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  1. #441
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    Citazione Originariamente Scritto da !gohanssj2! Visualizza Messaggio
    Beh ma in questo caso si passa alla tua seconda considerazione. Robot in grado di sostituire l'uomo anche in lavori manageriali sono quelli che potrebbero, da un giorno all'altro pensare: "noi siamo acciaio, loro sono carne. Noi li disfiamo se solo vogliamo, quindi li sottomettiamo". Il tutto indipendentemente dalle sembianze e dai sentimenti umani
    Provo a fare un discorso un po' contorto, sperando di riuscire a farmi capire.

    L'obbedienza è in realtà una presa di posizione; noi uomini non abbiamo nessun obbligo, possiamo SEMPRE scegliere cosa fare, ed obbedire è proprio scegliere di seguire un determinato ordine. Per quanto la scelta di disobbedire possa rivelarsi difficile in alcune circostanze, rimarrà sempre una possibilità per noi. Ora, pensa ad un uomo completamente privo di emozioni e di coscienza ma capace di elaborare i dati sensoriali attraverso capacità intellettive rimaste intatte, e che in qualche modo obbedisca sempre e comunque, senza possibilità di scelta, agli ordini impostigli dagli altri uomini: quello non sarebbe più un uomo. Non proverebbe nulla, nè dolore nè felicità nè fatica, e non potrebbe scegliere da solo come agire, potrebbe solo elaborare dati tramite l'intelligenza sotto preciso ordine di altri. Sarebbe di fatto un computer, un oggetto calcolatore: che sia fatto di materiale organico o meno IMHO non importa, ciò che mi rende uomo non è un pugno di neuroni, se potessi mi farei mutare in un cyborg e non me ne fregherebbe nulla lol.

    Quello che voglio dire è che il primo tipo di robot che ho descritto non potrebbe ribellarsi, perchè non ne possiederebbe nè potrebbe mai possederne i mezzi adatti. Si tratterebbe semplicemente di computer dalle capacità pari a quelle umane, ma che non provano nulla nè hanno coscienza o capacità decisionale. Sarebbero degli oggetti. Non devi vederli simili a "uomini assoggettati", ma a "computer dall'IA fenomenale".

    Non mi esprimo riguardo all'aspetto morale della cosa, dovrei rifletterci su un po' più a lungo. Nel secondo caso di robot comunque son sicuro che potrei considerare esseri meccanici del genere dei veri e propri esseri viventi (se poi sia giusto o meno creare delle vite è un altro discorso, riconducibile per molti aspetti a quello riguardante la clonazione).

  2. #442
    Senior Member L'avatar di !gohanssj2!
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    Citazione Originariamente Scritto da TheOnlyBest Visualizza Messaggio
    Provo a fare un discorso un po' contorto, sperando di riuscire a farmi capire.

    L'obbedienza è in realtà una presa di posizione; noi uomini non abbiamo nessun obbligo, possiamo SEMPRE scegliere cosa fare, ed obbedire è proprio scegliere di seguire un determinato ordine. Per quanto la scelta di disobbedire possa rivelarsi difficile in alcune circostanze, rimarrà sempre una possibilità per noi. Ora, pensa ad un uomo completamente privo di emozioni e di coscienza ma capace di elaborare i dati sensoriali attraverso capacità intellettive rimaste intatte, e che in qualche modo obbedisca sempre e comunque, senza possibilità di scelta, agli ordini impostigli dagli altri uomini: quello non sarebbe più un uomo. Non proverebbe nulla, nè dolore nè felicità nè fatica, e non potrebbe scegliere da solo come agire, potrebbe solo elaborare dati tramite l'intelligenza sotto preciso ordine di altri. Sarebbe di fatto un computer, un oggetto calcolatore: che sia fatto di materiale organico o meno IMHO non importa, ciò che mi rende uomo non è un pugno di neuroni, se potessi mi farei mutare in un cyborg e non me ne fregherebbe nulla lol.


    Quello che voglio dire è che il primo tipo di robot che ho descritto non potrebbe ribellarsi, perchè non ne possiederebbe nè potrebbe mai possederne i mezzi adatti. Si tratterebbe semplicemente di computer dalle capacità pari a quelle umane, ma che non provano nulla nè hanno coscienza o capacità decisionale. Sarebbero degli oggetti. Non devi vederli simili a "uomini assoggettati", ma a "computer dall'IA fenomenale".

