Già nota ai cinefili da giovanissima, quando riuscì a restituire la natura inquieta e infantile della protagonista del bellissimo Espiazione, Saoirse Ronan si è continuata a distinguere per notevoli performance in film più o meno autoriali (con qualche concessione al commerciale), fino ad arrivare alla dolce Agatha di Grand Budapest Hotel. Non è forse nota al grande pubblico, ma tra i cinefili ormai è una sorvegliata speciale, capace di strappare a poco più di vent'anni una meritata nomination.
Lei è quindi bravissima, assoluta protagonista di un film di cui diviene perno emozionale e narrativo, sostenendo il peso di una pellicola con straordinaria naturalezza, senza mai calcare la mano, ma anzi lavorando sotto traccia, colpendo nel profondo. E la pellicola intorno a lei? Sostanzialmente deve ringraziarla.
Brooklyn è infatti un involucro di lusso, basato sull'omonimo libro di Colm T ib n e adattato per il grande schermo dallo scrittore Nick Hornby, ma se non contenesse una perfomance così preziosa avrebbe di certo solo sognato da lontano l'inclusione alla notte degli Oscar.
Ad aiutarlo è stato sicuramente una certa aria malinconia, struggente e vagamente demodè che regna in tutta la pellicola, quasi fosse un omaggio al cinema di altri tempi, quelli spesso rimpianti da tanti votanti dell'Academy. Migrata negli Stati Uniti alla ricerca di un futuro migliore, la pacata e intelligente Eilis Lacey vive con angoscia e dolore la separazione da casa, sentendosi una straniera in terra straniera. Quando il lavoro, le amicizie e l'amore cominceranno ad andare per il verso giusto e la parola “casa” comincerà ad avere un nuovo significato, ecco che viene nuovamente strappata alla sua quotidiana per tornare in Irlanda, che ora però vede con occhi totalmente diversi. Sospesa tra due realtà e legata a nessuna in maniera compiuta, la giovane dovrà prendere una scelta che ne condizionerà per sempre la vita.
Come avrete già capito ci troviamo di fronte a un melodramma delicato e struggente, molto ben realizzato ma a suo agio solo all'interno dei propri confini e dietro la figura della sua capace protagonista. Nemmeno la bravura di Saoirse Ronan però lo rendono imperdibile a chi non apprezzi questo genere di pellicole.


Di Elisa Giudici(28 febbraio 2016)








