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Recensione Castlevania: The Dracula X Chronicles

Croci, acqua santa e aglio. Abbiamo tutto per sconfiggere Dracula?
Fabio Fundoni Di Fabio Fundoni(4 marzo 2008)
Un vampiro confinato in oriente
La vita del videogiocatore europeo è un cammino costellato da tante ingiustizie. Non solo ormai è prassi il perenne ritardo dell'uscita dei giochi rispetto ad America e Giappone ma, spesso, alcuni titoli nemmeno si affacciano sul vecchio continente. Certo alcuni di questi guardano ad un mercato realmente di nicchia, e nei nostri negozi avrebbero fortune irrisorie, rimanendo dunque confinati nell'estremo oriente senza far troppo clamore. Talvolta però, anche produzioni di prima classe restano per varie vicissitudini nel dimenticatoio dei listini a noi più vicini. E' proprio questo il caso di uno dei più apprezzati e lodati episodi della serie di Castlevania. Stiamo parlando di Dracula X: Chi no Rondo (oggi tradotto in Rondo of Blood), uscito unicamente in Giappone nel 1993, sul glorioso Pc Engine, che in occidente s'è mostrato esclusivamente tramite Castlevania: Vampire's Kiss, adattamento dove trama e personaggi combaciavano con Rondo, ma i livelli e molte componenti furono totalmente ricreati.
 
Oggi, Konami, ha deciso di porre rimedio nel migliore dei modi, portando su PSP il capitolo in questione, sfruttando le capacità della piccola console. Mantenendo le inossidabili meccaniche di gioco tipiche della saga, ma ridisegnando completamente fondali e personaggi, fondendo elementi in due e tre dimensioni, si punta così a venire incontro agli stili più moderni. Ma non pensate che dietro al titolo di questa nuova uscita, Castlevania: The Dracula X Chronicles, vi sia semplicemente un remake, Konami infatti ha pensato di inserire, tra i vari bonus sbloccabili, l'originale Rondo of Blood e l'osannato Castlevania: Symphony of the Night, approdato nel 1997 su PlayStation e da poco tornato a far parlare di se grazie all'apparizione su Xbox  Live Arcade. Ecco così, in un solo UMD ecco l'occasione per rivivere le peripezie del prode Ritcher Belmont e il misterioso Alucard.
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 1
Sarà pure un castello maligno, ma almeno aprono il ponte levatoio senza nemmeno farti suonare il citofono...
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 2
Liberando Maria, potremo usarla al posto di Richter. Nonostante le apparenze, anche la donzella ha i suoi assi nella manica.
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 3
Ce lo ricordavamo in due dimensioni, ma anche così, trovato il modo per sconfiggerlo, non ci farà più paura.
Non mordermi sul collo
Servono continui sacrifici per mantenere forte e combattivo il conte Dracula, e ben ne è a conoscenza la congrega che, stanca di un mondo troppo monotono e pacifico, l'ho ha riportato in vita con un aberrante rito demoniaco. Vengono così cercate giovani vergini da  rapire e portare nel castello del vampiro, in modo da procurargli una continua riserva di sangue fresco. Quando però tra le mani del sacerdote Shaft finiscono la fidanzata di Ritcher Belmont, Annette Renard e sua sorella minore Marie Renard, Dracula decide di prendersi la rivincita sulla famiglia Belmont, da sempre nemesi dei non-morti. L'esca funziona e attira Ritcher alle soglie del castello infestato, con il solo ausilio del suo coraggio e la letale frusta del suo casato.

Castlevania: The Dracula X Chronicles si presenta sin dalle prime battute per quello che è: un classico action game a scorrimento con meccaniche platform. Ritcher sarà chiamato a farsi largo tra i vari livelli, sconfiggendo diverse tipologie di nemici, possibilmente senza soccombere sotto i colpi di essi e evitando le trappole disseminate in ogni angolo del maniero. Come arma si affiderà alla frusta di cui parlavamo poc'anzi, ma troverà sul suo cammino anche alcuni strumenti d'offesa di una discreta utilità, come coltelli, asce, boccette d'acqua santa e simili. Distruggendo gli oggetti sullo schermo, l'impavido eroe acquisirà dei cuori, che fungeranno da “cariche” per le armi secondarie, utilizzabili sia in colpi singoli che in attacchi speciali, un vero toccasana per mettere a tacere gli immancabili boss di fine quadro.

