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Recensione Pro Evolution Soccer 2014

Il Pro Evolution Soccer che non ti aspetti
Fabrizio CirilloDi Fabrizio Cirillo (18 settembre 2013)
Nell'anno del debutto di Playstation 4 ed Xbox One Konami mette in atto la mossa che non ti aspetti. Nonostante un PES 2013 più che discreto, la casa di Metal Gear Solid ha opta, infatti, per resettare l'orologio e ripartire nuovamente da un foglio bianco, iniziando così la nuova rincorsa al dirimpettaio targato Electronic Arts prima del definitivo salto generazionale.

Il PES più completo di sempre
Come ampiamente accennato, Pro Evolution Soccer 2014 rappresenta a tutti gli effetti una sorta di giorno zero per l'opera firmata KCET. Non ci riferiamo tanto alla decisione da parte del team di sviluppo di abbandonare il vecchio motore in favore del ben più potente -e giovane- Fox Engine, quanto piuttosto alla scelta di rinnovare gran parte del sistema di gioco nonostante l'ottima base di partenza (PES 2013).
Pro Evolution Soccer 2014 - Immagine 1
Non possiamo ovviamente sapere se tale scelta sia stata dettata più dalla voglia di preparare il terreno per il futuro o dalla volontà di offrire al videogiocatore di questa generazione un titolo calcistico “fuori dagli schemi”, ma quel che è certo è che Pro Evolution Soccer 2014 rappresenta -nel bene o nel male- un nuovo punto di svolta per la serie.
Eccezion fatta per l'ormai cronica assenza della Bundesliga e della licenza ufficiale della Premier League e per la rinuncia a buona parte degli stadi del campionato spagnolo (ridotti a 20) ed al relativo editor alfine di non incappare in imbarazzanti violazioni dei diritti sul alcune delle licenze esclusive di Electronic Arts, dal punto di vista contenutistico PES 2014 rappresenta con ogni probabilità il Pro Evolution Soccer più ricco di sempre.

Accanto alle consuete licenze delle squadre nazionali e dei club più importanti dei campionati patrocinati dalla UEFA (ivi comprese le squadre del campionato tedesco coinvolte nelle coppe), la versione 2014 di PES può infatti avvalersi della Copa Sudamericana, l'AFC Champions League (ovvero la Champions asiatica), la Recopa, la Liga Argentina, la Liga Chilena, la Coppa Libertadores e il campionato brasiliano, per un totale di oltre 325 formazioni ufficiali (suddivise fra squadre nazionali e di club) a cui sommare le squadre sprovviste di licenza, inserite come da prassi sotto mentite spoglie .

Anche sotto il profilo delle modalità di gioco, il titolo made in Konami offre di fatto una versione ampliata delle medesime opzioni già viste nella versione 2013 dello stesso gioco (raggruppate sotto le cinque macrocategorie Allenamento, Editing, Partita, Competizioni e Football Live), utili per familiarizzare con il nuovo sistema di controllo, modificare a proprio piacimento squadre e giocatori, affrontare la classica partita mordi e fuggi, cimentarsi contro il computer o con un amico in una delle numerose coppe ufficiali e, naturalmente, mettere alla prova la propria abilità attraverso i classici tornei online e le entusiasmanti partite multiplayer fino a 22 giocatori.
Ovviamente, guardando esclusivamente alla componente in singolo il cuore del gioco è rappresentato ancora una volta dalla Football Life, che permette di affrontare sia l'intera carriera da giocatore della modalità Diventa un Mito (giocabile anche nel ruolo del portiere) che gestire in toto la propria squadra del cuore tramite l'immancabile Master League, fruibile come lo scorso anno sia offline che online.
Anche in questo senso non mancano, comunque, interessanti varianti al tema in grado di modificare e non poco la formula, visto che per la prima volta sarà possibile non solo abbandonare il controllo della propria squadra di club in favore di un'altra, ma anche cedere alle sirene di una delle numerose Nazionali presenti nel gioco. Benché apprezzabile, le novità appena citate sono però ben misera cosa di fronte all'introduzione dell'inedito "fattore ambientale" legato al gameplay vero e proprio, capace di incidere in maniera tangibile sulla performance pura degli 11 in campo attraverso un algoritmo basato sull'umore del pubblico e la capacità di ciascun giocatore di gestire lo stress. Ciò significa che al contrario di quanto succedeva in passato, in PES 2014 la scelta dei giocatori da acquistare ed eventualmente mandare in campo nel corso della Master League dovrà necessariamente tener conto anche delle capacità psicofisiche di ogni singolo atleta, nonché della loro attitudine sia a trasformare la tensione nervosa accumulata nel corso della settimana in vera e propria furia agonistica che, viceversa, a cedere il passo di fronte alla pressione di fan e media.

Parola d'ordine perseverare
Se dal punto di vista contenutistico ci troviamo di fronte ad una versione riveduta e corretta del precedente capitolo, sotto il profilo del gameplay puro PES 2014 ha, invece, il merito di proporre uno stile di gioco completamente nuovo.
In tal senso il famigerato Fox Engine creato dal genio Hideo Kojima ci mette parecchio del suo, obbligando il giocatore ad interfacciarsi con uno stile decisamente ben più compassato e dinamiche di gioco profondamente diverse. Considerando la capacità del sistema di tenere conto di fattori quali peso e stazza dei giocatori, resistenza ai contrasti, inerzia nei movimenti (sia in allungo che in occasione degli scatti da fermo) e rapidità nei cambi di direzione con e senza palla, affrontare una normale partita di PES 2014 anche a livelli di difficoltà meno estremi significherà, di fatto, dar fondo ad una discreta dose di pazienza, perseveranza ed esercizio, fondamentali per digerire un sistema di gioco che pur “accettando” evoluzioni ad alto tasso tecnico ed azioni solitarie in velocità, prediligerà sempre e comunque il gioco di squadra.

Dimenticatevi, infatti, le classiche situazioni da "Stop & Go" e gli slalom alla Alberto Tomba delle precedenti versioni, perché in PES 2014 riuscire ad aver la meglio sulle difese avversarie non sarà più un fattore legato esclusivamente alla velocità del giocatore o alla propria capacità di effettuare trick in sequenza. Al contrario, la rinnovata “fisicità” dei giocatori e la loro capacità di rinvenire -ed intervenire- rapidamente sull'avversario in possesso del pallone farà in modo di scoraggiare anche i più accaniti sostenitori dell'uno contro tutti, trasformando l'uso di azioni di questo tipo in vere e proprie pratiche ad altissimo tasso di insuccesso da usare esclusivamente in assenza di alternative.
Precisiamo fin d'ora che questo non significa che PES 2014 sarà più monotono o meno divertente che in passato, anzi.

L'abbattimento -finalmente- dei classici binari, l'introduzione del controllo a 360, l'implementazione di un IA finalmente capace di intuire i movimenti a scalare sia in fase difensiva che offensiva e l'integrazione di un rivoluzionario sistema di controllo (selezionabile al pari del classico tramite l'apposito menu) che consentirà di gestire in totale libertà passaggi filtranti, movimenti dei compagni di squadra, tagli in profondità e sovrapposizioni, hanno infatti il merito di dar vita a trame di gioco tanto articolate quanto credibili, per un risultato finale tutto sommato apprezzabile sia in termini di movimenti complessivi di squadra che di velocità di esecuzione.
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