Dopo una prima parte del film quasi completamente orientata intorno a Sly, nella seconda parte il minutaggio è invece più equilibrato, e gli spettatori avranno modo anche di conoscere la storia dell'altro detenuto d'eccezione, Emil Rottmayer interpretato appunto dall'ex presidente della California. Uno Schwarzenegger certo un po' attempato ma sempre molto carismatico, con una presenza fisica sempre straripante e che con la sua ironia e l'alone di mistero che lo circonda bilancia uno Stallone certamente un po' più cupo. Il cast può contare anche su altri attori di spessore, come Jim Cazeviel, sadico direttore della prigione, Vincent D'Onofrio, 50 Cent ed il mitico Vinnie Jones, tanto cattivo nei prati verdi della Premier League, quanto incredibilmente feroce pressoché in ogni pellicola che lo vede protagonista.
A parte qualche elemento narrativo che avrebbe forse richiesto maggiore approfondimento (perchè un ex procuratore ha una preparazione fisica e mentale da Rambo?), la sceneggiatura risulta globalmente discreta ed il ritmo è sostenuto fino alle battute finali. Ci si poteva aspettare però forse qualcosa di più dai persomnaggi secondari, i cui ruoli appaiono troppo stereotipati e privi di significanti spunti originali. Tecnicamente è apprezzabile l'approccio da "vecchia scuola" che rinuncia ad uno stile grandguignolesco e ad effetti speciali esagerati, eccezion fatta per qualche intermezzo esplicativo in computer grafica. Azione, tensione, colpi di scena, ed un po' d'immancabile ironia sono gli ingredienti di un film d'azione che qualcuno potrebbe definire senza tante pretese ma che si rivela godibile e certamente storico per gli amanti del cinema d'azione.
Sly e Schwarzy finalmente insieme da protagonisti dopo 30 anni di sfide a distanza nei botteghini. Un evento sognato da tanti fan e che qualcuno poteva forse considerare definitivamente infranto dopo il lento declino del genere action. In Escape Plan - Fuga dall'inferno i due ripropongono alcuni dei più classici cliché dei titoli d'azione con qualche tocco di modernità in alcuni brevi intermezzi in computer grafica. Un film non solo per nostalgici però, ma anche per tutti quelli che al cinema, nonostante le poltrone comode, vogliono rimanere svegli e “gasati”.


Di Paolo Mulas(5 novembre 2013)










