Originariamente Scritto da
H Sakuragi
Io parlo per esperienza personale nel senso che mi paragono alle generazioni più vecchie e mi rendo conto che molti di noi (io ho 27 anni) sono stati viziati, anche se non "volontariamente", dai genitori (nati tra gli anni '40'/50/'60) i quali sono stati gli ultimi ha ricambiare i valori della generazione precedente a loro. Non viziati nelle cose ma quel tipo di agiatezza che indirettamente non ti ha mai fatto provare la fatica, il sacrificio, la rinuncia o la competizione. Da lì possono nascere tutte le insicurezze verso te stesso, il mondo, l'incapacità o la paura di mettersi in gioco sia in campo lavorativo che relazionale. Spesso anche chi è meno fortunato di altri, dal punto di vista finanziario, è comunque cresciuto in un modello di benessere economico e morale proveniente dagli anni '80, a tal punto superficiale ed edonistico, che l'importante è fare più denaro possibile/essere il più forte/il più bello/il più dotato e preferibilmente nel modo più rapido possibile.
A questo, come già detto, si aggiunge un panorama culturale e politico talmente alla deriva che un giovane, se la famiglia è deficitaria, i riferimenti li riceve soprattutto da mezzi artificiali, fuorvianti e molte volte aggressivi come la televisione, il computer, il telefono, la pornografia. In sostanza, come diceva il compianto regista Andrej Tarkovskij, il nostro livello di tecnologia ha disgraziatamente superato di gran lunga il nostro livello di spiritualità. Quindi ti relazioni con te stesso e il mondo di conseguenza.