Il gameplay è logicamente riconducibile ai classici Castlevania, e dovremo districarci sino a conquistare la fine di ogni stage. A differenza di titoli usciti in età più moderne, una volta intrapresa una strada o superata una porta, sarà impossibile tornare indietro, se non terminando la partita (possibilmente con un successo, e non con un game over...) e ricominciando il tutto da capo. E' infatti consigliabile esplorare diverse volte ogni location (terminata una sezione, sarà possibile rigiocarla tutte le volte che vorremo, selezionandola dal menù iniziale), non solo per i molti segreti nascosti in ogni angolo (ricordate di colpire tutto quel che vi circonda), ma anche per le differenti strade esistenti. Prendendo diverse direzioni o scoprendo passaggi nascosti, incontreremo situazioni nuove e percorsi alternativi, utili per i tanti bonus extra da recuperare.
 
Inoltre, qualora dovessimo nel nostro girovagare, ritrovare la piccola Marie, potremo utilizzarla come personaggio giocante, sfruttandone gli attacchi e l'elevata capacità di salto. Anche se in rari casi i comandi non sembrano risultare totalmente precisi, la giocabilità è quasi inalterata per questo remake, dove si alterneranno momenti di facile risoluzioni e frangenti estremamente difficoltosi. Alcuni giocatori  potrebbero trovare frustranti diversi passaggi, anche perché dopo aver esaurito i (pochi) crediti a disposizione, non potremo far altro che ricominciare dall'inizio del livello, anche se il fatto che questi ultimi non siano estremamente lunghi, bilancia in un certo senso la situazione.
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 4
La grafica è decisamente ben curata, dai modelli poligonali agli effetti speciali.
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 5
Richter in posa plastica, si fa bello nella sua nuova versione 3d.
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 6
Sarà utile ripetere i livelli più volte, per scovare i vari segreti sparsi per il gioco.
Ritcher, oggi hai una luce diversa negli occhi...
L'aspetto grafico è dunque il principale protagonista della nuova vita infusa a Chi no Rondo, dove modelli poligonali ed elementi in tre dimensioni fanno sfoggio di se in accoppiata con diverse parti rimaste in 2d ma ridisegnate completamente. Fautrice del restyling è Ayami Kojima, talentuosa illustratrice nipponica legata alla serie in questione dal 1997, data d'uscita dei Symphony of the Night. Lo stile della Kojima è affascinante e magnetico, grazie anche alla accortezza con cui l'artista ha ripreso i disegni originali, reinterpretandoli col suo tratto, che in molti abbiamo imparato ad apprezzare negli anni. Dal punto di vista visivo, sono due i punti che lasciano qualche dubbio: da un lato non tutto sembra aver goduto della stessa attenzione, soprattutto per quanto riguarda alcune texture sottotono rispetto alla media del gioco, dall'altro, i pochi che hanno avuto la fortuna di vedere Chi no Rondo, ricorderanno come nel 1993, i filmati erano realizzati a cartoni animati, scelta stilistica totalmente antitetica dal 3d messo in campo oggi, ma probabilmente meno adatta alle atmosfere figlie della matita di Ayami Kojima.

Dal punto di vista dell'audio, registriamo gli adeguati miglioramenti per la colonna sonora, sempre di alto livello come ci ha abituatola saga. Tra i vari bonus sbloccabili, troveremo anche i brani in questione, in modo da poterli ascoltare e riascoltare in una schermata apposita. Buono il doppiaggio, presente sia in inglese che in giapponese, mentre la lingua italiana è limitata a sottotitoli e a tutti i testi presenti.
L'approdo su PSP non ha permesso solo novità tecniche, ma anche la possibilità di far giocare due amici nella modalità denominata “Boss Rush”, dove impersonando i due personaggi giocabili, ci si dovrà cimentare nel tentativo di sconfiggere tutti i boss dei vari stage nel minor tempo possibile. Oltre a due PSP collegate in wireless, i giocatori avranno bisogno di una copia originale del gioco a testa. 


