Anassimene mi sembra il più sensato, anche se va contro il concetto-cardine di Anassimandro, ovvero di non ricercare il principio in qualcosa di sensibile (sebbene fosse stato suo discepolo). Nel dubbio, Pitagora è quello che mi convince di più, sebbene ci sia qualche falla nel suo ragionamento (l'anima, ad esempio, non è misurabile).





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