Dov'è finita Amy? Cosa le è successo?
L'unico vero limite di Gone Girl è l'impossibilità mia e del materiale promozionale di darvi un'idea più chiara del contenuto del film senza fornirvi spoiler madornali. L'impressione potrebbe essere quella di un film che ricalca e cavalca l'attenzione spasmodica che i media in questo momento hanno per quei casi di cronaca nera che ruotano attorno alle violenze sviluppatesi fatalmente in ambito familiare, ma sarebbe difficile giustificare il coinvolgimento di un regista tanto osannato e ricercato come David Fincher. I media poi svolgono un ruolo fondamentale nella storia, che almeno nella sua prima parte ruota attorno alla rottura del sottile equilibrio dell'immagine di Nick, pubblica e privata, con il dubbio (magistralmente insinuato e poi orchestrato dai grandi network) che sia implicato nella sparizione della moglie.Sulla seconda parte del film non si può dire davvero nulla, tranne che è la migliore, quella dove Gillian Flynn (già autrice del romanzo omonimo, diventata sceneggiatrice in occasione del film) non solo cala i suoi assi nella manica, sorprendendo lo spettatore in con un continuo ribaltamento tra i due sgradevolissimi coniugi al centro di uno dei ritratti più grotteschi del matrimonio della storia storia del cinema, ma sfodera anche un'ironia nerissima che rende persino divertente la visione di questo magistrale thriller antinatalizio.
Sulla regia di David Fincher, stavolta ancora più "imbavagliata" dalla necessità di mostrare sequenze televisive, conversazioni telefoniche e tutto l'armamentario di scene connesse alla mitologia del film poliziesco, non c'è nulla da dire: impeccabile, precisa, persino un po' gattofila. Sul casting invece rimane qualche perplessità nel reparto maschile: i lettori del libro avevano bollato fin da subito Ben Affleck come la scelta sbagliato per il ruolo di Nick e non si può che dargli ragione. Sorprende però come anche Neil Patrick Harris risulti privo di carisma. Il reparto femminile però brulica di interpretazioni eccezionali: Rosamund Pike è lanciatissima verso una meritata candidatura all'Oscar, ma anche la sorella di Carrie Coon e la detective acuta di Kim Dickens lasciano una forte impressione nonostante i ruoli marginali.
Gone Girl è uno splendido thriller popolato di personaggi sgradevoli, svolte grottesche e un'ironia nerissima che fornisce un antidoto perfetto alle smancerie dei film natalizi. Certo, con un sostituto di Ben Affleck e uno sceneggiatore più esperto della Flynn si sarebbero evitate le sbavature che rendono questo film talvolta imperfetto, ma si tratta comunque di una pellicola da non perdere. Un'ultima avvertenza: la trama è così radicale da risultare divisiva, ma c'è un solo modo per sapere da che parte state senza spoilerarvi tutto: immergervi anche voi nel matrimonio di due giovani americani, ascoltando le loro verità e decidendo da che parte stare.


Di Elisa Giudici(18 dicembre 2014)













