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Recensione Monster Hunter 3

Draghi e dinosauri hanno le ore contate
Tommaso Alisonno Di Tommaso Alisonno(25 maggio 2010)
Quello di Monster Hunter è sempre stato un filone piuttosto discusso, osannato da alcuni e fortemente criticato da altri, ma che conta ormai cinque capitoli tra la serie “base” e la consorella Freedom. Il concept consiste essenzialmente nell'affrontare una serie di missioni nei panni, appunto, di un Cacciatore di Mostri che vive in un mondo a metà strada tra il fantasy, lo steampunk e il mondo perduto: una sorta di mondo primitivo in cui tra i dinosauri si aggirano anche draghi di varia natura e in cui gli umani hanno sviluppato particolari tecnologie specificamente per la lotta a queste creature. In questo nuovo capitolo, primo su Wii, la storia proposta al singolo giocatore si svolgerà nel villaggio insulare di Moga, minacciato da due pericoli naturali: i frequenti terremoti, l'ultimo dei quali particolarmente distruttivo, e il mostruoso Lagiacrus che infesta le acque circostanti.
Monster Hunter 3 - Immagine 1
Uno degli elementi più interessanti sono gli scontri subacquei
Monster Hunter 3 - Immagine 2
Contro avversari così grossi possono toranre utili armi a distanza
Monster Hunter 3 - Immagine 3
Il Gran Jaggi ha l'antipatica tendenza a travolgerci con la semplice superiorità della sua mole
Nella speranza di poter fronteggiare perlomeno questo secondo problema, gli abitanti fanno arrivare dalla terraferma un membro della gilda dei cacciatori, ed è qui che entra in campo il giocatore. Come tutti i MH, anche questo Tri risulta essere un action-RPG in cui rivestirà un ruolo particolare l'approvvigionamento di materiali, siano essi frutti della terra o parti di bestie selvatiche da cacciare: mancando, infatti, un sistema di esperienza, l'unico modo che avrete per potenziare il vostro alter-ego sarà quello di realizzare, con l'aiuto del fabbro, armi ed armature sempre più potenti.

Il gioco prevede che prima di scendere in missione scegliate una e una sola arma da portare con voi: lo stile del combattimento cambia notevolmente a seconda di questa scelta, ma potenzialmente il gioco è affrontabile sempre con lo stesso tipo di equipaggiamento. Potrete quindi orientarvi verso la classica accoppiata spada corta + scudo, utile per mantenere elevata l'agilità e la capacità di movimento, oppure optare per armi più lente ma potenti come spadoni, martelli o lance, fino alla possibilità di diventare “artiglieri” e bersagliare i nemici con le apposite balestre. Va da sé che spostando l'esperienza di gioco in MultiPlayer, un gruppo di cacciatori equipaggiati con armi differenti potrà sviluppare tattiche di team particolarmente efficaci sfruttandone tutti i punti di forza e minimizzandone i difetti.

Tornando a parlare del SinglePlayer, le missioni principali saranno come di consueto organizzate sottoforma di lavori da svolgere per conto della gilda: avranno una difficoltà crescente e per sbloccare quelle di rango successivo sarà solitamente necessario superare alcuni impieghi “urgenti” disponibili solo al completamento di un certo numero di missioni minori. Queste prove avranno sempre un obiettivo da conseguire entro un limite massimo di tempo, ma normalmente questo sarà sufficientemente vasto da permetterci di dedicare del tempo alla raccolta di materiali o alla caccia di creature secondarie.

Ma una delle grosse novità di Tri consiste nella possibilità (preclusa nei capitoli precedenti) di uscire dal villaggio per esplorarne i boschi in assoluta libertà e senza limiti di tempo, potendo così finalmente approvvigionarsi perlomeno delle materie prime più elementari, come pietre, erbe, bacche, pesci e così via; oltretutto, alcuni upgrade ai servizi del villaggio andranno pagati proprio coi “punti risorsa” ottenuti nella caccia libera. Certo: se per creare un'arma avrete bisogno dell'osso di uno specifico mostro probabilmente dovrete andarlo a cercare in un'apposita missione, così come alcune risorse della terra saranno disponibili solo in altre mappe, ma il fatto di poter fare un po' di “level-up” liberamente rappresenta un interessante salto di qualità per Monste Hunter - qualcosa di cui veramente si sentiva la mancanza.

L'altra novità particolarmente rilevante introdotta da Tri è la presenza di aree sommerse in cui il nostro cacciatore sarà chiamato a nuotare: il sistema di controllo rimane essenzialmente lo stesso, con la sola differenza di dover gestire il movimento nelle tre direzioni. Ovviamente il cacciatore non è in grado di respirare sott'acqua, pertanto dovrete premunirvi di gettare costantemente l'occhio all'indicatore dell'ossigieno, ma fortunatamente pare che nel mondo di MH la gente abbia buoni polmoni e parliamo non di secondi ma di abbondanti minuti.Tecnicamente il gioco eredita e migliora il palco grafico delle precedenti produzioni. Anche se nello scheletro di supporto è ancora possibile percepire un motore concepito inizialmente per PS2, è pur vero che la cura delle textures, la ricchezza degli ambienti, la varietà dei mostri e la fluidità delle animazioni è superiore a quanto visto finora nel brand. Anche i tempi di caricamento tra le varie aree, uno dei più noti limiti di MH specie su PSP, sono decisamente più sopportabili, e con l'opzione “caricamento rapido” diventano assolutamente accettabili con una perdita impercettibile di elementi grafici.

