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Recensione Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Paolo MulasDi Paolo Mulas (22 giugno 2004)
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E sono tre!
In concomitanza con l'uscita nelle sale cinematografiche, ecco arrivare anche su Playstation 2 il terzo capitolo delle avventure di Harry Potter, il celebre personaggio nato dalla penna di J.K. Rowling vero fenomeno librario e non solo degli ultimi anni, stavolta impegnato a sventare un'entità malvagia che minaccia la sua stessa vita. È, infatti, evaso dal carcere il famigerato Sirius Black, un potente mago probabilmente invischiato con l'omicidio dei genitori di Potter, che pare voglia completare “l'opera” uccidendo anche il povero Harry. Siamo giunti al terzo anno nella scuola di Hogwarts, il luogo in cui giovani apprendisti maghi provenienti da tutto il mondo cercano di imparare e di affinare le principali tecniche magiche. In questi tre anni Harry e i suoi amici sono maturati e cresciuti, e la vicenda che li riguarda inizia a diventare più cupa e da toni più adulti anche se, come vedremo più avanti, questa atmosfera di cambiamento presente nel libro non sembra essere stata perfettamente capita degli sviluppatori.
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L'unione fa la forza.
Il titolo è ancora una volta un'avventura, con numerosi elementi action, platform e da gioco di ruolo. La principale differenza dai due precedenti episodi è legata all'utilizzo dei personaggi: il buon Harry sarà, infatti, coadiuvato dai suoi migliori amici, Ron ed Hermione che oltre ad aiutarlo nella risoluzione di alcuni enigmi legati allo svolgersi di azioni in concomitanza, potranno essere loro stessi controllati dal giocatore, sfruttandone le peculiari caratteristiche. Ron, per esempio, grazie ad una sorta di sesto senso, sarà in grado di individuare ed aprire numerosi passaggi segreti, Hermione essendo la più piccola potrà addentrarsi in ristretti anfratti ed Harry potrà sfruttare la sua proverbiale agilità per le fasi più platform, che richiedono una certa dose di precisione anche se i salti avvengono in maniera automatica, inoltre ognuno dei tre potrà vantare di incantesimi esclusivi. La possibilità di alternare più personaggi (non in ogni momento però) assicura al titolo maggiore varietà ed un'impronta leggermente più strategica per superare talune sezioni. Tatticismo, in parte, rovinato dal gioco stesso che spesso suggerisce in maniera troppo esplicita quale personaggio utilizzare in un determinato contesto.

A scuola di magia.
Come nel precedente titolo anche stavolta l'alternanza giorno/notte avrà delle ripercussioni sul gameplay. Di giorno saremo quindi impegnati nelle lezioni delle più svariate discipline magiche, ed avremo modo di imparare nuovi ed utili incantesimi, generalmente dopo aver recuperato l'apposita pergamena nel corrispettivo dungeon. Questi ultimi appaiono ben strutturati, non eccellono per morfologia o per originalità, però presentano numerosi enigmi che 'invitano' a sfruttare le caratteristiche dei tre personaggi a disposizione. I rompicapo, non troppo ostici a dir la verità, sono ben strutturati e mantengono viva l'attenzione e l'interesse del giocatore, creando una tensione costante che accompagna lo svolgersi degli eventi durante tutto l'arco del gioco. Sempre all'interno dei dungeons e non solo, avremo a che fare con numerose creature contro cui combattere: i combattimenti sono piuttosto semplici soprattutto ad un sistema di combattimento che demanda ai tasti 'R1', 'X' e 'Quadrato' il compito di agganciare e lanciare i vari incantesimi a nostra disposizione. Mentre per i nemici più semplici basteranno pochi “colpi” di bacchetta, con i numerosi boss dovremo adottare delle strategie certamente più elaborate.
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