    Non mi esprimo riguardo all'aspetto morale della cosa, dovrei rifletterci su un po' più a lungo. Nel secondo caso di robot comunque son sicuro che potrei considerare esseri meccanici del genere dei veri e propri esseri viventi (se poi sia giusto o meno creare delle vite è un altro discorso, riconducibile per molti aspetti a quello riguardante la clonazione).
    Come ha detto Davide i "ruoli manageriali" sono quelli che implicano scelte.
    Se crei un robot in grado di coprire quei ruoli, gli dai conseguentemente la possibilità di scelta. Questo è il secondo tipo di robot del tuo primo post. Quello che, in parole povere, nei film sceglie di ribellarsi ai creatori.

    Se non gli dai capacità di scelta si ritorna ai robot attuali, che possono essere una automobile (non sceglie dove andare ma c'è un "padrone-conducente" che gli impone il tragitto) o una lavatrice o un macchinario industriale automatizzato.

    In parole povere, stiamo dicendo la stessa cosa solo che tu chiami quelli senza capacità di scelta "robot senza capacità di scelta" mentre io li chiamo macchine/lavatrici/lavastoviglie ecc. Per te devono ancora esistere, per me esistono da secoli e lo scenario di "sostituzione del lavoro manuale" è già in atto da secoli

    L'unica differenza sta, forse, nel fatto che i "tuoi robot" possono fare tutto, ma li troverei molto scomodi in alcuni ambiti: un robot di dimensioni umane non lo userei mai come telefono (o come sondino ) mentre un robot delle dimensioni di un telefono non lo userei mai per lavarmi i vestiti

  3. #443
    Obiezione! L'avatar di Light 96
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    Ed infatti un certo Isaac Asimov sosteneva proprio che i robot non potranno MAI ribellarsi agli esseri umani, proprio come noi non possiamo rivoltarci contro il nostro creatore chiunque esso sia.
    Comunque uno scenario fantapolitico dominato dalla presenza dei robot lo vedo piuttosto in maniera negativa.
    A cosa potrebbe servire avere robot caratterizzati da sembianze umane e dotati di cervello e coscienza di se?
    Se abbiamo bisogno di un aiuto nei lavori manuali ci sono già migliaia di macchine, perchè mai qualcuno dovrebbe costruire esseri robotici pensanti?

  4. #444
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    Citazione Originariamente Scritto da !gohanssj2! Visualizza Messaggio
    Come ha detto Davide i "ruoli manageriali" sono quelli che implicano scelte.
    Se crei un robot in grado di coprire quei ruoli, gli dai conseguentemente la possibilità di scelta. Questo è il secondo tipo di robot del tuo primo post. Quello che, in parole povere, nei film sceglie di ribellarsi ai creatori.
    Basterebbe concedere a tale robot di prendere decisioni circoscritte a quel determinato compito, e sempre finalizzate a profitti destinati all'uomo che ha dato il comando. Io penso che computer con un'intelligenza tale da prendere, per esempio, il nostro posto nella conduzione di un'azienda non esistano (ma probabilmente in un mondo puntellato da robot bisognerebbe anche modificare il concetto di "azienda", non a caso avevo ipotizzato una rivoluzione sociale [ma pure economica, politica o quel che volete]), per prendere decisioni del genere c'è bisogno di un'intelligenza che si avvicini a quella umana e che non si limiti a calcoli matematici come quelli dei computer odierni.

    Comunque ho capito il tuo punto di vista eh, forse sono solo io che mi faccio troppi viaggioni mentali per nulla.

  5. #445
    [p, xi, N(xi)] L'avatar di Il Nicco
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    Citazione Originariamente Scritto da TheOnlyBest Visualizza Messaggio
    Ora, pensa ad un uomo completamente privo di emozioni e di coscienza ma capace di elaborare i dati sensoriali attraverso capacità intellettive rimaste intatte, e che in qualche modo obbedisca sempre e comunque, senza possibilità di scelta, agli ordini impostigli dagli altri uomini: quello non sarebbe più un uomo. Non proverebbe nulla, nè dolore nè felicità nè fatica, e non potrebbe scegliere da solo come agire, potrebbe solo elaborare dati tramite l'intelligenza sotto preciso ordine di altri. Sarebbe di fatto un computer, un oggetto calcolatore: che sia fatto di materiale organico o meno IMHO non importa, ciò che mi rende uomo non è un pugno di neuroni, se potessi mi farei mutare in un cyborg e non me ne fregherebbe nulla lol.
    Si immagini ora un uomo cui vengano tolti, oltre ai suoi cari, il suo lavoro, la sua casa, le sue abitudini, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede. Sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché capita facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso. Tale quindi che si potrà decidere della sua vita o morte al di fuori di qualunque senso di affinità umana. Nel più fortunato dei casi, in base ad un puro giudizio di utilità
    -Se questo è un uomo di Primo Levi (se ci sono errori è dovuto alla memoria, ho fatto delle letture ad Auschwitz poco più di una settimana fa)

