare l'incompatibilità con le “mod” amatoriali, tanto care ai gamer da PC, ed il mancato supporto a mouse e tastiera, a differenza delle altre versioni di Unreal Tournamen 3 presenti su mercato.
Quest'ultima deficienza è però da interpretare nella giusta prospettiva. Da tempo, a Redmond, è chiara l'intenzione di rendere il pad un supporto autosufficiente e duttile - e la particolare cura nella calibrazione dei due stick analogici ne è sintomo- senza scendere ai compromessi del “cross-gaming” su medesima piattaforma.

Unreal Tournament 3 strizza anche l'occhio a chi, assopendosi sotto l'ombrellone, sogna di segar locuste, contando i giorni che ci dividono da Novembre. Epic ha infatti affiancato allo storico marchio Unreal Tournament, quello dell'enfant prodige Gears of War, anch'esso frutto della mente-e dei polpastrelli- del team di geniacci capitanato da Mark Rein.
A riprova di ciò, oltre all'orgoglioso bollino “From the Studio that Brought You GEARS of WAR”, campeggiante in copertina, è l'introduzione all'interno della confezione, di un esclusivo trailer di Gears of War 2, atto a pubblicizzare, se mai ce ne fosse il bisogno, il blockbuster made in North Carolina.
C'è da dire che gli oltre dieci minuti di filmato svolgono a dovere il loro compito, frapponendo tra noi e la nostra console, un nutrito laghetto di saliva, testimone di un appetito ormai prossimo ad essere saziato.

Furia!
Ma non commettiamo l'errore, comune a molti purtroppo, di distrarsi troppo da questo piccolo capolavoro, identificandolo come un palliativo estivo in attesa di portate ben più sostanziose.
Unreal Tournament 3 -d'ora in avanti abbreviato UT3 per comodità- continua la lunga tradizione degli sparatutto in soggettiva focalizzati sulla componente multiplayer.
Come gli aficionados sanno bene, la saga UT, si distacca dalla corrente di pensiero -sempre meno diffusa a dire il vero- che vuole relegare le modalità multigiocatore a mera alternativa al gioco in singolo.
Con UT3, torniamo a scoprire quella gioia consistente nel “caos-ordinato” da arena, capace di rubare ore ed ore alla nostra giornata videogiocosa con disarmante naturalezza.

A dire il vero questo ultimo nato non rivoluziona quelli che sono gli elementi cardine della serie, riproponendo in toto le classiche modalità che hanno fatto la fortuna del genere.
Chiavi di volta le “scacciapensieri” deadmatch e team deadmatch, nelle quali saremo occupati a collezionare uccisioni pensando allo score personale, nel primo caso, od a quello della squadra, nel secondo.
A renderci il compito più semplice un parco armi, come da tradizione, ricco e vario, comprendente alcuni degli “strumenti di morte” storici della saga - avete detto Cannone Flak!?- oltre ad alcune sfiziose new entries.
Ancora una volta protagonista del gameplay, la doppia funzionalità dei singoli fucili -accessibile tramite i due grilletti dorsali- grazie alla quale, all'immancabile raffica di piombo, è possibile combinare un attacco alternativo, in alcuni casi, od una modalità di mira specifica dell'arma (il fucile da cecchino possiede un mirino ottico digitale, mentre il possente Redentore, offre la possibilità di teleguidare i devastanti missili contro la vittima di turno), il tutto a favore della, sottostimata, componente strategica presente in UT3.

L'aspetto tattico viene oltremodo impreziosito dalla modalità “Cattura la Bandiera”, durante la quale avremo come scopo impossessarsi del vessillo avverso, portandolo dove è situato il nostro, ai fini di segnare un punto, rendendo così lo sterminio di massa niente di più, niente di meno, che uno sport da tabellone. Strettamente collegata a quest'ultima è una variante del “capture the flag” comprendente una serie di ultra moderni veicoli. Ognuno di essi presenta caratteristiche proprie ben distinte, le quali lo rendono preferibile o meno per attuare particolari tattiche, oltre alla doppia funzionalità presente già presente nelle armi.

Il numero di queste “macchine da guerra” -mai questo epiteto fu così calzante- supera ampiamente la dozzina ed alterna mezzi maneggevoli e furtivi come il Manta ad imponenti, quanto goffi, veicoli corazzati, capaci di fare breccia anche nelle gole meglio difese ( come non citare il Nightwalker, una sorta di tripode simile a quelli già apprezzati nel film “la Guerra dei Mondi”, contro il quale la semplice fanteria avrà davvero poco da fare). Tra le interessanti novità delle modalità comprendenti i veicoli, c'è l'introduzione dell'Hoverboard, sorta di skateboard volante attivabile mediante uno specifico tasto funzione -al posto del classico “disco teletrasportante” presente nelle sessioni senza mezzi- e grazie al quale saremo in grado di percorrere in lungo ed in largo le ampie mappe facendoci, all'occorrenza, trainare dai compagni di battaglia motorizzati.
Unreal Tournament III - Immagine 4
in tempo di guerra pure il gentil sesso è chiamato alle armi
Unreal Tournament III - Immagine 5
gli scontri tra veicoli sono sicuramente ben bilanciati
Unreal Tournament III - Immagine 6
il Nightwalker vince senza ombra di dubbio la nostra personale palma di miglior mezzo
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Unreal Tournament III

Disponibile per: Xbox 360 , PC
Unreal Tournament III Xbox 360 Cover
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