Tenshinhan aveva visto giusto: le grandi aure erano due, non una sola; del resto, per chi avesse capacità percettive di quel tipo, non doveva essere difficile captarne l'entità. Freezer, in compagnia dell'altro personaggio, si trovava a bordo di una astronave di grandi dimensioni, del classico modello usato per le missioni dal tiranno quando decideva di partecipare in prima persona. Freezer stava in piedi, appostato ai margini di un grande oblò, che gli offriva la visione luminosa del pianeta Terra: la nave sfrecciava a velocità sostenuta ed era ormai vicina al suo obiettivo. Lambito dalla luce riflessa dal pianeta azzurro, Freezer sfoggiava un aspetto notevolmente diverso da quello con cui era stato visto l'ultima volta su Namecc: delle sue sembianze originali, quel quarto stadio che avrebbe fatto tremare i mondi con un solo sguardo, restavano solo alcune porzioni del viso e del corpo dalla cintola in su. Alcuni notevoli pezzi della sua parte superiore erano stati ricostruiti con inserti e sostituzioni metallici e plastici di diversi colori, irregolarmente disposti; la ricostruzione era stata pressoché integrale dal bacino in giù, coda compresa. Non era certo un capolavoro di chirurgia estetica, ma probabilmente il rifacimento era tale da ripristinare la piena funzionalità combattiva dell'organismo. L'alieno si rivolse all'imponente figura che gli stava vicino: un alieno dalle sembianze a lui simili, ma di dimensioni molto maggiori; in particolare riproponeva l'aspetto del secondo stadio di Freezer, alto, dalla muscolatura possente e con le corna ripiegate verso l'alto. Aveva un colorito violaceo laddove il figlio aveva una carnagione chiara; le sue placche ossee, anziché violacee, erano blu scure; indossava una battle suit sulle cui spalline era fissato un ampio mantello scuro. «Guarda, papà...» disse Freezer. «Quella è la Terra. Sembra che siamo arrivati prima del Super Saiyan che mi ha ridotto in questo stato...»
«Com'è piccola...» commentò con un sorrisetto sarcastico l'enorme alieno, che altri non era se non Re Cold, il padre di Freezer: era lui il vero padrone della galassia, la massima autorità che regnava sui pianeti, non contrastato nemmeno dai due figli, Freezer e Cooler, i quali solo a lui portavano rispetto e riverenza. «Basterà un solo colpo per distruggerla» aggiunse il Re in tono inquietante.
«No, papà, non sono d'accordo: così non mi dà alcuna soddisfazione. Voglio mostrargli la mia potenza superiore alla precedente...» Poi, parlando fra sé ad alta voce, Freezer aggiunse: «Grazie al mio radar, so che anche tu ti stai dirigendo verso la Terra. Capirai subito chi è il numero uno dello spazio...» A quanto sembrava, Freezer, nel lavoro di ricostruzione artificiale a cui era stato sottoposto, era stato dotato di un congegno rilevatore di energie spirituali, incorporato nel suo organismo.

Gohan schizzò via da casa in preda ad un'agitazione che cresceva momento dopo momento; uno stato d'animo nato dalla piena conoscenza del pericolo imminente. “In che guaio ci siamo cacciati?! Papà... siamo nella peggiore delle situazioni!” pensò fra sé. Sfrecciava nel cielo avvolto dall'aura di energia che alimentata dalla sua fretta nervosa. Ad un certo punto del suo impetuoso volo, il ragazzino avvertì la presenza dell'amico Crilin, il che quasi lo rincuorò. Il pelato lo salutò; sorrideva nervosamente.
«Crilin, ti sei accorto dell'altra aura? È un'aura molto simile a quella di Freezer!»
«Aha... certamente... come posso non accorgermi di un'aura così grande e terribile...?»
«Ma cosa sta succedendo?»
«Vorrei saperlo anch'io! Non riesco a capirci niente!»
Nel frattempo, Vegeta, seguito a ruota da Yamcha, si era fermato nel punto dove, a suo giudizio, l'astronave sarebbe atterrata, ricordando le manovre d'attracco delle grandi astronavi regali. Si trattava di una regione semidesertica, con rilievi rocciosi che si innalzavano ad altezza non eccessiva; qua e là facevano capolino poche sterpaglie, cespugli e piante grasse.
Yamcha si rese conto che un velivolo di piccole dimensioni stava per raggiungerli; sussultò per il nervosismo, ma si rese conto che non c'era ancora nulla per cui allertarsi. «Bulma?! È impossibile!» Invece dal piccolo elicottero monoposto vide scendere proprio la sua fidanzata, alla quale si era aggregato anche Pual, probabilmente preoccupato per la sorte del suo migliore amico. Il gattino volante era rimasto traumatizzato dal dolore il momento in cui aveva visto il trapasso di Yamcha da uno schermo televisivo, all'epoca dello scontro coi saibaimen, quindi voleva essergli vicino in quel momento che si preannunciava critico. Olong, invece, sembrava avesse preferito restare a casa, mantenendosi distante dall'allarme rosso. «Cosa siete venuti a fare qui?!» domandò contrariato il giovane uomo.
