La velocità e la potenza dell’allievo di Heyzel erano spaventose, e l’androide non aveva avuto nemmeno il tempo di abbozzare una difesa. “E non azzardarti ad accusarmi di averti attaccato a tradimento! Perché ti ho avvisato che ti avrei attaccato! Se poi tu hai voluto dilungarti ulteriormente in tronfie ostentazioni di superiorità questo è unicamente un tuo problema!” disse l’uomo dall’aura verde. “Maledetto…” imprecò C-19 per poi cercare di approfittare della vicinanza di Black Tiger per cingerlo tra le braccia e ghermirlo con i terribili dispositivi per l’assorbimento energetico che aveva sui palmi delle mani. Ancora una volta però la velocità del praticante del Dai Shin Ken fu prodigiosa, e C-19 non trovò che l’aria, mentre Black Tiger gli apparve alle spalle. L’androide si voltò di scatto, giunto in tempo per beccarsi in pieno un pugno sul volto da parte del terrestre. L’impatto fu talmente violento da far rigirare su se stesso la nuova versione dell’androide ucciso molti anni prima da Vegeta, che così si ritrovò nuovamente a dare le spalle a Black Tiger, il quale colpì con un violento calcio alla schiena l’avversario, sbalzandolo in avanti. Quindi con la sua prodigiosa velocità ne intercettò la traiettoria protendendo le mani in avanti e scagliando un’onda di energia a due mani in pieno addome all’androide, il quale venne spinto all’indietro per centinaia di metri prima di riuscire a utilizzare i dispositivi che aveva nella mani per assorbirla. Black Tiger sembrò sorpreso dal fatto che la sua onda fosse sparita nel nulla in quel modo. A quanto pare quell’androide aveva degli assi nella manica, e gli conveniva stare in guardia. Nemmeno l’avversario però se l’era cavata a buon mercato, in quanto il suo addome era stato letteralmente dilaniato da quell’onda. Fosse stato un essere vivente gli sarebbe stato impossibile continuare a combattere con una menomazione del genere, ma essendo un essere artificiale egli continuava a funzionare, sebbene fosse decisamente debilitato. “E’ incredibile che mi abbia ridotto in questo stato in così poco tempo! Devo assorbire la sua energia! E’ l’unico modo che ho per vincerlo!” pensò tra se e se C-19. “Credi di essere furbo? Non è vero? Beh… continua pure a proseguire nel tuo proposito! Mi stai soltanto facendo un favore!” pensò l’allievo di Heyzel, il quale aveva intuito quali fossero le capacità dell’avversario, ma non ne sembrava preoccupato, anzi, sembrava quasi contento che la sua onda di energia fosse stata assorbita.
Nel frattempo Lezick stava tornando alla base, portando con se la sfera del drago come gli era stato ordinato. Una volta giunto alla costa, però, la sua attenzione fu attirata da delle presenze nei pressi di un villaggio costiero. “A quanto pare ci sono dei sopravissuti! E’ un miracolo che non siano stati coinvolti da alcuno scontro finora! Forse è il caso di farli mettere in salvo!” pensò l’alieno per poi fermarsi di scatto, con aria sorpresa e disorientata. “Che cosa? Goku? Questa è la sua aura! E c’è anche Piccolo! Anche se la sua aura è un po’ diversa! Ma cosa diavolo succede in quella città? Devo scoprirlo!” pensò l’ex guardia del corpo di Don Kir per poi proseguire senza esitazioni verso la città. Non appena atterrò lo spettacolo che vide fu di quelli inquietanti. Per la strada non vi era nessuno, soltanto una moltitudine di vestiti abbandonati, come se i legittimi proprietari fossero spariti nel nulla. “Ma… che cosa sta succedendo?” si chiese Lezick, la cui attenzione fu poi attirata da un urlo di disperato dolore. L’alieno si voltò in quella direzione, e vide un ragazzo di circa 20 anni uscire correndo da un vicolo. Aveva i capelli biondi e indossava un giubbotto pesante di colore marrone, con un paio di jeans. Non appena vide Lezick, il ragazzo frenò la sua corsa, fissando l’alieno con espressione terrorizzata. “Oh no! Un altro mostro!!!” trasalì egli. “Fermo! Non scappare! Sono qui per aiutarti!” disse il compagno di Black Tiger, bloccando il ragazzo. “Dimmi! Cosa è successo? Chi è che sta uccidendo gli abitanti del villaggio?” chiese Lezick. “E’ un mostro orribile! Assorbe letteralmente le persone con un pungiglione che ha sulla coda! Ha già ucciso mio padre! Aiutami, ti prego!” disse il ragazzo con le lacrime agli occhi tanto per la paura quanto per la perdita del padre. “Non ti preoccupare! Lo affronterò io! Tu riesci a scappare il più lontano possibile?” chiese l’alieno, consapevole del fatto che quel ragazzo senza alcuna forza combattiva gli sarebbe stato solo di intralcio in un combattimento. “Certo! Io sono anche capace di volare! Ma quel mostro è troppo veloce! Mi raggiungerebbe!” disse egli. “Come sarebbe a dire che sai volare? Ma che gli esseri umani non dovrebbero saperlo fare normalmente!” disse Lezick. “Me lo ha insegnato una mia amica!” disse il ragazzo. In quel momento l’attenzione di entrambi fu attirata da un rumore di passi. “E’ lui! Sta arrivando!” trasalì il ragazzo. “Non preoccuparti! Ci penso io… la vedi quella montagna la in fondo? Tu nasconditi sulla vetta! Poi verrò a prenderti e ti porterò al sicuro!” disse Lezick. Il ragazzo annuì e si involò verso la montagna, sotto lo sguardo dell’ex guardia del corpo di Don Kir, la quale si assicurò che non subisse agguati durante il volo. Il ripetuto rumore di passi però sembrò dimostrare chiaramente come il misterioso mostro avesse avvertito la presenza dell’alieno, e lo avesse designato come sua prossima preda. “E così vuoi sfidarmi? Bene… ti sto aspettando, mostro!” disse Lezick volgendo lo sguardo nella direzione da cui il nemico sarebbe probabilmente apparso.