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  1. #211
    Senior Member L'avatar di Majin Broly
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    Che posso dire, mi è venuta di getto stamattina. Meglio così, nei prossimi giorni sarei stato davvero messo male.

  2. #212
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    Oddio Majin....è la cosa più fantastica che ho mai letto.
    La rivalsa più improbabile della storia
    Povero Goku,non diventerà mai super sayan

  3. #213
    Senior Member L'avatar di Dargil
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    lol non so se la citazione all'abridged sia voluta o meno

  4. #214
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    No, mai visto, cosa coincide?

  5. #215
    Senior Member L'avatar di Dragon Slayer
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    Oddio, l'hai fatto davvero.

    Comunque, nell'abridged Crilin torna e Gohan gli fa << Crilin, come hai fatto a salvarti? >>
    Il terrestre racconta dell'inseguimento e poi << infine sono riuscito a colpirlo col tayoken >>
    << Grande, immagino che poi tu lo abbia ucciso con il kiezan, no? >>
    << Eeee....>>

    *appare Freezer*

    << Ok, direi di no. >>
    Ultima modifica di Dragon Slayer; 27-07-2012 alle 15:41

  6. #216
    Senior Member L'avatar di Majin Broly
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    Bene, tu puoi testimoniare quanto sia antica la mia idea, cos&#236; non mi accuseranno di plagio.
    Allora, dopo tanti anni ha preso finalmente forma.

  7. #217
    Senior Member L'avatar di Dargil
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    Ma anche quando sta per fare l'ultima trasformazione

    <<Crilin potresti colpirlo col tuo Kienzan>>
    <<Gi&#224;, continuo a chiedermi perch&#233; non lo faccio>>
    <<E...?>>
    <<Ho finito tutta l'energia ferendo a morte Vegeta>>

    Broly guardatelo, davvero, l'adorerai

  8. #218
    More awesome than ever L'avatar di Rowelence
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    Tue May 2007
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    Premessa: La one shot &#232; basata sul manga "I am a Hero" di Kengo Hanazawa. So che di solito il protagonista di un manga &#232; un personaggio che non ha bisogno di rivalse, ma Hideo &#232; decisamente un caso a parte. Mi ricorda vagamente i protagonisti inetti dei romazi di Svevo e nei 5 volumi che ho letto raramente &#232; riuscito a rendersi utile. Dunque penso che sia un personaggio adatto per una traccia del genere.
    Buona lettura!