«Siamo venuti a vedere Freezer! Io non l'ho mai visto nemmeno quando ero su Namecc...» rispose prontamente Bulma con un sorriso di sfida, come se volesse far presagire guai a chi osasse contraddirla.
«Cosa?! Ma non vi rendete conto di quanto sia pericoloso??»
«Lo sappiamo benissimo. Può distruggere la Terra in un attimo. Dunque, ovunque siamo, non cambierebbe nulla... E prima che succeda qualcosa, qualsiasi cosa, voglio sapere che tipo è...» Davanti a quella testarda manifestazione di curiosità femminile Yamcha, pur scontento, si rassegnò; del resto gli argomenti della ragazza erano ragionati.
Vegeta presentì l'arrivo di altre due forze insolitamente forti: apparvero infatti dal cielo Tenshinhan e Jiaozi. Il treocchi, depositando per terra il bagaglio che portava sulla schiena e spogliandosi del giaccone adatto al clima di montagna, fissava il Saiyan con cipiglio accigliato. «Vegeta... sei ancora sulla Terra?»
Il Saiyan sogghignò. «Perché, hai qualcosa da contestarmi?»
«Certo! Devo sfogare la mia collera su di te! Mi hai già ucciso una volta... e non posso capire Yamcha che vive sotto il tuo stesso tetto.»
Chiamato in causa, Yamcha cercò di fare da paciere. «Ehi, un attimo! Non è questo il momento di discutere!»
Tenshinhan si rivolse all'amico. «Pare che la questione sia ardua. È davvero Freezer..?»
«Uhm...» mormorò Yamcha. «Sembra di sì...»
Vegeta, chiaramente nervoso come loro, li rimproverò. «Trattenete le vostre forze combattive, invece di chiacchierare, idioti! Non sapete che hanno gli scouter?!» Lanciando un'occhiata ad un'alta roccia situata frontalmente, soggiunse: «Prendete a modello quel namecciano... è proprio bravo...»
«Namecciano?» «Ma è Piccolo!» Il guerriero dalla pelle verde, il cui mantello sventolava maestoso al vento, si era posizionato in un punto elevato che gli permetteva di esaminare la geografia del posto. Fu in quel momento che Gohan e Crilin arrivarono, e si rallegrarono almeno un po' nel ritrovare il gruppetto degli amici; erano stati tutti inevitabilmente calamitati in quel posto da quelle due aure così appariscenti. Vedendo arrivare solo loro due, Yamcha dedusse che Goku non era ancora rientrato a casa, e la cosa non gli piacque per niente.
L'agitazione crebbe di colpo quando Piccolo urlò: «Sono arrivati!» L'astronave aveva penetrato l'atmosfera terrestre e si dirigeva verso il suolo di quell'area. I guerrieri videro l'enorme mezzo alieno portarsi al di là della loro visuale, poco oltre l'orizzonte, a qualche centinaio di metri dal punto in cui si erano riuniti. L'atterraggio e la maggiore vicinanza del nemico confermavano tutte le loro percezioni e congetture: Freezer era lì, fra loro, ancora vivo... e, come se la tragedia non fosse già abbastanza disperante, doveva esserci un altro oltre al tiranno extraterrestre, la cui forza si poneva su livelli di grandezza simili. Vegeta indovinò che tutti i presenti stessero pensando quella stessa cosa. “È proprio come temevo... ci dev'essere uno degli altri due... probabilmente Cold. I rapporti tra i due fratelli non sono dei migliori.” Non rivelò i suoi pensieri a nessuno. Del resto, che aiuto potevano dargli? Tutti troppo deboli... Si limitò a ordinare seccamente: «Non volate! Dobbiamo avvicinarci a piedi, in modo che i loro scouter non percepiscano le nostre forze!»
Yamcha, che nel gruppo era forse quello dal carattere più ordinario e meno “eroico”, fu colto da un momento di panico. «Aspettate..! N-non mi aspettavo che Freezer avesse un'aura così incredibilmente potente...» Adesso tutti erano in grado di avvertirne con nettezza la forza fuori scala. «E non è nemmeno al massimo della sua forza» precisò Gohan con tono scoraggiato. Anche Tenshinhan fu vittima della costernazione: «Quindi... avete combattuto contro un essere così mostruoso...?» Yamcha continuò, desideroso di non gettarsi a capofitto nella mischia: «N-no... non è possibile... Ragioniamo! Ci avviciniamo, ok... e poi cosa facciamo? Quello è un mostro incredibile e, per giunta, ce ne sono due! Cosa credete che possiamo fare contro quei mostri?!?» Intervenne Piccolo, pacato ma non senza un'ombra di rammarico: «E allora che vuoi fare? Rimanere qui a rimpiangere la tua malasorte? Ognuno faccia come gli pare... tutti sanno che non possiamo fare niente per contrastare il nemico...» La situazione era chiara: il membro più forte del gruppo era disperso chissà dove, e tutti gli altri non erano nemmeno un gruppo affiatato, in grado di fronteggiare una crisi così immane. Le vicissitudini negli anni li avevano riuniti attorno a Goku, ma senza di lui erano una ciurma naufragante in un mare di disperazione e sconforto. Vegeta si preoccupò di mettere una ciliegina su quella torta deprimente: «Sapete cosa vi dico? È la fine della Terra...»