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Recensione Limbo

Il Limbo che incanta in due dimensioni
Fabio Fundoni Di Fabio Fundoni(23 luglio 2010)
Cromofobie
Dopo aver fatto incetta di premi nelle fiere del settore e aver avuto uno sviluppo quantomeno travagliato, Limbo arriva finalmente sul Marketplace di Xbox 360, portando con se tutto il talento dei PlayDead Studios, team indipendente al suo esordio davanti al grande pubblico. Ancor prima di affacciarsi sul mercato, Limbo ha saputo crearsi un nutrito gruppo di fan o, quantomeno, di giocatori estremamente interessati al materiale mostrato sin dal suo annuncio. Grafica in due dimensioni, una scelta che in questo periodo ha affascinato diversi sviluppatori, utilizzata in abbinamento con uno stile visivo estremamente particolare, basata sula contrapposizione tra luce e buio, in un mix che ci vede sprofondare in una nerissima oscurità tagliata da pochi scorci di luce.
Limbo - Immagine 1
Buttarsi nel vuoto? In Limbo potrebbe accadervi ben di peggio...
Limbo - Immagine 2
Presenze inquietanti
Limbo - Immagine 3
L'atmosfera è impagabile
Il protagonista è un bambino, o meglio la sua sagoma, sceso nel Limbo per andare alla disperata ricerca della sorellina scomparsa. Con una figura estremamente esile, saremo quindi catapultati in un mondo che fa dell'oppressione il suo segno distintivo, dove la scelta cromatica è appunto un metodo per aumentare il senso di claustrofobia e tensione. Si, perché Limbo di tensione ne ha da vendere, visto che il mondo da esplorare è una sequela di mortali trappole che senza alcuna pietà porteranno il nostro giovane personaggio a trovare le più crudeli e truculente morti immaginabili.

Logicamente il nostro compito sarà quello di evitargli di passare a miglior vita, in una impostazione a cavallo tra il platform e il puzzle game. Tra un salto e l'altro, cercando di raggiungere la piattaforma prestabilita, dovremo risolvere una serie di enigmi in cui dovremo mettere a frutto il nostro ingegno, visto che avremo decisamente ben poche armi per sopravvivere. Il gameplay si limita infatti a darci le opzioni più classiche mai viste in un videogioco: saltare, correre e interagire con gli oggetti (premere pulsanti, spostare casse, appendersi e via dicendo), in puro stile old school.
Solo un fattore di meningi, capire come salvarsi la pellaccia? No, perché molto spesso dovremo compiere sequenze d'azioni a tutta velocità, calcolando i salti al millimetro, sempre che non ci si voglia fossilizzare in un dato punto.

Tra foreste, fabbriche, città in decadimento e altre ambientazioni tutt'altro che allegre, Limbo mostra presto di basare la propria esperienza di gioco su quello che è uno schema classico dei puzzle game, cioè la ciclicità del tenare un' approccio al dato enigma, morire e riprendere dal punto appena precedente alla propria sconfitta, sino a trovare il bandolo della matassa. La formula non è certo di quelle che vanno più in voga al giorno d'oggi, ma il fascino con cui è stato ricreato il tutto è di sicuro interesse. I PlayDead sono riusciti a inserire a schermo unicamente gli elementi necessari per andare avanti con l'avventura e, dopo le prime battute di gioco, imparerete che nessun oggetto o simile è senza scopo. L'arte del trapassare
Ciò potrebbe sembrare una semplificazione del “lavoro” del giocatore, ma i puzzle che ci troveremo davanti sapranno offrire una degna sfida, nonostante la difficoltà sia altalenante. Si va dalla situazione in cui si capisce al volo quel che si deve fare al caso più cervellotico, dove la morte giungerà anche decine di volte, prima di avere la classica “illuminazione”. Per fortuna il sistema di salvataggio permette anche di uscire dal gioco e riprendere in seguito proprio dal dato enigma, magari dopo essersi rinfrescati le idee o aver studiato a bocce ferme cosa fare.

I veri e propri scogli non sono poi troppi, ma non sarà raro trovare un punto dove doversi fermare. Logicamente il discorso è legato a doppio filo con la longevità del titolo che dipenderà dalla vostra arguzia e della vostra familiarità con il gamepad. Prima risolverete i quesiti ludici posti dal gioco, prima arriverete alla fine, in ogni caso il tempo di riuscita è da considerarsi in un range tra le 3 e le 6 ore, andando da un opposto all'altro. Insomma, si poteva fare qualcosa di più, ma d'altro canto allungare il brodo avrebbe potuto significare finire con il cadere in una certa ripetitività degli enigmi o renderli meno razionali.

Come è chiaro sin dall'inizio, tecnicamente ci troviamo davanti ad un prodotto che riesce ad utilizzare una semplice grafica in due dimensioni rendendola una vera e propria dimostrazione di stile. Bastano poche ombre per creare la giusta atmosfera, senza dimenticare le cruentissime morti del protagonista, al punto che potrete persino utilizzare un'opzione per non vedere le scene più disturbanti. Pochi pixel ben animati riescono a ricreare membra che si spezzano e parti del corpicino del bimbo che vengono distrutte in una maniera estremamente realistica tanto che proverete reale disagio nel vederlo morire tra una tagliola e un burrone. Il sonoro assolve alla perfezione il proprio compito, sfruttando silenzi e rumori per sottolineare le sensazioni sino a qui descritte.

Limbo è un prodotto altamente consigliato, soprattutto a chi cerca una sfida squisitamente celebrale. Unico neo del gioco potrebbe essere il prezzo a cui è presentato, cioè 1200 Microsoft Point (circa 15 €), cosa che potrebbe bloccare alcuni possibili acquirenti, vista la longevità non certo eccelsa del prodotto. In ogni caso, Limbo merita di essere tenuto in debita considerazione, come anche i suoi creatori che speriamo di vedere ancora a lavoro.
Limbo - Immagine 4
Potere del bianco e nero
Limbo - Immagine 5
Attenzione: ogni elemento avrà una precisa funzione
Limbo - Immagine 6
Alcuni enigmi necessitano anche di velocità d'azione
8,5
Limbo non è un semplice gioco, ma una vera e propria esperienza ludico-visiva. Magistralmente a cavallo tra puzzle e piattaforme, il nostro protagonista vaga in un mondo oscuro ricreato con enorme fascino grazie alla semplice ma geniale contrapposizione tra buio e luce. Il prodotto del PlayDead Studios è una chicca che soffre unicamente di alcuni passaggi un po' troppo cervellotici e di un prezzo non molto concorrenziale, vista la durata del gioco. In ogni caso, da tenere in altissima considerazione.
voto grafica9
voto sonoro8,5
voto gameplay8
voto durata7,5