    Io sono un eroe

    Nelle affollate strade di Tokyo il panico regnava sovrano. Uomini e donne di tutte le et&#224; correvano da una parte all'altra della metropoli come schegge impazzite, spinti dall'istinto di sopravvivenza e dal desiderio di lasciare il maggior numero possibile di chilometri di distanza tra loro e le inquietanti creature che di punto in bianco avevano invaso l'intero paese del sol levante. Nessuno sapeva con esattezza cosa avesse indotto quelli che un tempo erano stati degli esseri umani come loro a tramutarsi in belve feroci e assetate di sangue. Stando ad alcune voci si trattava di una letale malattia del sistema nervoso, ma vi era anche chi parlava di bioterrorismo o di un esperimento eseguito sul popolo giapponese dagli alieni. Erano per&#242; poche le persone nelle condizioni di poter ragionare tranquillamente sull'origine di quei mostri. La maggior parte erano troppo impegnate a cercare un posto sicuro in cui rifugiarsi e trascorrere qualche ora lontano da tale incubo.
    Le informazioni sulle creature non erano poi molte, ma una cosa era ormai certa: venire morsi equivaleva a diventare uno di loro. E questo Hideo Suzuki lo aveva appreso al costo di una elevata sofferenza. La prima infetta con cui aveva avuto a che fare era stata la sua ormai ex ragazza e per lui era stata una vera tortura doverle recidere la gola in modo tale che non potesse pi&#249; nuocere a se stessa e agli altri.
    Hideo era un uomo sulla trentina e prima che l'ordine del paese venisse stravolto lavorava come assistente di un mangaka che non nutriva molto rispetto nei suoi confronti. Lui stesso aveva provato nel corso degli anni a diventare un mangaka, ma era riuscito solamente a pubblicare una serie breve di scarso successo. Tutti i successivi tentativi di ottenere una serie erano falliti miseramente. Dal punto di vista lavorativo la sua vita non poteva certo essere definita soddisfacente e questo lo aveva portato pi&#249; volte a provare frustrazione e invidia nei confronti dei suoi colleghi maggiormente fortunati.
    Il suo nome, scritto con ideogrammi differenti, assumeva il significato di "eroe" e talvolta per darsi coraggio era solito pronunciare la frase "Io sono un eroe". Tuttavia spesso e volentieri si sentiva pi&#249; uno sfigato che un eroe.
    Anche quel giorno Hideo non stava rendendo giustizia al suo nome. Come molti altri si limitava a scappare da una parte all'altra della capitale senza una meta precisa, guidato unicamente dall'istinto di sopravvivenza. Ma in realt&#224; avrebbe potuto fare molto di pi&#249; e una parte della sua coscienza ne era consapevole. Mentre correva poteva sentire chiaramente sulla schiena la pressione esercitata dal fucile da tiro al piattello che si era portato da casa. Volendo avrebbe potuto estrarlo dalla sacca in cui era riposto in qualsiasi momento, per poi caricarlo con la rapidit&#224; che l'esperienza gli aveva permesso di guadagnare. Tuttavia c'era qualcosa che lo frenava...
    -No, non posso farlo. Tirare fuori il fucile in un luogo pubblico &#232; una violazione della legge sulle armi da fuoco...-
    In un mondo in cui le regole del vivere comune non avevano pi&#249; alcun senso, solo una persona inetta come Hideo avrebbe potuto formulare un simile pensiero. Sembrava totalmente incapace di disobbedire alle leggi imposte da chi rivestiva una posizione sociale superiore alla sua. Anche sul posto di lavoro subiva senza fiatare le angherie del suo capo, per poi sfogarsi una volta tornato a casa colpendo con violenza un punchball. Agire dando nell'occhio? Nossignore. Un simile comportamento avrebbe attirato l'attenzione su di lui, turbando la sua tranquilla e metodica esistenza. Perch&#232; correre rischi quando si pu&#242; vivere in pace accettando tutto quello che ci impongono gli altri? Vorresti urlare in faccia ad una persona tutta la rabbia che hai in corpo? E perch&#232; mai dovresti rischiare di rovinare un rapporto quando puoi continuare a tenerti tutto per te fino a farti venire l'ulcera? L'importante &#232; continuare a vivere, no? Tutto il resto non conta.
    -Io sono un eroe-
    Ma si pu&#242; essere veramente eroi se non si fa altro che pensare alla propria incolumit&#224;? Guardare dall'altra parte mentre qualcuno viene morso da un infetto &#232; tutto tranne che un' azione eroica.
    -Io sono un eroe...-
    Pensarlo mentre fingi di non sentire quella signora anziana che chiede aiuto mi sembra alquanto ipocrita...
    -Io sono...un eroe?-
    Gli eroi non vengono maledetti dalle vecchiette appena prima di finire sbranate.
    -Io...Io non sono un eroe...-
    Era ora che ci arrivassi.
    Ultima modifica di Rowelence; 28-07-2012 alle 00:50
    Sto giocando a: Tales of Xillia (PS3), Assassin's Creed 3 (WiiU), PokÚmon X (3DS - Solo online) Sto leggendo: A storm of swords (volumone completo in italiano) Sto guardando: Kill la Kill (ep 7)


  9. #219
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    Hideo era seduto su un polveroso pavimento e teneva la schiena appoggiata ad un vecchio armadio. Il fucile era per terra a pochi centimetri da lui, ancora ben chiuso nella solita sacca. Erano passate alcune ore da quando l'uomo aveva negato il proprio aiuto ad un'anziana innocente, ma quando chiudeva gli occhi nel vano tentativo di prendere sonno poteva rivedere tutta la scena come se il tempo si fosse fermato. I sensi di colpa lo stavano tormentando insistentemente, spingendolo spesso a singhiozzare e a chiedere scusa con voce strozzata. Un comportamento non molto saggio, col senno di poi. E' vero che quell'edificio disabitato sembrava essere un posto relativamente sicuro, ma fare rumore senza essere assolutamente sicuri della totale assenza di infetti nelle vicinanze era quantomeno imprudente. Ma pur essendone consapevole non poteva farne a meno. Doveva dare libero sfogo alla sua sofferenza se non voleva perdere il senno, ne era assolutamente convinto.
    -Hideo...Eroe...Mia madre non poteva darmi un nome pi&#249; sbagliato. Io sono patetico. Penso unicamente a me stesso, lasciando che le persone intorno a me patiscano le pene dell'inferno. ...Mi faccio schifo...-
    Hideo era ormai sprofondato nell'autocommiserazione. In tale stato mentale inizi&#242; a darsi la colpa di tutto ci&#242; che era andato storto nella sua vita, talvolta distorcendo la verit&#224; per infliggersi una punizione pi&#249; dolorosa. Dopo un lungo tempo chiuse gli occhi quasi senza rendersene conto e, stremato da quella violenta tempesta emotiva, si abbandon&#242; tra le braccia di Morfeo.

