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Recensione Resonance of Fate

Torna in grande stile il JRPG secondo Tri-Ace
Fabio FundoniDi Fabio Fundoni (17 marzo 2010)

Per i veri appassionati di lungo corso dei JRPG, il nome del team tri-Ace è legato ad alcuni dei ricordi più vividi e affascinanti di anni e anni di gioco. Il gruppo di talentuosi sviluppatori ha infatti dato i natali ad alcune delle saghe più interessanti e apprezzate del panorama, cioè Star Ocean (iniziata su Super Nes nel 1996) e Valkyrie Profile (uscito nel 1999 per la prima gloriosa PlayStation), restando perennemente nell'orbita di Square-Enix, suo produttore. L'arrivo della odierna generazione di console ha permesso al team nipponico di misurarsi con nuovi hardware e, a sorpresa, di lavorare sotto un differente marchio. Nasce così la partnership con SEGA, grazie ad un accordo siglato per la creazione di un nuovo gioco di ruolo. Stiamo parlando di Resonance of Fate, titolo conosciuto in Giappone con il nome di End of Eternity.

Siamo in un futuro remoto, dove la terra ha ormai cambiato faccia a causa di catastrofi ambientali e un inquinamento dilagante. Tutto quello che rimane dell'umanità si trova a Basel, altissima torre formata da molteplici piani sospesi nel vuoto, a mo di tante piccole cittadelle. A Basel vide una ferrea gerarchia di suddivisione delle classi sociali, dove i ricchi abitano i piani più alti e i poveri sono destinati a passare le loro vite nei bassifondi, in un sistema che sembra quasi ricalcare una metaforica discesa verso gli inferi. Tutto si muove sotto il ferreo controllo di una società estremamente religiosa comandata da Papi e Cardinali, un gruppo clericale nelle cui mani è racchiuso tutto il potere di Basel, compreso il controllo delle tecnologie in grado di mantenere l'atmosfera vivibile.

Resonance of Fate - Immagine 1
Due generazioni di eroi a confronto
Resonance of Fate - Immagine 2
Ebbene si: anche lo stile ha il suo perché!
Resonance of Fate - Immagine 3
Il nostro mitra è ottimo per sfiancare i nemici

Dopo la morte della papessa Frida però, vista la mancanza di un successore diretto, tutto il potere viene a trovarsi diviso tra i vari cardinali in cui spicca Roen, uomo stimato da tutta la popolazione. Sono ormai passati vent'anni dalla scomparsa di Frida e, inesorabilmente, qualche cosa inizia a non andare come si deve nei meccanismi alla base delle funzioni vitali di Basel, con conseguenti blackout e rischi per la depurazione dell'aria. Come se non bastasse, in una simile società dove le classi più umili sono sono relegate ai pani bassi della torre, covano continui desideri di ribellione, motivo per cui non mancano banditi e fuori legge, senza contare i diversi mostri sparsi per le zone più periferiche. I tri-Ace hanno dunque creato un'ambientazione steampunk degna dei migliori romanzi del genere, mescolando sapientemente tecnologie avanzate e gusto per architettura e stile quasi vittoriani, dove meccanismi complicatissimi fanno da contraltare ad abiti ed elementi squisitamente retrò.

La vita è fatta ad ascensori

La nostra storia ha come protagonisti tre mercenari del quarto piano di Basel, impegnati a barcamenarsi tra missioni più o meno complicate per portare a casa un po' di rubini, la moneta corrente del luogo. Il gruppo è formato da Vashyron, 26enne veterano di molte battaglie, un tempo appartenente all'esercito regolare dei cardinali, Zephyr, ragazzo di 17 anni solitario e taciturno e Leanne, bellissima 21enne unitasi ai due dopo che Zephyr le salvò la vita. Oltre all'ordinaria amministrazione, il nostro trio inizierà a ricevere importanti missioni da parte dei Cardinali, che coincideranno con il peggiorare della situazione di tutta Basel. Da questo inizierà a dipanarsi una grandiosa avventura che ci porterà a scoprire il passato dei nostri eroi e i segreti della imponente città verticale...

Dopo due giochi come Infinite Undiscovery e Star Ocean: The Last Hope, piacevoli ma ben lontani dalla perfezione, molti si attendevano che i tri-Ace tornassero a lavorare sulla saga di Valkyrie Profile, il band che forse ha maggiormente mostrato le qualità e le ottime idee dei ragazzi di Tokyo. L'annuncio del contratto siglato con SEGA aveva lasciato interdetti molti, ma dopo pochi minuti di gioco a Resonance of Fate, ci si rende conto di quanto il titolo possa essere considerato quantomeno un figlio spirituale della saga dedicata alle guerriere di Odino. Appena preso il comando dei tre mercenari, ci troveremo ad esplorare le location in rigoroso senso orizzontale, con un'inquadratura che ci vedrà osservare il tutto da una visuale laterale, esattamente come accadeva in Valkyrie Profile 2.