Mangiare molto aglio prima di giocare
Se in base a quanto detto, troverete molti stimoli per giocare diverse ore a Castlevania: The Dracula X Chronicles rallegratevi, perché Konami ha inserito due graditissimi extra da sbloccare durante le vostre partite. Sparse per il castello di Dracula, troverete due icone molto particolari. Una volta scovate, vi daranno la possibilità di accedere dal menù iniziale a ben due giochi completi e totalmente tradotti in italiano: la versione originale di Dracula X: Rondo of Blood e l'indimenticabile Castlevania: Symphony of the Night, capace di entrare nel cuore di chiunque vi abbia posato gli occhi ai tempi della PlayStation.
 
Inutile dire che, le sessioni di gioco si moltiplicheranno esponenzialmente, soprattutto grazie a Symphony of  the Night, che già da solo assicura una longevità fuori dal comune, associata a dinamiche di gioco elaborate ed evolute rispetto a quelle classiche appartenenti alla serie. Realmente impossibile considerarli due semplici bonus, visto il valore intrinseco dei titoli. Segnaliamo che purtroppo però, sono entrambi presentati esattamente in versione originale, quindi graficamente avviabili in 4:3, non adattati allo schermo della PSP, costringendoci a riviverli con delle bande laterali.

I fan della famiglia Belmont hanno realmente di che gioire, soprattutto se legati ai classici action game a scorrimento. Castlevania: The Dracula X Chronicles resta in ogni caso caldamente consigliato, anche per l'imperdibile antologia ludica offerta in un solo UMD.
Dracula ha bisogno del sangue di vergini per mantenere la sua eterna forza e giovinezza, ma ci viene il dubbio che ci sia qualche magia anche dietro a Castlevania, una serie che, nonostante gli anni, continua a mantenere delle meccaniche di gioco sempre fresche ed attuali. Ma qui non si tratta di sacrifici umani, siamo invece davanti ad una spiccata capacità di saper creare invidiabili impianti narrativi e di divertimento.
 
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 7
Le ambientazioni sono sempre molto evocative, grazie anche alla superba colonna sonora.
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 8
Una tecnica poco ortodossa, ma di sicura utilità...
Castlevania: The Dracula X Chronicles - Immagine 9
Le armi secondarie spesso ci leveranno le castagne dal fuoco.
8
Non aver sino ad oggi mai visto in edizione europea Rondo of Blood, era senz'ombra di dubbio una grave mancanza videoludica verso noi giocatori del vecchio continente. Konami finalmente decide oggi di rimediare, con un pregevole remake del gioco del 1993. Se già all'epoca si poteva parlare di un titolo decisamente sopra la media, altrettanto oggi possiamo rallegrarci per come si è "ringiovanito" il gioco in modo più che piacevole. Fatte salve alcune imprecisioni grafiche, accompagnate da comandi non sempre tarati "al millimetro, Castlevania: The Dracula X Chronicles è un action solido ed emozionante, degno portabandiera della saga degli ammazza-vampiri. Il livello di difficoltà non sempre agevole potrebbe scoraggiare qualcuno, ma la presenza di tantissimi segreti e ambientazioni ispirate, sono segno che anche se il mercato sembra discostarsene mano a mano, i giochi a scorrimento possono ancora dare un valido campionario sensazioni positive a chi vi si avvicina. Doveroso ricordare la possibilità di sbloccare l'originale Rondo of Blood e il mitico Symphony of the Night, entrambi tradotti per l'occasione, che vanno a fornire un vero e proprio valore aggiunto al lavoro svolto da Kcet. Occasione imperdibile per i fan della famiglia Belmont e di Alucard. Per tutti gli altri, potrebbe essere questa l'occasione per diventarlo.
voto grafica7,5
voto sonoro8
voto gameplay7,5
voto durata8,5
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Castlevania: The Dracula X Chronicles

Castlevania: The Dracula X Chronicles PSP Cover
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