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Recensione Reversal - La Fuga solo l'inizio

Un thriller all'insegna della vendetta
Francesca Perozziello Di Francesca Perozziello(9 ottobre 2015)
In una casa in mezzo al deserto, una ragazza si risveglia. Si trova nello scantinato, incatenata ad un materasso, indossa solo l'intimo e ha del sangue sulla faccia.
Un uomo sceso per portarle la cena e non appena le da le spalle, lei lo colpisce pi volte con un mattone. Dopo essersi liberata dalla catena, la ragazza corre fuori, ma si accorge di essere in mezzo al nulla…

Cos come inizia la storia di Eve, o meglio, cos come ci viene presentata. S, perch flashback dopo flashback, recuperiamo i tasselli mancanti della vicenda, come in un grande mosaico da ricostruire.
Lo sviluppo narrativo si snoda lungo due binari paralleli, presente e passato, contribuendo cos a generare nello spettatore il desiderio di sapere di pi, di conoscere quello che non sa. Il presente quello di una ragazza rapita e violentata dal suo carnefice, desiderosa di liberarsi e di tornare alla vita di tutti i giorni.
Reversal - La Fuga solo l'inizio
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Ma tornare indietro non semplice come sembra, anche perch Eve non l'unica prigioniera. Altre case, sparse fra i quartieri della citt pi vicina, custodiscono al loro interno un terribile segreto: altre quattro ragazze sono infatti destinate alla stessa sorte di Eve, per mano dello stesso uomo.
Avvincente e in grado di tenere sempre all'erta lo spettatore, Reversal un thriller che non si concede tempi morti e particolari inutili, focalizzandosi invece su ci che strettamente necessario al racconto. Una trama di vendetta, della quale scopriamo la verit solo passo dopo passo, addentrandoci con la protagonista nella fitta rete di bugie e ricordi che emergono.

Se la violenza e in particolar modo il sangue sono l'elemento ricorrente di questa pellicola, si tratta di una violenza non fine a se stessa. La tematica del film, per quanto affrontata e messa in scena in modo estremo, non troppo lontana da tanti episodi di cronaca nera dei quali tutti, almeno una volta, abbiamo sentito parlare.
Niente di fantascientifico nelle storie di ragazze rapite e violentate, magari segregate per diversi anni in qualche scantinato, riuscite poi a scappare dai propri carnefici. Una violenza non solo visiva, ma anche e soprattutto psicologia, quella mostrata da Cravioto, regista messicano ancora poco conosciuto dal pubblico italiano.

Non un semplice esercizio tecnico volto a mostrare lo scontro fisico e verbale fra Eve e gli altri personaggi, ma anche un ritratto crudo e spietato di qualcosa che gi accaduto e che purtroppo destinato a ripetersi.

La sceneggiatura non sempre si rivela all'altezza del compito, cos da lasciare qua e l domande che restano senza risposta e optando per scelte forse non troppo logiche. Eve, fino alla scena prima combattiva e attenta, viene fatta cadere in trappole narrative che indeboliscono l'andamento della storia.

Tina Ivlev, interprete principale, riesce comunque a sostenere bene tutto il film, alternando due diversi lati del suo personaggio: quello ingenuo del “prima”, dei flashback, e quello determinato e risoluto del presente, pronto a tutto pur di vendicarsi e di liberare le altre ragazze.
Nel complesso, Reversal efficace quanto deve nel fare entrare in empatia lo spettatore con Eve, partecipando ai suoi stati d'animo e alla sua ricerca di risposte.

Un buon b-movie all'insegna dello splatter e della vendetta, nel quale Tarantino troverebbe spunti interessanti per trame e personaggi.
Reversal riesce nell'intento di coinvolgere lo spettatore e di fargli seguire con interesse le vicende di Eve, scoprendo con lei i vari tasselli che compongono la storia. Purtroppo la sceneggiatura non sempre all'altezza, ma nel complesso il film convince.