    Fu il sinistro scricchiolio di una delle assi del pavimento a destarlo.
    In una situazione normale il suo corpo non avrebbe reagito ad un suono cos&#236; debole, ma da quando gli infetti avevano fatto la loro comparsa i suoi sensi si erano notevolmente acuiti.
    "C-chi c'&#232;?" mormor&#242; con voce tremante, per poi maledirsi subito. Se uno di quegli esseri era entrato nell'edificio quella stupida domanda poteva essere la sua condanna a morte.
    Man mano che i passi si facevano pi&#249; vicini i battiti del cuore di Hideo diventavano pi&#249; frenetici. Dalla sua fronte le goccioline di sudore cadevano a terra una dopo l'altra. Plic plic plic plic.
    Le sue mani umide erano intrecciate come se avesse dovuto iniziare a pregare da un momento all'altro e le teneva talmente strette da provare dolore. Aveva la gola incredibilmente secca, ma il terrore gli impediva di avere sete. Non poteva tuttavia ignorare la sua vescica, la quale sembrava una diga sul punto di cedere.
    -Magnifico...Sto per farmela addosso di fronte ad uno di quei mostri. Spero che in paradiso abbiano delle mutande da prestarmi.-
    Dopo un po' il rumore di passi si fece talmente forte da rendere perfettamente chiaro a Hideo che nel giro di pochi secondi l'intruso sarebbe entrato nella stanza in cui si trovava.
    -...Forse se mi sbrigo faccio ancora in tempo a tirare fuori il fuc...-
    La persona a cui appartenevano quei passi entr&#242; nel suo campo visivo. L'uomo non pot&#232; fare a meno di tirare un sospiro di sollievo. Non si trattava di un infetto, bens&#236; di una bambina. Ad una prima occhiata non sembrava avere pi&#249; di nove anni. I suoi lunghi capelli neri erano tutti sporchi e scompigliati. Alcune ciocche erano talmente tanto coperte di polvere da sembrare grige. Il suo volto era sporco e presentava alcuni tagli ed escoriazioni, ma fortunatamente nessuno di essi sembrava essere grave. Gli occhi dalle iridi nere della piccola erano arrossati, segno evidente che aveva pianto parecchie volte. Dalle occhiaie piuttosto evidenti era possibile intuire che la bambina non riposava come si deve da alcune notti. Del resto i suoi vestiti stracciati ed impolverati raccontavano una storia fatta di fughe incessanti e incontri piuttosto ravvicinati con i mostri.
    -Non sono mai stato molto bravo con i bambini....-
    Dopo qualche secondo di silenzio Hideo disse "C-ciao...Come ti chiami?". Cerc&#242; di rendere il suo tono di voce amichevole, ma a causa della gola secca il risultato non fu dei migliori.
    La bambina non rispose. Continuava ad osservarlo con uno sguardo al tempo stesso impaurito e sospettoso. Forse un tempo avrebbe tranquillamente dato fiducia ad un estraneo, ma i recenti avvenimenti le avevano insegnato la prudenza nel modo pi&#249; diretto possibile.
    "Come ti chiami?"
    Nessuna reazione.
    "Io mi chiamo Hideo e sono un eroe. Sai, come quelli dei cartoni animati!"
    -...B&#232;, forse dei cartoni animati aventi per protagonisti dei Neet...-
    Ancora nessuna reazione.
    L'uomo prese lo zainetto che si trovava di fianco a lui e lo apr&#236;. Frug&#242; per un po' al suo interno, chiaramente in cerca di qualcosa.
    Ora nello sguardo della bambina era possibile notare una punta di curiosit&#224;.
    "Oh, eccolo!" esclam&#242; Hideo tirando fuori dallo zainetto un sacchetto di patatine.
    "Immagino che sarai affamata. Se vuoi mangia pure queste patatine, tanto a me il cibo non manca!"
    -In realt&#224; oltre a questo sacchetto non mi &#232; rimasto nulla...Ma non importa.-
    La piccola esit&#242; ancora per qualche istante, ma alla fine inizi&#242; a muoversi verso quello sconosciuto che iniziava a farle un po' meno paura. La mamma le aveva ripetuto tante volte di non accettare cibo dagli estranei, ma in quel momento aveva troppa fame per fare la brava bambina.
