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  1. #1
    :.:: L'avatar di Connacht
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    Predefinito Domenico Tardini sul fascismo

    Leggendo il Corriere della Sera ho trovato un articolo che menziona un memoriale pubblicato postumo di Domenico Tardini, responsabile dei rapporti esteri del Vaticano durante gli anni '30. In questo memoriale il sacerdote è molto critico nei confronti del fascismo, ma anche dei vescovi che assecondavano il regime, definiti "più verbosi, eccitati, più... squilibrati di tutti. Pronti ad offrire alla patria oro con zelo sospetto. Parlano di civiltà, di religione, di missione dell'Italia in Africa... e intanto l'Italia si prepara a mitragliare, a cannoneggiare migliaia e migliaia di etiopi rei solo di difendere casa loro... difficilmente poteva compiersi nelle file del clero un confusionismo, uno sbandamento, un disquilibrio più gravi e più pericolosi".

    Questa presa di posizione da parte di un uomo di chiesa mi pare interessante, come anche le critiche che rivolge al regime fascista:

    Citazione Originariamente Scritto da articolo
    1 - <<ha creato confusione fra partito, Italia e Duce>>, rendendo i capricci del Duce <<la rovina d'Italia>>.
    2 - <<ha distrutto qualsiasi libert&#224; di azione e di discussione. Conclusione: gli italiani sono ormai un popolo di pecore che corrono dove il pastore, col bastone, le porta.>>
    3 - <<ha educato le generazioni alla violenza. Conclusione: tutti sono eroi, pronti a menar le mani, sicuri che agli altri non rimarr&#224;... che prendere le busse.>>
    4 - ha seguito una politica estera prepotente, mettendosi contro il mondo.
    5 - ha proclamato un Impero, <<laddove tutto si sta esaurendo in una guerra coloniale, dura e dispendiosa.>>
    6 - ha sbandierato <<la forza, la grandezza, la ricchezza dell'Italia. Conclusione: oggi un popolo di straccioni si d&#224; arie da... sardanapalo, un popolo debole e poco evoluto si d&#224; l'aria del pi&#249; grande popolo della terra.>>
    7 - ha creato <<una mistica del Duce, conclusione: non c'&#232; pi&#249; vita politica, non c'&#232; pi&#249; possibilit&#224; di preparare nuove energie per i bisogni inevitabili del domani.>>
    8 - ha preteso una docilit&#224; che ha reso l'Italia <<un'accozzaglia di schiavi, pronti sempre a dir di s&#236;, a batter le mani, saturi... d'entusiasmo.>>
    9 - ha concentrato tutto <<nelle organizzazioni dello Stato>>, spogliando la Chiesa della propria forza.
    10 - ha creato <<tutto un groviglio di leggi, di consuetudini, di associazioni che pongono ogni cosa e ogni persona in balia dello Stato. Conclusione: il comunismo troverebbe, domani, gi&#224; pronte le leggi>> per dar corpo ad un'identica autocrazia.
    Penso siano spunti interessanti da parte di una persona che per luogo comune qualcuno non avrebbe ipotizzato potesse scagliarsi cos&#236; contro il regime, su cui potremmo riflettere. Mi trovo parecchio d'accordo nell'avversione contro la politica coloniale, il culto dello Stato forte e del Duce che lo guida, il "greggismo" e l'arroganza tipica del regime, mentre non condivido moltissimo il punto che parla del mettersi contro il mondo (o meglio, &#232; relativo e dipende, ad esempio inizialmente in realt&#224; Mussolini riscontr&#242; anche del consenso in altri paesi). Penso potrebbe venirne fuori un dibattito interessante su Domenico Tardini - in particolare sono curioso di sapere come la penseranno Naoto e Stregatto.

  2. #2
    Rising Sun L'avatar di Nefarious
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    Credo sia un bastardo.
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  3. #3
    Cowboy from Hell L'avatar di dark sayan
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    Mi sembra che questo personaggio abbia considerato solo gli aspetti negativi del Fascismo,tralasciando completamente le innovazioni che ha portato nel nostro paese,comunque a mio parere una parte di popolazione aveva una sorta di venerazione per il Duce,anche perch&#232; lui era riuscito a fare molto di pi&#249; rispetto ai precedenti politici e questo aveva sicuramente galvanizzato la popolazione.In definitiva mi sembra che quest uomo ragioni in modo ottuso e guardando i fatti solo dal proprio punto di vista come tutti gli uomini di chiesa,senza esaminare con un minimo edi obiettivit&#224; la situazione

  4. #4
    Moderatore Viandante L'avatar di IISNT
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    Ho trovato estremamente brillante ed interessante il punto 6:

    ha sbandierato <<la forza, la grandezza, la ricchezza dell'Italia. Conclusione: oggi un popolo di straccioni si d&#224; arie da... sardanapalo, un popolo debole e poco evoluto si d&#224; l'aria del pi&#249; grande popolo della terra.>>

    Questo &#232; per me il punto pi&#249; interessante di tutto il discorso. Sopratutto nel contesto storico attuale, dove gli Italiani stessi si rendono conto di essere gli zimbelli d'europa...