Ben diverso sarà invece l'esplorazione del mondo vero e proprio, gestito con particolari scacchiere ad esagoni suddivise tra attive e inattive. Noi potremo muoverci unicamente su quelle funzionanti, trovandoci così ad essere impossibilitati a raggiungere alcune zone, sino a quando non recupereremo le apposite celle d'energia, tasselli capaci di attivare le varie zone della mappa, inseribili seguendo alcune regole in stile puzzle, tra abbinamenti di colori e forme. Ogni piano di Basel è collegato con gli altri tramite appositi ascensori per i quali, logicamente, dovremo trovare la strada giusta e avere gli appositi lasciapassare: impensabile che un cittadino qualsiasi possa anche solo tentare di salire sull'elevatore principale e magari raggiungere le sontuose ville dei cardinali!

Resonance of Fate - Immagine 4
Ecco una delle fasi di combattimento. La realizzazione degli ambienti è davvero pregevole!
Resonance of Fate - Immagine 5
Ecco una delle figure cardine della nostra storia
Resonance of Fate - Immagine 6
L'area, luogo perfetto per imparare a combattere e scoprire nuovi trucchi per vincere contro ogni nemico

È il turno dell'azione

Recandoci alla gilda cittadina potremo trovare le missioni da compiere tra cui vi saranno quelle principali, necessarie per andare avanti con la trama, e le secondarie, anch'esse composte da varie sotto-tipologie. Il nostro compito sarà naturalmente quello di soddisfare le richieste fatte alla gilda (o talvolta a noi stessi direttamente dai committenti), barcamenandoci tra oggetti da recuperare, persone da salvare, mostri da mettere al tappeto o altre situazioni abbastanza varie e fantasiose. Oltre al movimento sulla scacchiera (rigorosamente a turni) e all'esplorazione delle varie location, dovremo naturalmente prepararci a sostenere diversi combattimenti. Per quanto riguarda le sezioni ad esagoni, saremo soggetti ai più classici degli scontri casuali, nonostante verranno segnalate a schermo delle caselle contenenti nemici particolarmente impegnativi o importanti ai fini di qualche quest.

Ogni battaglia ci trasporterà in una specifica arena, dove i nostri tre campioni se la vedranno con gruppi più o meno numerosi di mostri, banditi, macchine impazzite e quant'altro. Diventerà dunque protagonista il combat system creato dai tri-Ace, versione riveduta e ampliata di quello già visto in passato nei loro titoli. Basilarmente, tutto sarà gestito a turni, muovendo un personaggio per volta. Quando però daremo il via alle nostre azioni, anche i nemici avranno via libera, potendo attaccarci non appena caricata la loro “barra-azione”che potremo sempre controllare ben in vista, sopra le loro teste. Il nostro movimento sarà scandito da un indicatore simile solo che, a differenza di quello avversario, lo vedremo calare ad ogni nostra mossa, tenendo presente che, qualora attaccassimo, il nostro turno sarà considerato immediatamente concluso.

Terminato il turno del nostro personaggio, non dovremo fare altro che passare a quello successivo (magari subendo, nel mezzo, una raffica di colpi dal cattivone i turno) per cercare di riportare il prima possibile una vittoria, utilizzando praticamente solo armi da fuoco come pistole, mitragliatori ed esplosivi di vario tipo. Quello che potrebbe sembrare un sistema concettualmente semplice, si arricchisce di molteplici opzioni e possibilità, rivelandosi estremamente complesso e ben studiato. Oltre ad elementi abbastanza classici come coperture da sfruttare e oggetti da utilizzare al meglio (medicinali, incantesimi e munizioni ai poteri elementali), sia noi che i nostri nemici dovremo preoccuparci di due tipi di danni: quelli superficiali, causabili dai mitra,e quelli definitivi, messi a segno da pistole e simili.

Resonance of Fate - Immagine 7
Il carattere di Zephyr non è dei più semplici...
Resonance of Fate - Immagine 8
Ecco la scacchiera ad esagoni che ci permetterà di muoverci per Basel
Resonance of Fate - Immagine 9
Volevate avversari di grossa taglia?

I primi saranno facilmente recuperabili, ma potrebbero diventare il facile preludio per una morte prematura. Anche se dovessimo perdere tutti i nostri punti-vita con danni superficiali non moriremo, ma basterà una sola ferita definitiva a tramutarli tutti in ferite reali, e lo stesso varrà per chi staremo sfidando. Per fare un esempio pratico, sarà molto proficuo colpire un gremlin con raffiche di mitra, estremamente potenti per quanto riguarda i danni inferti, anche se solo superficiali, e poi sparare un singolo colpo con un personaggio armato di pistola in modo da rendere, con il minimo sforzo, il male inferto effettivo.

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Resonance of Fate

Disponibile per: Xbox 360 , PS3
Resonance of Fate Xbox 360 Cover
  • Piattaforma: Xbox 360
  • Produzione: SEGA
  • Sviluppo: Tri-ace
  • Genere: JRPG
  • Multiplayer Locale: Assente
  • Multiplayer Online: Assente
  • PEGI: +16
  • Data di uscita: 26 marzo 2010
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