Eppure, Vincent MacKenna, un Bill Murray in gran forma (artisticamente parlando), con il suo cinismo e il carattere schietto, spigoloso, può piacere anche allo spettatore stanco di misantropi che si redimono all'ultimo momento. Non tanto per l'originalità della storia, che si rivela fedele a canoni cinematografici ben consolidati, quanto per l'ottimo livello del cast. A partire dal protagonista, gli attori della pellicola diretta da Theodore Melfi (al suo primo lungometraggio), riescono a mantenere alta l'attenzione dello spettatore grazie ad un'interpretazione davvero convincente e ad una buona complicità fra le parti.
A voler essere sinceri, non possiamo definire St. Vincent una commedia in tutto e per tutto. Diciamo piuttosto che il film alterna momenti di comicità ad altri più malinconici, accomunati dall'umorismo nero di Vincent. E anche quando si ride, non lo si fa in modo sguaiato. Da questo punto di vista, St. Vincent non è (e verrebbe da dire fortunatamente), la solita commedia di Natale. Se state cercando qualcosa di simile ai cine-panettoni, siete sulla strada sbagliata.St. Vincent è, semmai, un film di Natale in quanto ricco di umanità, di personaggi pieni di problemi, sofferenze e fragilità, in grado poi di ritrovare se stessi e il contatto con il mondo. Non aspettatevi grandi sorprese per il “cosa”, per ciò che accade nel film, ma prestate attenzione a “come” gli avvenimenti vengono raccontati. Se lo sviluppo della trama e l'esplorazione del passato del protagonista sono abbastanza prevedibili, meno scontate sono le sfaccettature e la complessità che Murray riesce a conferire al suo personaggio, specialmente nelle relazioni con gli altri.
Scostante e rude, Vincent nasconde, in realtà, molti più pensieri e conflitti interiori di quanto non mostri. E proprio questo lato del suo carattere, invisibile a chi lo conosce superficialmente, farà sì che Oliver lo scelga come soggetto della sua ricerca scolastica sui santi moderni. Se è vero che i santi sono prima di tutto esseri umani, con le loro debolezze e peccati, non dobbiamo lasciare che proprio queste debolezze prevalgano sui grandi atti di generosità e di altruismo di cui sono capaci. L'amicizia fra Vincent e Oliver consente ad entrambi di lasciare emergere il meglio di loro stessi e di superare difficoltà ritenute insormontabili. Fra le scommesse all'ippodromo, il bar e lo strip-club, i due costruiscono un'importante amicizia, in grado di travalicare confini generazionali e sociali. Insomma, un'opera prima da non perdere.
Le vicende del film sono accompagnate da un'ottima soundtrack, della quale fanno parte Bob Dylan, Jefferson Airplane's, nonchè i Green Day con una splendida versione di I fought the law.
Nella tradizione delle commedie di Natale, ecco un cinico capace di grande altruismo.


Di Francesca Perozziello(31 dicembre 2014)