    La follia di Mussolini e la follia del popolo Italiano a quei tempi &#232; abbastanza analizzabile... Non voglio uscire fuori tema, tornando al personaggio del topic, effettivamente si potrebbe pensare di primo achito che &#232; strano vedere un prete dire certe cose, tuttavia c'&#232; modo e modo di dirle. E non penso ci voglia molto a capire che le sue parole interpretate a modo mio prendono un senso, interpretate a modo suo ne prendono un altro. &#232; un uomo di chiesa ed'&#232; incredibile vedere come riesca a raggirare la cosa per far passare ancora una volta la chiesa quasi come una vittima. Quindi, per quanto il disprezzo per il fascismo sia assolutamente ammirabile mi lascia perplesso la mentalit&#224; con cui quelle parole sono state dette (cosa che prende parecchio risalto sopratutto nel punto 9)

  5. #5
    Cane nero! L'avatar di Evil Ub
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    Secondo me &#232; una visione dei fatti troppo di parte e a senso unico per poter essere valida...

  6. #6
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    Con moltissimi punti mi trovo d'accordo (1,2,4,5,6,7,8) e neanche li commento.
    Ci sono altri punti che mi lasciano perplesso.
    Ad esempio il 3, dove dice <<ha educato le generazioni alla violenza. Conclusione: tutti sono eroi, pronti a menar le mani, sicuri che agli altri non rimarrà... che prendere le busse.>>. Con la prima parte non sono d'accordo. Il popolo era già stato educato alla violenza, al sangue, al disprezzo per la vita da un evento come quello della 1 guerra mondiale, senza di essa il fascismo non sarebbe mai nato. Con il conflitto bellico 2-3 generazioni di italiani furono coinvolte nella più grande carneficina fino a quel momento mai compiuta dall'uomo. Al fronte morivano quotidianamente migliaia di soldati (se non di più) e la violenza, il sangue, la scarsa importanza per la vita umana, divennero il pane quotidiano di tantissimi italiani. Questi, una volta finito il conflitto, erano già avvezzi all'uso delle armi in vece della diplomazia; ciò influenzò sia l'estrema destra (fasci di combattimento) che l'estrema sinistra. Parlo ovviamente dell'inizio del fascismo, del 1919-1922. In seguito (durante il ventennio) può anche esser vero che l'Italia fu educata all'uso della violenza. Mi trovo invece d'accordo quando vien detto "pronti a menar le mani, sicuri che agli altri non rimarrà che prender busse". In questo caso Tardini ha ragione: il fascismo "introdusse" l'assoluta impunità della violenza nera. Ma Tardini dimentica di dire che, soprattutto i primi anni del fascismo (dal 19 al 21, ovvero quando ancora il fascismo è in fase embrionale), se i fascisti poterono pestare sicuri che agli altri non rimarrà che "prender busse", la responsabilità fu anche e soprattutto del ceto alto borghese (che finanziò lautamente il primo fascismo in ottica anti-comunista) e del governo in carica (pieno di cattolici) che chiuse più di un occhio nei confronti delle violenze fasciste, speranzoso che esse potessero fermare i movimenti di sinistra e convinto di poter facilmente porre un freno al fascismo e a Mussolini, una volta che il loro ruolo (picchiatori di comunisti) sarebbe venuto meno. La storia ci dice che le cose andarono diversamente e che Mussolini era più duro e furbo di quanto si credesse.

    Il punto 9 denota il clericalismo, la convinzione che all'interno dello Stato la Chiesa debba avere una parte da protagonista, se fosse vero ciò che Tardini dice al punto 9, ci sarebbe da far un monumento a Mussolini.

    Il punto 10 denota anticomunismo. Non dico che abbia torto, anzi, ha ben ragione quando afferma che il fascismo aveva creato leggi, associazioni ecc. che ponevano tutti in balia dello Stato, tuttavia l'anticomunismo non gli fa trovare l'analogia tra fascismo e impero sovietico: il totalitarismo, la convinzione politica di dover controllare e guidare tutti gli aspetti della vita dei cittadini.
    A torme, di terra passarono in terra,
    Cantando giulive canzoni di guerra,
    Ma i dolci castelli pensando nel cor;
    Per valli petrose, per balzi dirotti,
    Vegliaron nell’arme le gelide notti,
    Membrando i fidati colloqui d’amor.

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