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Recensione Metal Gear Solid: Portable Ops

Nascondino in 16:9
Fabio Trifoni Di Fabio Trifoni(8 maggio 2007)
Dopo un lungo periodo di trepidante attesa (che casualmente coincide con la “nascita” della psp) finalmente l'inimitabile e inossidabile Snake arriva sulla portatile di casa Sony. E non ci stiamo riferendo all' ennesimo titolo di “carte digitali” (e che non ce ne vogliano gli appassionati del genere) della serie Ac¡d, ma allo stealth game in piena regola e con tutte le caratteristiche che ce lo hanno fatto tanto amare in passato. La mente di Hideo Kojima dunque fa sbarcare su PSP in tutto il suo splendore, il Metal Gear.. e questa volta è veramente.. Portable.
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 1
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 2
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 3
I fatti narrati in Metal Gear: Portable Ops, sono da identifcarsi come anello di congiunzione tra le vicende narrate nel Metal Gear Solid 3 e i fatti accaduti nei primi episodi di Metal Gear, apparso per la prima volta nel lontano 1998 sulla PsOne. Siamo, quindi, catapultati nel 1970: l' inossidabile Snake si ritrova prigioniero in una cella situata in una base segreta in America del Sud. I suoi carcierieri sono ex membri della storica FOX, vecchi compagni di battaglie che lui conosce molto bene, accusati di aver provocato una rivolta in sud America. Questi, dopo aver rubato dei potentissimi missili nucleari, stanno progettando un attacco alle due superpotenze mondiali: Russia e America. Snake non ci pensa due volte a trovare il modo di fermare l' azione terroristica, ma il primo passo da fare è uscire dall' angusta cella dove è stato rinchiuso. Ad aiutarlo sarà un altro prigioniero, un certo Roy Campbell (futuro colonello della FOXHOUND), il quale si terrà permanetemente in contatto radio con il nostro eroe, una volta uscito dalla prigione per supportarlo nella missione. Una trama classica in perfetto stile Metal Gear Solid, ma con dei particolari (o per i fan del nostro eroe, delle vere e proprie “chicche”) che contraddistinguono anche questa volta l' ennesimo episodio della serie.

La storia del generale della Fox e dei suoi alleati, ad esempio, verrà narrata in stile “novella digitale” con tanto di disegni a fumetti che andranno ad alternarsi alle scene animate in perfetto stile cinematografico Metal Gear. Altra nuova caratteristica è la divisione dei capitoli in singole missioni (con tanto di mappa per identificarne le locazioni) correlate da un dettagliato briefing “capeggiato” dall' onnipresente e giovane Roy Campbell. Ma la grande novità di Portable Ops è rappresentata dal “reclutamento”, la quale costituisce gran parte dell' anima del gameplay dell' ultima fatica made in Kojima. Nel corso delle varie missioni che andremo ad affrontare, infatti, dovremo affidarci all' aiuto di una squadra opportunamente composta per l' occasione. Ma questa non ci darà il suo supporto via radio come accadeva nei precedenti capitoli, ma saranno partecipi attivamente alle missioni dando il loro supporto tattico a secondo del ruolo che gli verrà assegnato e a secondo delle abilità proprie di ognuno dei nuovi membri del team. Ma come si potrà procedere al reclutamento? Durante l' avanzamento delle missioni sarà nostra “premura” catturare alcuni nemici (soldati, medici, politici..etc..etc..) e portarli – tramortiti .. non morti ..- nel furgone di Campbell. Qui avremo il compito di spremerli in un “duro interrogatorio” per poter apprendere più informazioni possibili utili alla prosecuzione della missione. In questa fase dovremo cercare anche di convincerli a lasciare gli ex-membri della Fox (i cattivi per intenderci) e passare a far parte della squadra che opera dall' altra parte della barricata (Noi...i buoni).
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 5
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 6
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 7
La nostra squadra potrà essere formata al massimo da tre elementi (switchabili mediante il tasto select) per missione, i quali svolgeranno le mansioni per cui sono stati reclutati cosi da permetterci di avanzare nelle missioni successive (n.b.: la fase di reclutamento non è però indispensabile per il proseguio dell' avventura). E' inequivocabile, quanto questa caratteristica, incide sull' aspetto tattico del gioco. Ogni personaggio reclutato – e successivamente utilizzato - darà un differente approccio strategico, grazie anche alle sue carattereistiche uniche, alla missione cosicchè ogni gamer potrà arrivare alla conclusione seguendo varie strade. E' necessario sottolineare che l' anima del gameplay di Portable Ops, il reclutamento, non è relegata solo ed esclusivamente alla modalità single-player, ma anche in multy-player è possibile reclutare nuovi personaggi tra gli sfidanti (fino a 6 in modalità wi-fi) caduti oppure mandare le proprie truppe on-line (nei server appositi) alla ricerca di nuovi prigionieri che si sbloccheranno in maniera totalmente casuale. Le altre modalità di multi previste vanno dalla classica “deathmatch” fino ad arrivare al “capture the flag” (con la piccola differenza che non abbiamo più una bandierina da catturare ma... una rana!!). La restante parte dell' anima del gameplay di Portable ops è costituita dai comandi di gioco. Per ragazzi della Konami era indispensabile riproporre l' alta giocabilità presente nei precedenti episodi usciti per la consolle casalinga targata Sony. La mancanza dei due tasti dorsali e della leva analogica destra nella psp rappresentano senza dubbio un limite rispetto al classico pad. Ma gli sviluppatori del sol levante hanno superato questo handicap con eccellenti risultati assegnando ad ogni tasto una funzione diversa (e volendo personalizzabile), cosicchè le differenze di giocabilità rispetto agli episodi per la Ps2 siano ridotte al minimo o addirittura annullate. Certamente, gestire il personaggio in azione, non sarà propriamente un gioco da ragazzi – anche a causa di una telecamera a volte un pò troppo “mobile” soprattutto mentre ci si confronta con il boss di turno – ma dopo qualche battuta di gioco sarà facile prendere abilità dei comandi ri-adattati per la portatile di casa Sony.

