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Recensione Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon

Una emozionante avventura per Wii all'insegna della solitudine e dei ricordi.
Paolo Mulas Di Paolo Mulas(15 marzo 2010)
Dopo quasi un decennio trascorso con illustri collaborazioni, su tutte quella con i Monolith Software per la realizzazione dei due Baiten Kaitos per Gamecube, il team di sviluppo Tri-Crescendo ha raggiunto una maturità tale per poter andare avanti anche con le sole proprie forze. Annunciato nel novembre del 2007 dalla Namco/Bandai, e nonostante fin da subito avesse mostrato delle caratteristiche piuttosto interessanti  Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon sembrava destinato a rimanere confinato al solo suolo giapponese per precisa scelta della stessa Namco.
Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon - Immagine 1
Muovendo il Wii Remote avremo modo di direzionare la torcia.
Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon - Immagine 2
Ecco la misteriosa ragazza che vorremmo reincontrare a tutti i costi.
Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon - Immagine 3
Premendo B potremo zoomare nella speranza di trovare qualche oggetto interessante.
In soccorso però dei giocatori europei è intervenuta fortunatamente la Rising Star Games (non nuova ad altre iniziative similari), che invece si è presa l'onere di convertire il gioco anche nel formato pal. La storia è sicuramente uno dei maggiori punti di forza del titolo; siamo in un imprecisato anno (non troppo distante dal nostro) in un Giappone tristemente somigliante al Giappone dell'immediato dopoguerra. Uno scenario postatomico che presenta ampie zone desolate, e dove la natura si sta riappropriando di tanti edifici e costruzioni che un tempo rappresentavano il massimo stadio dell'avanguardia per l'uomo moderno. In questa triste ma suggestiva ambientazione, peraltro ricostruita dagli sviluppatori anche attraverso foto e filmati d'epoca, faremo la nostra conoscenza di Seto, il protagonista dell'avventura.

Questo giovane ragazzo, sicuramente cresciuto troppo in fretta, ha appena detto addio all'unica persona a cui era legato, un anziano signore a cui si era affezionato come un padre, ed ora si ritrova a vivere come unico essere vivente in tutta Tokyo.
La lettera lasciatagli dal “padre” ha però riacceso almeno la speranza di poter trovare qualche altro sopravissuto, e la ricerca di una strana ragazza, incontrata solo di sfuggita, darà il là a questa grande avventura.  Anche se la trama presenta certamente qualche cliché già noto, sarà davvero difficile non appassionarsi alle vicende di Seto, grazie soprattutto alla presenza di personaggi meno stereotipati del solito, ed una narrazione che cerca di emozionare e di toccare i giocatori nel profondo.

L'ottima e penetrante atmosfera del titolo è certamente sorretta anche da un impianto tecnico, che perlomeno sotto il profilo stilistico è di primissimo livello.  Già detto del design degli ambienti, che nonostante la matrice comune post apocalittica riescono comunque a presentare un buon livello di diversificazione, si può certamente apprezzare la cura dei dettagli e soprattutto il grande impatto visivo degli sfondi.  Un po' meno piacevoli le animazioni dei personaggi, che risultano un po' impacciate e lente, probabilmente anche per via di un sistema di controllo a tratti macchinoso. Di altissima qualità il comparto audio (da sempre una delle specialità del team Tri-Crescendo); i brani sono davvero suggestivi (spesso anche cantati) ed in molti casi lasceranno anche spazio al silenzio per aumentare ancor di più il senso d'inquietudine del protagonista. Buono anche il doppiaggio (in lingua originale ed in inglese), peccato però per la mancanza di una traduzione testuale in italiano.A livello ludico Fragile Dreams è più o meno circoscrivibile nel genere degli action/adventure con svariati elementi provenienti però da giochi di ruolo. La maggior parte del tempo la trascorreremo cercando indizi ed oggetti utili per proseguire nelle nostre esplorazioni, e saremo sempre accompagnati da uno strano zaino computer (dalla personalità quasi umana), che ci fornirà molto spesso utili indicazioni e da una torcia (direzionabile tramite Wii Remote) necessaria non solo per avere una migliore visuale dell'ambiente, ma anche per tenere a bada anche alcune tipologie di nemici.  Il fatto che Seto sia l'ultimo umano rimasto, o uno dei pochi, non esclude infatti la presenza di spiriti di vario genere oltre che di animali. La nostra principale arma sarà per così dire di fortuna,  dato che dipenderà da quello che troveremo lungo i nostri passi; un bastone di legno, una canna di bambù, o meglio ancora una mazza da golf o una katana, potrà essere il nostro oggetto di attacco e difesa. I combattimenti si basano sull'utilizzo del solo pulsante A, con il quale potremo anche dar vita a qualche piccola combo a seconda del tempismo di pressione.

Fondamentalmente gli scontri sono piuttosto semplificati ed alla lunga anche un po' noiosi, ravvivati unicamente dal fatto che ci permetteranno di aumentare il livello di esperienza del personaggio (e con esso anche i suoi punti vita), e dalla usurabilità delle nostre armi che a seconda del tempo di utilizzo e del materiale con cui sono state realizzate potranno rompersi più o meno facilmente. Durante la nostra avventura avremo comunque modo di interagire anche con degli spiriti benigni; aiutarli a ritrovare la serenità, in alcuni casi tramite la risoluzione di qualche piccolo enigma, sarà molto spesso premiato con qualche utile oggetto. Questa alternanza tra fasi di esplorazione, rompicapo e combattimenti assicura al titolo una buona dose di varietà, che cerca in qualche modo di compensare una diffusa sensazione di linearità dell'avventura.

Il livello di difficoltà dell'avventura (non certo semplicissima), è comunque mitigato dalla presenza di numerosi punti di salvataggio, che una volta raggiunti ci permetteranno non solo di salvare i nostri progressi nel gioco ma anche di lasciare alcuni oggetti dell'inventario, in maniera tale da poterne raccogliere di nuovi senza dover per forza buttarli (un po' come accadeva con i bauli magici di Resident Evil),  ed anche di poter vendere o comprare degli utili oggetti da un bizzarro mercante. Certamente diverso come atmosfera e profondità dalla maggior parte degli altri videogiochi, Fragile Dreams è una avventura, che seppure non offra a livello ludico niente di particolarmente originale, riesce ad emozionare ed a catturare il giocatore fino ai titoli di coda, grazie ad una amalgama  davvero suggestivo.
Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon - Immagine 4
Questi scenari desolati sono stati ricostruiti anche tramite l'ausilio di foto d'epoca del Giappone.
Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon - Immagine 5
Nel corso dell'avventura avremo di utilizzare anche armi più "evolute".
Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon - Immagine 6
Il bizzarro mercante avrà sempre parole gentili nei nostri confronti, anche quando non acquisteremo nulla.
8
Dopo aver rischiato, per opinabili scelte di mercato, di restare confinato al solo Giappone, Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è arrivato finalmente anche in Europa. "Finalmente" perchè nonostante sia un titolo che a livello ludico in fin dei conti non offra niente di particolarmente originale o elaborato, trae la sua forza da un'atmosfera davvero suggestiva e da un impianto narrativo avvicentente, che catturerà ed emozionerà il giocatore fino ai titoli di coda.
voto grafica8
voto sonoro9
voto gameplay7,5
voto durata7