Citazione Originariamente Scritto da sssebi Visualizza Messaggio
Anche la mia idea non è ancora radicata, al momento credo che sia giusto lasciare adottare i figli anche a loro.
La mia visione generale è che li considero gente del tutto uguali a noi, quindi possono tranquillamente adottare figli a qualunque età, non ci vedo nessun problema in questo.

Quali sono queste variabili, Blaze?
Beh, dalle mie nozioni (molto) sommarie di psicologia, il bambino appena nato è legato molto a ciò che vede, cerca il seno materno (ma questo è ininfluente, ci sono tante mamme che non possono allattare) fin dal primo momento come fonte di sostentamento (essendo uscito da lì, non conosce altro posto giustamente). Più che altro penso a quei momenti che Freud denomina "complesso di Edipo" nei maschi e "complesso di Elettra" nelle femmine, ossia quella fase in cui il bambino inizia a provare gelosia per il genitore del sesso opposto e a sviluppare un odio/ammirazione nei confronti di quello dello stesso sesso, odiandolo perché occupa il posto accanto al genitore prediletto, ammirandolo appunto perché è riuscito dove lui/lei ha fallito.
Mi domando come funzionino questi meccanismi (che non sono campati in aria, eh, ci sono diverse dimostrazioni) nel momento in cui un bambino si trova con due genitori maschi. Chi ammira? Chi desidera? Di chi è geloso? (Sfatiamo tra l'altro il mito dei "ruoli" nelle coppie gay, ché a quanto ho potuto vedere documentandomi è una leggenda metropolitana bella e buona, in termini volgari, tutti danno e tutti prendono). E in che modo questo condizionerebbe la psicologia e la personalità del bambino? Chi lo sa? (non penso che qualcuno possa dire con certezza che non lo farebbe)

Da un altro lato ci sono le ragioni sociali... e non sto parlando della stupidità di adolescenti e adulti quanto invece dell'ingenuità e della crudeltà dei bambini (i bambini SONO crudeli in quanto non conoscono fino in fondo la misura di ciò che fanno ma soprattutto di ciò che dicono). Insomma, quando un bambino cresciuto in una famiglia eterosessuale chiede al bambino cresciuto in una famiglia omosessuale "perché tu hai due papà/due mamme mentre io ho un papà e una mamma?" penso possa creare disagio, e quando queste semplici curiosità si trasformano in scherno di gruppo (e purtroppo può accadere), il bambino può crescere anche instabile. Insomma, purtroppo credo e temo che ci siano ancora troppi ostacoli culturali da superare, dati dalla limitatezza e dal provincialismo della popolazione mondiale, in special modo di quella italiana, ancora radicata in una mentalità feudale (e, mi spiace dirlo - ma non troppo -, la presenza del Vaticano nello Stato ha inciso e non poco su questo). A livello puramente ideale, affinché non ci sia alcun problema, ogni coppia (anche eterosessuale) dovrebbe dire ai propri figli "tu vivi in una famiglia con un papà e una mamma, ma esistono anche famiglie con due papà e due mamme, esattamente come noi". È chiaro, sto parlando in un'ottica fantastica, ma spero di essere stato chiaro.

Mentre sul matrimonio (che per quanto mi riguarda è un'istituzione ormai inutile anche per le coppie etero) non vedo veramente alcun problema (davvero NON ha senso non concedere anche a loro di sposarsi), sui figli ho le mie forti riserve.