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Recensione Luigi's Mansion

Paolo MulasDi Paolo Mulas (7 maggio 2002)
Luigi's Mansion - Immagine 1
Attenzione! Anche se in alcuni screenshots vedrete alcune scritte in giapponese, non preoccupatevi, abbiamo grabbato le immagini dalla nostra versione NTSC. Il gioco è localizzato in italiano.
It s ' me Luigi!!!
Il primo gioco per Gamecube rompe la tradizione Nintendo che dai tempi del Nes fino al più recente Gameboy advance, faceva leva sul carisma e sulla popolarità di super Mario per far decollare fin del debutto le vendite delle nuove console.
Stavolta tocca invece al simpatico fratello minore dell'idraulico italo americano, l'onore e l'onere di traghettare il Gamecube europeo verso il successo.
Luigi, nonostante sia anch'esso un personaggio videoludico di vecchia data, non aveva pressoché mai avuto l'onore di diventare protagonista di un titolo tutto suo (a parte il semi sconosciuto gioco educativo intitolato Mario'is missing), è sempre stato infatti per anni infatti offuscato dalla notorietà del fratello maggiore, e quindi relegato sempre in secondo piano al ruolo di vice, di comparsa, di sostituto.

Ora grazie al genio ed al talento del “padre” Shigeru Miyamoto, ha finalmente la possibilità di scrollarsi di dosso tutte queste etichette. Riuscirà a far breccia anche nel cuore dei videogiocatori europei?

Luigi ha vinto una casa in un concorso in cui non ha nemmeno partecipato, e quindi giunto nella sua nuova abitazione, fa conoscenza del professor Frantic, un buffo scienziato specializzato nella caccia ai fantasmi, che brevemente gli spiega la drammatica situazione: Mario che aveva anticipato il fratello nella visita alla magione è disperso, e la casa è infestata da centinaia di fantasmi disposti a tutto pur di vendicarsi per le angherie (a loro parere) subite.
Unica soluzione possibile è quindi quella di visitare tutto la casa di stanza in stanza, alla disperata ricerca d'indizi che ci possano portare a Mario, e di liberarla dai fantasmi.
Luigi's Mansion - Immagine 2
Luigi's Mansion - Immagine 3
Luigi's Mansion - Immagine 4
Nello svolgere questo difficile compito, saremo però coadiuvati da due utilissimi apparecchi donatici dal generoso scienziato: il Poltergeist 3000, ed il Gameboy horror, che grazie alla torcia già in nostro possesso saranno gli strumenti indispensabili per noi novelli ghostbusters.
Il Poltergeist 3000 è una specie di aspirapolvere che se utilizzato sapientemente, è in grado di risucchiare anche gli spettri più forti, oltre che naturalmente attirare a sé tantissimi altri oggetti, tramite il comando inverso invece potremo fargli sputare qualcosa precedentemente catturato.
Il Gameboy horror invece, è un aggeggio factotum, dalle molteplici funzioni: video telefono cellulare con tanto di suoneria e di vibrazione del joypad incorporata (!) per comunicare con Frantic, radar per scovare i Boo (i classici fantasmi dei giochi di Mario) e tramite i vari X, Y, Z, funge anche da mappa, inventario o ricercatore.

Tramite il ricercatore, la telecamera passerà in prima persona e ci darà la possibilità di guardarci attorno e di chiedere informazioni sugli oggetti o sulle persone (se così si possono chiamare gli spettri) inquadrate.
Prima di buttarci a capofitto nell'avventura, potremo prendere però dimestichezza con i nostri nuovi accessori in una sorta di modalità training, dove potremo allenarci a catturare qualche fantasma ed abituaci ai controlli.
Catturare i fantasmi più semplici è abbastanza facile, una volta puntata la torcia contro, infatti si bloccheranno per qualche attimo, nel quale noi dovremo essere lesti ad attivare l'aspira-spettri ed utilizzando il secondo controller analogico a mo' di mulinello, cercare appunto di aspirarli nonostante le loro disperate resistenze.
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