Rimane però qualche refuso della vecchia generazione, il più fastidioso dei quali è sicuramente il bad clipping tra i modelli e addirittura all'interno dello stesso modello: l'esempio più evidente è lo scudo assicurato al braccio del cacciatore che durante la corsa passa ripetutamente attraverso alla spada appesa dietro alla schiena; niente che penalizzi il gameplay, ma certo non è bello a vedersi. Il parco audio si comporta discretamente, offrendo soprattutto un gran numero di versi animali per riconoscere i mostri anche quando non sono immediatamente di fronte a noi. La musica è riservata a momenti topici, come filmati o scontri con mostri particolari, ed è anch'essa di buona qualità. I testi di dialogo sono interamente tradotti in Italiano, senza evidenti sbavature.

Prendere confidenza col sistema di controllo è piuttosto semplice, visto che prima ancora di poter accedere all'elenco delle missioni della gilda saremo chiamati a svolgere alcune “commissioni” di tutorial nella modalità di caccia libera. Soprattutto in questa fase non avere il vincolo dei limiti di tempo risulterà una vera e propria toccasana, ed anche se il sistema di puntamento dell'attacco (più o meno limitato alle otto direzioni) spesso ci darà del filo da torcere, nell'arco di un'oretta vi sentirete pronti a schiantare qualsiasi tirannosauro. Fortunatamente le cose non saranno necessariamente così semplici, e già nella seconda metà della seconda serie (su cinque) di missioni avrete a che fare coi mostri di taglia forte, contro i quali “prudenza” è probabilmente la parola d'ordine.

È comunque gradevole notare come ancora una volta Tri riesca a elevarsi di una spanna al di sopra dei precedenti MH, visto che mai come in questo episodio sarà fruibile la possibilità di potenziare l'equipaggiamento, col risultato che anche le cacce più impegnative, con la dovuta preparazione, diverranno superabili (altri episodi, in questo senso, diventavano frustranti quando venivamo mandati ad affrontare mostri enormi senza l'adeguata preparazione). Chiude la parata, l'importantissima, cruciale possibilità di poter (finalmente) giocare liberamente in MultiPlayer online.
Ciascuno dei capitoli precedenti, infatti, da questo punto di vista presentava seri problemi: il servizio online di PS2 non è mai stato rinomato per al sua accessibilità e dei tre episodi su PSP due consentivano il Multy solo in locale e il terzo necessitava di una PS3 di supporto. Tri, invece, ci apre immediatamente le porte della “Città online” e in men che non si dica potremo organizzare stanze e unirci ad altri avventurieri in missioni MultiPlayer, dando finalmente al gioco la sua completa ragion d'essere.

Concludendo: probabilmente c'è ancora strada da percorrere affinché MH divenga un brand universalmente riconoscibile come capolavoro, a cominciare probabilmente da una ri-edizione per piattaforme next-gen (senza niente togliere alle qualità del Wii, ovviamente), ma con questo Tri Capcom dimostra di aver individuato i punti deboli da eliminare e quelli di forza su cui investire, offrendo al giocatore un maggiore grado di libertà e divertimento, oltre al mai abbastanza lodato MultiPlayer online. Certamente consigliato a tutti i possessori di Wii, e per gli altri un ben sperare per il futuro.
Monster Hunter 3 - Immagine 5
La lancia è una grande classica di MH: imparare a manovrarla al meglio però non è facilissimo
Monster Hunter 3 - Immagine 6
Pronti all'intercattazione
Monster Hunter 3 - Immagine 7
L'effetto delle esplisioni è piuttosto convincente
8
Monster Hunter è una saga che o si odia o si ama, ma nel caso di Monster Hunter Tri è innegabile che ci si trovi ad un livello decisamente più intrigante: anche semplicemente il fatto che il MultiPlayer online sia finalmente accessibile da chiunque (in un titolo che ha indubbiamente il suo forte nel gioco di squadra) è motivo sufficiente per considerarlo il capitolo migliore finora realizzato. A questo si aggiungono tutta una nuova serie di features interessanti, la più importante delle quali è sicuramente la caccia subacquea, sufficienti a scrostare dal brand quella patina di “espansione riciclata” che molti hanno registrato in passato. La strada giusta è indubbiamente imbroccata: brava Capcom!
voto grafica8
voto sonoro7,5
voto gameplay8
voto durata8,5

Monster Hunter 3

Monster Hunter 3 Wii Cover
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