    Quando fu abbastanza vicina, Hideo sorrise e le porse il pacchetto.
    "G-grazie, signore...Io mi chiamo Haruko e ho nove anni..."
    Haruko apr&#236; il pacchetto molto rapidamente e inizi&#242; a divorare le patatine una dopo l'altra. Mamma le aveva sempre detto di mangiare con calma, ma era sicura che anche lei non avrebbe badato pi&#249; di tanto all'educazione in una situazione del genere.
    "Haruko, che bel nome! Lo user&#242; per uno dei personaggi dei miei prossimi manga!"
    Hideo stava facendo di tutto per permettere alla bambina di passare un po' di tempo senza pensare all'orrore presente fuori da quell'edificio. Non era sicuro di stare agendo nel migliore dei modi, ma perlomeno non l'aveva ancora fatta piangere.
    Haruko non ci mise molto a svuotare l'intero pacchetto.
    "Erano buonissime. Grazie, signore."
    "Chiamami pure Hideo. Dimmi Haruko..."
    L'uomo esit&#242;. Stava per toccare quello che temeva essere un tasto dolente e non sapeva bene come terminare la frase. Tuttavia doveva chiederglielo. Doveva assolutamente sapere se c'era qualcosa che poteva fare per aiutare quella bambina...e per riscattarsi.
    "...Dove sono...i tuoi genitori?"
    Come aveva previsto gli occhi della bambina si riempirono di lacrime.
    "N-non lo so!....L'ultima volta che li ho visti..."
    Haruko inizi&#242; a singhiozzare, mentre il suo intero corpo veniva attraversato da violenti brividi.
    Hideo era in preda al panico
    -Che faccio? Che faccio? Che faccio?!-
    Poi, senza quasi rendersene conto, inizi&#242; ad accarezzare con dolcezza la schiena della piccola.
    -Siamo sicuri che sia la cosa giusta da fare? ...Pare che non abbia altra scelta che fidarmi del mio "istinto paterno"-
    Ultima modifica di Rowelence; 27-07-2012 alle 17:09
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  10. #220
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    Per fortuna Hideo stava agendo correttamente e dopo alcuni interminabili minuti Haruko riusc&#236; a calmarsi un po'.
    "L'ultima volta che li ho visti...E-erano circondati da q-quei mostri orribili....Io volevo aiutarli, ma avevo tanta paura. Mamma continuava ad urlami di scappare e Pap&#224; diceva che se fossi riuscita a trovare un posto sicuro loro mi avrebbero raggiunto...Alla fine ho dato retta ai loro consigli e ho iniziato a correre...Da allora credo che siano passati due giorni."
    Pronunciare quelle parole era stato estremamente difficile per la bambina e ora era nuovamente in preda ad una crisi di pianto.
    Hideo continuava ad accarezzarla in modo quasi meccanico, mentre mentalmente elaborava quelle poche informazioni.
    -Ha detto che i suoi genitori erano circondati dagli infetti. Le probabilit&#224; che siano stati morsi sono elevatissime e temo che sarebbe inutile, oltre che terribilmente rischioso, provare a cercarli. Che cosa posso fare? Non possiamo stare qui in eterno...Devo cercare di portarla con me in un posto in cui l'infezione...o quello che &#232;....non &#232; ancora arrivata. Sempre ammesso che un posto simile esista...Ad ogni modo &#232; inutile muoversi senza uno straccio di piano. Dato che questo posto sembra essere abbastanza sicuro penso che non ci siano problemi a restare qui ancora per qualche ora. Nel frattempo spero di farmi venire in mente qualcosa.-
    "Haruko...Cosa ne dici se aspettiamo qui i tuoi genitori?"
    La piccola lo fiss&#242; con gli occhi gonfi di lacrime e un'espressione stupita dipinta sul volto.
    "Credi veramente che arriveranno?"
    "Ma certo! Ti hanno detto di aspettarli in un luogo sicuro, no? B&#232;, questo &#232; il posto meno pericoloso che sono stato in grado di trovare. Sono sicuro che se li aspettiamo qua arriveranno."
    "L-lo spero tanto!"
    -Io invece spero che non arrivi proprio nessuno...."