    Lo so che non c'entra nulla col discorso, è che le tue parole me l'hanno fatto tornare in mente.

    Io comunque trovo che sia una domanda estremamente inquietante. Non credo sia per niente facile capire dove finisca la programmazione e dove cominci la coscienza. A quanto ne so io non abbiamo neppure le idee chiare noi su come identificare la nostra coscienza, credo che sia eufemisticamente (citando Grifis) difficile poter decidere a priori quanto un cervello elettronico possa essere elaborato prima di poterla sviluppare. E' anche vero che un'eventualità del genere potrebbe pure portare alla nascita di robot cafoni, sgrammaticati, ignoranti e in grado di cercare di sfuggire alle proprie "responsabilità" (in lack of a better name). Insomma, forse sarebbe persino più inquietante di robot dotati di intelligenza superiore (che poi sarebbe superiore rispetto a cosa? Si tratterebbe credo solo di competenze diverse).

    Light96: a me non pareva che Asimov l'avesse mai detto. Anzi, in uno dei suoi racconti elabora le conseguenze delle tre leggi fino a dimostrare che persino un robot potrebbe da esse essere considerato un essere umano, risultato che mi sembra tutto meno che l'ammettere che un robot non si ribellerebbe MAIO ad un essere umano; perché per quale motivo dovrebbe essere un umano a creare un robot? Non sarebbe più facile farlo in una catena di montaggio? Ma in quel caso non sarebbero le stesse macchine i creatori dei robot?

  6. #446
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    Oddio ho finito di leggere "Se questo è un uomo" proprio il mese scorso, mi sa che anch'io inconsciamente mi sono fatto influenzare da quel brano.

  7. #447

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    Complimenti, oggi è il giorno della memoria.

  8. #448
    Pare che sono Santo L'avatar di Paolo B.
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    Citazione Originariamente Scritto da jenny56 Visualizza Messaggio
    Giusto! Non ci avevo pensato a questa opzione! In questo caso...esiste! Ed è un'amicizia senza tornaconto personale!
    IO TI ODIO. SEI LA PERSONA PIU' INSOPPORTABILE E IRRITANTE CHE IO ABBIA MAI AVUTO LA SFORTUNA DI CONOSCERE! REPRIMITI SOTTO AD UN CAMION.

    OVVIAMENTE SCHERZO

    cmq bella idea! magari riuscirete a combinare qualcosa
    jhkgcclk.jugyrtzuluklò--sq09a7yw7g8aiudl<bjk

  9. #449
    Senior Member L'avatar di sssebi
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    Nella discussione sul "libero arbitrio" del mese scorso mi pare che eravamo tutti d'accordo nel confutare la sua esistenza, ci&#242; significa che tutti consideriamo noi stessi come dei robot (anche se molto avanzati). A questo punto non mi sembra neanche tanto impossibile che pure noi un giorno saremo in grado di riproporre la costruzione di un cervello umano, quindi credo a breve (giusto qualche altra generazione in avanti) ci ritroveremo con dei cervelli artificiali che interagiranno con noi come fossero umani.

    Dobbiamo costruirli in modo che non possano opporsi a noi e su questo dobbiamo fare una particolare attenzione. Se riusciremo nell'intento e sapremo gestire al meglio la situazione credo ne potremo avere grandi vantaggi. Molti altri lavori manuali che le macchine attuali non riescono a compiere possiamo lasciarli ai robot di quel genere, per esempio.
    Non so, sarebbe un a questione da approfondire...

  10. #450
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    Gi&#224;, m'ero scordato del discorso sul libero arbitrio. Se lo consideriamo inesistente siamo davvero tutti dei robot.

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