Graficamente parlando, l' hardware della psp è stato “spremuto” come mai visto prima. I modelli poligonali, e le loro animazioni, sono gestiti egregiamente con un ottima stabilità del frame-rate, e con un dettaglio dei personaggi molto alto. Anche il sonoro rappresenta un altro colpo andato a segno dal team Kojima. Le musiche e gli effetti sonori regalano al giocatore l' atmosfera propria della saga di Snake, le voci presenti narrano la vicenda con la giusta enfasi e danno esattamente l' idea dello stato (seppur virtuale) emotivo dei personaggi che stanno “vivendo” la missione. Tutto perfetto quindi? Non proprio. Le pecche presenti in Portable Ops possono essere trovate nelle texture, non all'altezza di tutto il comparto grafico, gli effetti scenici (luci, ombre, fumo) non particolarmente di pregevole fattura e alla presenza di alcuni fenomeni – anche se sporadici- di bad-clipping. Inoltre l' IA dei nemici non è sempre all' altezza del nostro eroe. Ma la perfezione è irraggiungibile e, obiettivamente, questi “difetti” sono sempre stati presenti nel DNA di Metal Gear. Tirando le somme, con Metal gear Portable Ops, abbiamo tra le mani un vero stelth-game che si può definire tranquillamente una killer application per la nostra amata Psp. Nulla ha da invidiare ai suoi predecessori “casalinghi”.. anzi.. lodiamo in particolar modo l' audacia di tutto il team Konami (ed in primis Kojima) per aver proposto delle nuove soluzioni strategiche alle azioni dell' inossidabile Snake. E non solo.. la parte che preoccupava di più, il porting dei comandi, è riuscito in maniera eccellente. Nonostante alcune piccole sbafature come la non comodissima telecamera, le texture, e a volte – aggiungiamo – la non eccelsa IA dei nemici in alcuni momenti di gioco, abbiamo un vero e proprio capolavoro per la nostra portatile next gen. Impossibile farne a meno. Bentornato Snake!
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 8
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 9
Metal Gear Solid: Portable Ops - Immagine 10
8,5
Hiedo Kojima dopo averci proposto due episodi “Acid”... ritorna allo stile che ci ha fatto amare lo stealth game per eccellenza. Metal Gear Portable Ops riesce a portarsi dietro, dalla versione Ps2, il suo indiscutibile gameplay e ci aggiunge anche qualche ingrediente in più portandolo ai massimi livelli su questa consolle portatile. The Big Boss in tutta la sua bellezza; non esente da difetti (IA dei nemici non sempre eccelsa, e gestione della telecamera non sempre user-friendly) per carità, ma possiamo sicuramente chiudere un occhio. Snake si presenta come non mai in questa versione Portable... e nemmeno sembra esserlo...tascabile. Assolutamente da acquistare.
voto grafica8
voto sonoro8,5
voto gameplay9
voto durata8,5

Metal Gear Solid: Portable Ops

Metal Gear Solid: Portable Ops PSP Cover
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