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Recensione FlatOut Ultimate Carnage

Le gare automobilistiche arcade secondo Empire, atto terzo
Luca Gambino Di Luca Gambino(9 luglio 2007)
Messi alle spalle due episodi non propriamente riusciti, BugBear ha deciso di fare sul serio con la terza uscita di Flatout, dando alle stampe un titolo che sebbene sia fortemente influenzato dalle precedenti produzioni riesce a portare su un gradino più elevato l'intero genere a cui s'ispira. Laddove si trovava una formula di gioco con pesanti compromessi legati ad un modello di guida troppo “usa e getta”, ora si trova invece un'impostazione si arcade ma legata comunque ad una veridicità di fondo che poco lascia spazio all'interpretazione “mordi e fuggi” di produzioni come Burnout & Co. Niente di troppo profondo, sia intesi e meno che mai simulativo, ci mancherebbe. Flatout è e rimane un arcade vecchio stampo, ma una maggiore difficoltà di fondo, unito ad una fisica della vettura più veritiera sarà alla base di questa nuova produzione. Dimenticatevi di salire in macchina, sbattere fuori pista tutte le altre vetture e vincere facilmente fin dalla prima gara. Flatout Carnage richiede sicuramente un maggiore impegno rispetto agli altri esponenti del genere, in virtù di un'intelligenza artificiale avversaria poco propensa a lasciarvi troppo spazio in pista e maggiormente incline, invece a mettervi in pesante difficoltà. Ogni autista in gara, inoltre, è caratterizzato da un avatar ben riconoscibile e sarà quindi facile, nonché divertente, vivere da vicino alcune faide interne che si scateneranno nel corso delle innumerevoli gare che formano l'ossatura di tutto il gioco.
FlatOut Ultimate Carnage - Immagine 1
FlatOut Ultimate Carnage - Immagine 2
FlatOut Ultimate Carnage - Immagine 3
 La vittoria delle varie gare vi darà la possibilità di guadagnare il denaro necessario per upgradare la macchina posseduta o acquistarne di nuove. Ovviamente tali upgrade non avranno la stessa profondità di altri titoli dalle velleità simulative, ma saranno rappresentati da “pacchetti” di varia natura che tenderanno a migliorare le prestazioni della vettura o la sua stabilità in pista per permettervi di affrontare le successive gare con rinnovate garanzie di vittoria. Alle normali gare si alterneranno anche i minigiochi che hanno reso celebre la serie e a cui nemmeno questo terzo episodio si sottrae. Alcuni di questi, come il gioco del bowling attraverso il lancio del guidatore direttamente dal parabrezza, rasentano il cattivo gusto ma riescono comunque ad essere un ottimo diversivo dalla normale routine. A tutto questo si deve anche aggiungere un ottimo multiplayer che rappresenta più molti altri titoli del genere una vera e propria estensione della parte single player su cui si erge una modalità Destruction Derby che da sola vale il prezzo dell'intero biglietto.
FlatOut Ultimate Carnage - Immagine 5
FlatOut Ultimate Carnage - Immagine 6
FlatOut Ultimate Carnage - Immagine 7
Il feeling trasmesso attraverso un sistema di controllo perfettamente mappato sul pad xbox360 trasferisce al giocatore una sensazione perennemente a metà tra l'essere certi di avere il pieno controllo del mezzo e quello invece di poter, da un momento all'altro, perdere la traiettoria per l'intervento “a gamba tesa” di qualche simpatico avversario. Ovviamente, così come si confà ad un arcade su quattro ruote, è stata previsto l'utilizzo del famigerato NOS, che il giocatore otterrà ogni qualvolta compirà una manovra azzardata o butterà fuori pista l'antagonista di turno. La riproduzione dell'effetto del NOS, non sarà però affine a quanto visto per esempio in Burnout, ma sarà sicuramente più moderata e sebbene porterà innegabili vantaggi alla velocità di punta, non sarà mai quella soluzione “definitiva” adottata in altri giochi. Al contrario, una corretta moderazione nell'utilizzo di questo particolare bonus rappresenterà in alcuni casi la linea divisoria tra il successo finale e una misera posizione tra le retrovie. Segno, anche questo, che nuova incarnazione di Flatout poggia su base sicuramente più solide e rigorose rispetto al più recente passato, anche se sempre all'insegno del divertimento senza troppi compromessi.

 Anche tecnicamente Flatout Carnage si distanzia, e di tanto, dalle precedenti produzioni presentando un comparto grafico che poco ha da invidiare a titoli quali Colin McRae DIRT e Forza Motorsport 2. Al di là della realizzazione dei modelli delle vetture (smontabili quasi in ogni singola parte), lascia favorevolmente colpiti la costruzione delle singole piste, ricche di dettaglio e di un numero spropositato di oggetti con cui poter interagire e che in larga parte andranno a modificare le traiettorie delle macchine in gioco. Ottimo anche il motore delle luci dinamiche che donano all'intera produzione un aspetto realistico degli ambienti e delle singole componenti su schermo.
 Forse Flatout Ultimate Carnage non sarà la risposta definitiva alla preghiere di tutti gli appassionati di titoli motoristici senza compromessi, ma è comunque un ottimo esempio di come un titolo arcade pur rispondendo a tutti gli stilemi del genere (semplicità d'approccio e ampia accessibilità), risulta essere uno dei migliori esponenti arcade visti finora su Xbox360.
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8
Buona la terza. Flatout raggiunge finalmente la maturità in questo suo esordio sulle console di nuova generazione, regalandoci un titolo che sebbene richiami pesantemente i primi due episodi, riesce a sollevare di un gradino la qualità della saga, in virtù di un gameplay leggermente meno ovvio rispetto al passato e ad una modalità multiplayer che, da sola, riesce quasi a valere l'intero prezzo del biglietto. Caldamente consigliato.
voto grafica8
voto sonoro8
voto gameplay8
voto durata7,5
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