    Dopo alcune ore Hideo non era ancora riuscito ad elaborare un piano decente. Aveva preso in considerazione diverse opportunit&#224;, ma tutte sembravano essere egualmente rischiose. La sensazione che non esistesse un singolo posto sicuro in tutto il Giappone iniziava a tormentarlo, ma cercava di non prestarle troppa attenzione. Doveva mantenere viva la speranza, altrimenti sarebbe stato tutto vano.
    Fino a quel momento nessuno era entrato nell'edificio, anche se da fuori di tanto in tanto proveniva qualche rumore poco rassicurante. Haruko aveva dormito per buona parte del tempo, ma il suo sonno era stato turbato da alcuni incubi a dir poco terribili.
    -Mi chiedo se riuscir&#224; mai a superare tutto questo...-
    Hideo avrebbe voluto articolare maggiormente tale pensiero, ma un improvviso rumore aveva attirato la sua attenzione. Qualcuno o qualcosa sembrava essere particolarmente vicino alla casa. Istintivamente l'uomo afferr&#242; la sacca contenente il fucile e con movimenti rapidi la apr&#236;. Una parte della sua coscienza gli ricord&#242; l'esistenza della legge sulle armi da fuoco, ma lui la ignor&#242;. In quel momento difendere Haruko aveva la priorit&#224; sulle leggi create da coloro che governavano il paese.
    "Cosa vuoi fare con quello? E se fossero i miei genitori?"
    Hideo sorrise vedendo il volto preoccupato della bambina.
    -Ti prego, Haruko...Parla il meno possibile-
    "Non ti preoccupare, lo tiro fuori solo per precauzione. Non mi sognerei mai di fare del male ai tuoi genitori!"
    -E io scemo che le rispondo pure!-
    Le orecchie dell'assistente mangaka udirono nuovamente il rumore. Era vicino. Troppo vicino.
    -S-sono entrati in casa...?-
    La risposta era s&#236;, come il rumore di passi in avvicinamento gli permise di capire subito dopo.
    "Haruko, stammi vicino" disse quasi sussurrando.
    La bambina si nascose dietro la sua schiena. Anche se sperava con tutto il cuore che fossero arrivati i suoi genitori, aveva ugualmente paura. Hideo inizi&#242; a caricare il fucile.
    Dopo qualche istante uno degli infetti entr&#242; nella stanza. La pelle dell'essere era quasi trasparente e permetteva di vedere perfettamente le numerose vene e arterie presenti nel suo corpo. I suoi occhi vitei ed iniettanti di sangue si muoveva rapidamente, scrutando l'ambiente circostante. La sua bocca era sporca di sangue umano e le gocce del liquido corporeo avevano macchiato anche i suoi vestiti logori. I pochi capelli neri erano incredibilmente unti e contribuivano a dargli un aspetto ancora pi&#249; grottesco.
    Con un movimento fulmineo Hideo punt&#242; il fucile in direzione del mostro e si prepar&#242; a premere il grilletto. La mano gli tremava leggermente, ma era abbastanza vicino al bersaglio da poterlo prendere anche in quelle condizioni.
    Non appena l'uomo decise di premere il grilletto Hanako esclam&#242;: "Pap&#224;! Sei arrivato veramente!"
    Per qualche momento Hideo non riusc&#236; a capire a chi si riferiva la bambina. A parte la creatura non era entrato nessun altro nella stanza.
    -Un momento....Non sar&#224; mica che...-
    S&#236;, non vi erano pi&#249; dubbi. Il padre di Haruko era stato infettato e in quel momento si trovava di fronte a loro.
    "Haruko...Quello ormai non &#232; pi&#249; tuo padre!"
    "Non &#232; vero! E' lui! Pap&#224;!"
    La piccola cerc&#242; di avvicinarsi all'infetto, ma Hideo glielo imped&#236; afferrandola per un braccio.
    Il mostro per il momento si limitava a fissarli senza fare nulla, ma avrebbe potuto attaccarli da un momento all'altro.
    Haruko cerc&#242; di divincolarsi con forza, ma l'assistente mangaka riusc&#236; a trattenerla.
    -Anche a costo di farti male al braccio non ti lascer&#242; andare! Non ti permetter&#242; di diventare un' infetta!-
    "Lasciami andare! Lasciami andare!"
    "...Figlia...Haruko...."
    Inaspettatamente l'essere sembrava aver riconosciuto la figlia.
    -No...Quei mostri non sono in grado di pensare...Sanno unicamente pronunciare frasi sconnesse...-
    Lentamente la creatura inizi&#242; ad avvicinarsi a loro.
    La mano di Hideo aveva ormai smesso di tremare. In qualsiasi momento si sentiva pronto a sparare.
    "...Mamma....Mangiata...Buonissima...Ha...Haruko.. ..Tenera...."
    -Spero di aver capito male...-
    E invece Hideo aveva capito perfettamente. L'infetto aveva mangiato sua moglie e ora sembrava intenzionato a fare lo stesso con la figlia.
    Ultima modifica di Rowelence; 27-07-2012 alle 17:13
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